Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 



venerdì 6 marzo 2015

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: COPIA E INCOLLA STRISCIA 02 03 15 SINDACO COPIONE ...

COPIA E INCOLLA STRISCIA 02 03 15
SINDACO COPIONE COME L'ARIA DI PADANIA CHE SI RESPIRA IN SICILIA 



from Marco Ferretti 16 hours ago ALL AUDIENCES



Spongano, sindaco “copione” premiato da Striscia la notizia

SPONGANO - E poi dicono che
copiare non è un arte. Ne sa qualcosa il sindaco di Spongano Antonio Candido
che ieri mattina si è visto recapitare addirittura a domicilio, l’oscar del
“Provolone” da parte degli inviati di Striscia la Notizia Mingo e Fabio.


L’ormai famoso Provoloscar del noto tg satirico di Canale 5 (riconoscimento
attribuito dagli inviati di Ricci a chi la fa davvero “grossa”) è stato
consegnato dall’ineffabile e simpatissimo Mingo al sindaco del comune
salentino. Ma cosa avrà mai fatto il primo cittadino del comune del Sud Salento
per meritarsi la statuetta al provolone? Nella motivazione letta da Mingo “si
dà atto al primo cittadino dell’impegno dimostrato per aver scritto,
naturalmente con l'aiuto dei suoi collaboratori che formarono la lista
nell’ultima tornata per le amministrative due anni fa, il PROGRAMMAelettorale, scopiazzando interi pezzi dai programmi
presentati da altri suoi colleghi
, addirittura di ben quattro città
diverse italiane
. Quali sono?


Il sindaco Candido
ha accontentato praticamente tutti: nelle sei pagine di programma infatti ha
attraversato tutta l’Italia, da Nord a Sud. I comuni ai quali si sarebbe
ispirato sono due in Veneto (per buona pace della Lega), Mirano e Monteviale rispettivamente in
provincia di Venezia e Vicenza; un altro nelle Marche, Fabriano, in provincia di Ancona; e
infine, per non scontentare il Sud, Cirò Marina, in provincia di Crotone, in Calabria.


Alla spettacolare incursione degli inviati (ovviamente inaspettati) di Striscia
la Notizia all’interno del Comune di Spongano, il sindaco Candido ha avuto ben
poco da replicare. Chi era presente ha parlato di un primo cittadino quasi
disorientato, anzi per certi aspetti proprio meravigliato a tal punto che
avrebbe detto “verificherò”. Ma Mingo non si è fatto cogliere impreparato ed ha
consegnato al primo cittadino, che si è meritato l’oscar del copione, una copia del
suo programma con
tanto di evidenziazione delle parti scopiazzate dagli altri comuni
.

Ciliegina sulla torta, una gag sul titolo del programma (che è quello della
lista del sindaco): “Impegno e coerenza”. Due parole che hanno strappato un
complimenti con tanto di abbraccio da parte di Mingo. L’impegno è indiscutibile
(copiare dai programmi di quattro comuni non è cosa semplice), in quanto alla
coerenza...


E naturalmente non finisce qui visto e considerato che a stretto giro il
servizio sarà trasmesso in televisione nell’ambito del noto programma di prima
serata per una scopiazzatuna davvero imperdibile e storica.

TG3 PIANO ARIA REGIONE SICILIA COPIATO DAL VENETO





CMG81198 UNA VENTATA DI ARIA PADANA IN SICILIA
STRISCIA LA NOTIZIA 
  


CIMG8192 ARIA PADANA IN SICILIA TELEOCCIDENTE
23 NOVEMBRE 20007




CIMG8199 STEFANIA PETIX IL PIANO COPIATO TOLOMEO ANZA'
ASTRISCIA LA NOTIZIA


CAMBIAMO ARIA PIANO ARIA REGIONE SICILIA
RIGA PER RIGA DEL COPIATO DAL PIANO VENETO E DA ALTRE 27 FONTI




CIMG8193 ASSESSORE INTERLANDI ISTITUISCE COMMISSIONE ISPETTIVA
NOTA 5672 22 11 07



CIMG8200 SALVATORE ANZA' CONDANNATO IL TRIBUNALE: “IL PIANO
ARIA E' COPIATO”




AUDIZIONE ASSESSORE LO BELLO DR CAPILLI COMM AMBIENTE SICILIA




IV COMMISSIONE AMBIENTE TERRITORIO AUDIZIONE SED 69 PIANO
ARIA COPIATO 29 settembre 2013



ASSESSORE
LO BELLO E DR CAPILLI AUDIZIONE 26 09 2013 IL PIANO ARIA SICILIA E' COPIATO




LA TRUFFA AMBIENTALE DELLA SICILIA NUOVE
SANZIONI UE ALLA REGIONE?
GIULIO AMBROSETTI 5 NOVEMBRE 2014

POLITICA La storia è quella del Piano per la tutela della qualità dell'aria e
dell'ambiente che i tecnici dell'assessorato al Territorio hanno copiato dalla
Regione Veneto.

Sulla vicenda interrogazione dell'eurodeputato grillino Ignazio Corraro alla
Commissione europea

«In Sicilia il piano ambientale è copiato da
quello della Regione Veneto ed cittadini pagheranno di tasca propria l’inadempienza
degli uffici regionali dato che l’Europa ha già avviato le procedure di
infrazione
». 
A riaccendere i
riflettori su una questione che qualche anno fa ha sollevato un vespaio di
polemiche è il capo delegazione del Movimento 5 stelle al Parlamento europeo, Ignazio
Corrao. Il tema, come già accennato, è il Piano regionale di Coordinamento
per la tutela della qualità dell'aria e dell'ambiente emanato dall'assessorato
regionale al Territorio e Ambiente nel 2007. Una vicenda finita già sui tavoli dei Tribunali.  Questo
perché il Piano sembra non avere molto a che vedere con la Sicilia,
se è vero che, per l'85 per cento, è stato copiato dal Piano
della Regione Veneto e da altre fonti. 
Sulla vicenda Corrao,
europarlamentare eletto in Sicilia, ha presentato un'interrogazione alla
Commissione europea. 
«Molti Comuni - si legge
nell’interrogazione - che ricadono nei comprensori delle città siciliane
di Gela, Messina e Siracusa (Aree dichiarate ad alto rischio ambientale dal
1990) da anni sono al centro di manifestazioni di protesta di cittadini,
aziende e associazioni ambientaliste a causa dell'inquinamento ambientale. I
risultati riguardanti le Aree a rischio, la tutela della qualità dell'aria e la
salvaguardia della salute delle popolazioni si sintetizzano oggi in 2 ex
presidenti della Regione e 4 ex assessori regionali al Territorio e
Ambiente sotto processo per omessi interventi antismog e per il sistema di
controlli deficitari, nonostante l'Unione europea abbia destinato risorse
comunitarie per oltre 70 milioni di euro" (con molta probabilità, quando
Corrao parla di Messina fa riferimento alla Valle del Mela, l'area del
Messinese massacrata dall'elettrodotto di Terna). 
Corrao stigmatizza le
continue rotazioni di dirigenti e personale operate dal presidente della
Regione, Rosario Crocetta: «Rotazioni - sottolinea l'eurodeputato
grillino - che non garantiscono un adeguato livello di esperienza e
professionalità». 
Il capo delegazione del Movimento
5 Stelle chiede alla Commissione di valutare il caso alla LUCE
v:shapes="_x0000_i1026">
 della normativa
europea. «E se
è intenzione della Commissione valutare se l'assessorato regionale al
Territorio e Ambiente è in grado di assicurare il rispetto del diritto
comunitario
». 
Dalla Commissione Europea intanto
arriva già una prima risposta. «Nel luglio 2014 - si legge nel testo - è stata inviata
al governo italiano una lettera di costituzione in mora, la quale evidenzia le
varie carenze del Piano per la qualità dell’aria adottato dalla Regione
Sicilia. In base alla risposta ricevuta dall’Italia, la Commissione deciderà
sulle eventuali ulteriori azioni da intraprendere
».

Commenti 

salvatore.anza

7 Novembre 2014

11:11:52
Gentile direttore, il vostro
articolo, nella parte in cui sostiene che una sentenza avrebbe stabilito che il
piano di qualità dell’aria della Sicilia “non risulta appropriato al territorio
in questione perché per l’85% composto da righe interamente copiate dal Piano
della Regione veneta e da altre fonti” costituisce un falso colossale, ai confini del codice penale.
Posso dirle, nella qualità di coordinatore delle attività di pianificazione, da
me iniziate nel 2007 e da me concluse nel 2010, che è vero l’esatto contrario.
Il copia-incolla è dell'europarlamentare Corrao, che ha copiato, e ripete a
pappagallo, alcune balle già censurate dalla magistratura. Poiché sono sicuro
che il suo intento è fare una corretta informazione, le chiedo di pubblicare
questo mio primo commento, e a darmi spazio analogo all’articolo che avete
pubblicato per una replica, basata su atti veri e non su fandonie inventate da
qualche stravagante buontempone. In attesa di un suo urgente riscontro le porgo
i miei più cordiali saluti. Salvatore Anzà





IN ARRIVO LA CONDANNA DELL’UE  PER LA QUALITÀ DELL’ARIA IN
SICILIA
Il Piano regionale è stato copiato in buona parte da quello
del Veneto. Indagini della magistratura e anche un rinvio a giudizio disposto
dal Gip presso il Tribunale di Palermo per tre dirigenti, uno dei quali ha
ricoperto anche la carica di assessore
di Paolo Pataria
Polemiche. Lettere di fuoco
dell’Unione europea. Un Piano della Regione siciliana copiato in buona parte dalla
Regione Veneto. Indagini della magistratura. Lo spettro di una pesante condanna
da parte di Bruxelles che lo Stato farà di certo pagare alle Regioni
inadempienti, Sicilia in testa. E adesso anche un rinvio a giudizio disposto
dal Gip presso il Tribunale di Palermo per tre dirigenti regionali, uno dei
quali ha ricoperto anche la carica di assessore regionale.
C’è di tutto e di più nella
telenovela dei controlli sulla qualità dell’aria nella nostra Isola. Verifiche
che le Pubbliche amministrazioni avrebbero dovuto effettuare per tutelare la
salute di chi vive dalle nostre parti. Controlli che, invece, sono rimasti
sulla carta, alla faccia della salute pubblica. Tutto questo senza informare
minimamente gli ignari abitanti della Sicilia.
Che rischiano una
doppia fregatura. La prima l’hanno già scontata, se è vero che, in molti casi, respirano
l’aria
inquinata.
A questo si aggiungerebbe la beffa di pagare, con un
ulteriore aumento della tasse, la multa – molto probabile – dell’Unione
europea.
E dire che, nel luglio scorso, Bruxelles ha inviato una
lettera al Governo italiano
sottolineando che alcune Regioni del
nostro Paese, su questo delicato settore, sono fuori legge. E tra queste,
neanche a dirlo, c’è la Sicilia. Adesso l’avvertimento si potrebbe trasformare
in una procedura
d’infrazione
e, di conseguenza, in una condanna pecuniaria piuttosto
salata per l’Italia. Che il Governo nazionale farebbe pagare alle Regioni
inadempienti, Sicilia in testa, se è vero che la nostra regione, in materia di
controlli sulla qualità dell’aria, è messa malissimo.
E mentre infuriano le polemiche
sulla pesante contravvenzione che verrebbe e gravare sui bilanci già disastrati
della Regione siciliana, arriva anche la notizia del rinvio a giudizio formulato dal Gip del
Tribunale di Palermo, dottoressa Marina Pitruzzella, nei riguardi dei dirigenti
regionali Salvatore Anzà, Pietro Tolomeo (quest’ultimo ha ricoperto la carica
di dirigente generale all’assessorato al Territorio e Ambiente) e dell’ex
assessore regionale e dirigente generale, Gianmaria Sparma. Il reato contestato
è l’omissione di atti di ufficio in relazione, appunto, ad atti amministrativi
legati alle verifiche sulla qualità dell’aria e, quindi, alla mancata tutela
della salute pubblica.
Qui si apre, in modo molto più
ampio, il capitolo già oggetto di un processo: le inadempienze della Regione siciliana
in materia di
controlli della qualità dell’aria.
In questa storia non c’è soltanto
la copiatura di ampi stralci, da parte di qualche dirigente
dell’Amministrazione regionale, del Piano della Regione Veneto. Ci sono altre
incredibili mancanze. Si scopre che, a tutt’oggi, mancano ancora i Piani di
azione, ovvero le schede che dovrebbero contenere le indicazioni, zona per zona
della Sicilia, sugli agenti inquinanti, e sulle azioni da intraprendere per
tutelare i cittadini. In pratica, nella nostra Isola non è stato fatto nulla.
Insomma, la Regione è recidiva. E
questo potrebbe rendere ancora più pesante (soprattutto per le “casse” regionali)
la condanna di Bruxelles. Concetto, questo, che è stato espresso con chiarezza
dal parlamentare europeo siciliano, Ignazio Corrao (Movimento 5 Stelle): “In Sicilia il
piano ambientale è copiato da quello della Regione Veneto ed cittadini pagheranno
di tasca propria l’inadempienza degli uffici regionali dato che l’Europa ha già
avviato le procedure di infrazione”.
Corrao ha rilasciato questa
dichiarazione quando ha presentato, su tale vicenda, un’interrogazione alla
Commissione europea. Oggi la storia si presenta in termini più gravi. Si sa, ad
esempio, che nelle aree a rischio della Sicilia solo Milazzo ha messo a punto
qualche azione che potrebbe porre questa cittadina al di fuori della procedura
d’infrazione comunitaria. Per il resto, con riferimento a Gela, Melilli, Priolo
e Augusta sarebbe stato fatto poco o nulla.
Il problema non riguarda solo le
aree a rischio, ma un po’ tutta la Sicilia. Soprattutto per ciò che riguarda le
Pm 10, cioè la presenza, nell’aria, di polveri con diametro inferiore a 10
micron (con riferimento alle automobili diesel e agli euro 4 che presentano
problemi di particolato, cioè delle particelle di piccolissime dimensioni
sospese nell’aria). Agenti inquinanti che sono considerati tra i più pericolosi
in assoluto per la salute umana. Su questo tema non mancano gli interrogativi:
queste polveri presenti in tante città dell’Isola sono prevalentemente
terrigene (arrivano, cioè, grazie a giornate ventose) e quindi sono comunque
dannose, ma con produzione di danni limitati? Oppure nella presenza di Pm 10
c’è una notevole componente di incobusti da traffico urbano? In questo secondo
caso il problema sarebbe più grave.
Ancora: la concentrazione degli
ossidi d’azoto segue l’andamento di quella delle polveri, oppure, a causa del
vento, è bassa perché soggetta a maggiore dispersione? Da non sottovalutare,
poi, l’inquinamento che si registra nei porti della Sicilia, quando i motori
rimangono in funzione.
Insomma riguarda le aree urbane
siciliane con intenso traffico automobilistico. L’esempio di Palermo potrebbe
essere rappresentato dalla Circonvallazione, dove l’inquinamento è notevole.

Aree a rischio ambientale – Interrogazione M5S
a Bruxelles sul piano regionale siciliano

PUBBLICATO
IL 9 NOVEMBRE 2014

L’eurodeputato Ignazio Corrao: “Il copia
incolla dell’ARTA costa caro ai siciliani che pagheranno le sanzioni all’Europa


 
In
Sicilia il piano ambientale è copiato da quello della regione Veneto ed
cittadini pagheranno di tasca propria l’inadempienza degli uffici regionali
dato che l’Europa ha già avviato le procedure di infrazione
.
In questi termini il capo
delegazione del movimento 5 stelle al parlamento europeo Ignazio
Corrao
interroga l’esecutivo di Bruxelles anche sul caso siciliano del Piano
Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell’aria e
dell’ambiente emanato dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente nel
2007, piano che secondo la sentenza di condanna del Tribunale di Palermo, non risulta
appropriato al territorio in questione perché per l’85% composto da righe
interamente copiate dal Piano della Regione veneta e da altre fonti.
“Molti
comuni  – si legge nell’interrogazione – ricadenti nel comprensorio
delle città siciliane di Gela, Messina e Siracusa (Aree dichiarate ad alto
rischio ambientale dal 1990) da anni sono al centro di manifestazioni di
protesta di cittadini, aziende e associazioni ambientaliste a causa
dell’inquinamento ambientale. I risultati riguardanti le Aree a rischio, la tutela della
qualità dell’aria e la salvaguardia della salute delle popolazioni si
sintetizzano oggi in 2 ex presidenti della Regione e 4 ex assessori ARTA sotto
processo per omessi interventi antismog e per il sistema di controlli
deficitari nonostante l’Unione europea abbia destinato risorse comunitarie per
oltre 70 milioni di euro.
Lo stato di torpore dell’Assessorato
Regionale Territorio ambiente continua ancora oggi perché – continua
l’eurodeputato – è colpito duramente dalle continue rotazione di dirigenti
e personale operate dal presidente Crocetta, rotazioni che non garantiscono un
adeguato livello di esperienza e professionalità”. Il capo delegazione del
Movimento 5 Stelle chiede alla Commissione, valutazioni alla LUCE della
normativa europea e se è intenzione della Commissione valutare se l’ARTA è in grado di assicurare il
rispetto del diritto comunitario
. Dalla Commissione Europea intanto
arriva già una prima risposta. “
Nel luglio 2014 – si legge nel testo – è stata inviata
al governo italiano una lettera di costituzione in mora, la quale evidenzia le
varie carenze del piano per la qualità dell’aria adottato dalla regione
Sicilia. In base alla risposta ricevuta dall’Italia, la Commissione deciderà
sulle eventuali ulteriori azioni da intraprendere”.


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