Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 



venerdì 15 ottobre 2010

LA LIBERTA’


ANNOZERO, SANTORO CANTA

'LA LIBERTÀ' DI GABER -VIDEO

 


L'entusiasmo la passione  l'impegno sono VALORI   che vanno oltre il pettegolezzo, l'insulto, la scaramuccia, u curtighiu, la denuncia, la querela...........
Per qualcuno sarà poco ma questa sera sono stato ripagato dei squallidissimi e fuori luogo commenti che arrivano sui blogs, commenti che mostrano odio invidia gelosia  ignoranza....
IO Pino Ciampolillo CREDO ancora che:

LA LIBERTA' E' partecipazione, solidarietà, socialità, confronto, rispetto, accettazione, crescita, armonia....... 

LA LIBERTA' NON E' sopruso, insulto, MAFIA, speculazione Edilizia, sentire  durante la seduta di un Consiglio Comunale  “..se mi denunci ti faccio saltare in aria……”, avere dipendenti comunali che hanno parenti proprietari di beni Immobile che si pressuppongono di provenienza  mafiosa, la dichiarazione di un Sindaco in un consenso consiliare affermare ".... il proprietario del bene confiscato è in intervenuto nella campagna elettorale sostenendo....", irrommpere in una campagna elettorale affermando ".... “Sono disposta a vendere una delle mie ville per ...",  avere eletti parenti condannati per reati di mafia, politici amministratori sindaci assessori che del Bene Pubblico ne fanno un uso ed utilizzo personale di clan o difamigghia.......


LA LIBERTA' NON E' nei Vostri comportamenti

LA LIBERTA' NON E' nelle vostre parole 

LA LIBERTA' NON E' nelle vostre azioni  


Chiedo pubblicamente a chi mi ha accusato ed ancora continua a farlo,  senza avere alcun ritegno e buona educazione, di aver ricevuto qualcosa da questa o  da qualsivoglia amministrazione che lo scriva in questo blog e prometto di pubblicarglielo tra i post e non tra i commenti.




Naturalmente per dare veridicità alla cosa chiedo che il tutto venga fatto non in anonimato (bisogna iniziare ad avere le cosiddette palline ed avere il CORAGGIO L'ETICA e la RESPONSABILITA' del ruolo che si ricopre. Avere il coraggio di rischiare metterci la propria faccia il proprio nome) in quanto non è un pensiero politico il suo ma una accusa bella e buona,cosi peseremmo il suo tornaconto personale con il mio.


Coraggio ci limiteremmo al blog e non ad altre strade(avvocati),le denunce non mi piacciono.


Se qualcuno vuole chiudermi la bocca dovrà solo passare sul mio cadavere.



E' finita con una canzone, come nel 2003, la puntata di Annozero di questa sera. Vauro ha citato La libertà, una delle canzoni più celebri di Giorgio Gaber, nelle sue vignette, per poi trascinare il conduttore Michele Santoro e tutto lo studio, pubblico e ospiti compresi, in una performance molto particolare: anche Formigoni, Bersani, Epifani, Zurlo, Travaglio hanno cantato a squarciagola i famossisimi versi "libertà è partecipazione". Il vignettista ha anche ironizzato sulla scelta del dg Mauro Masi di querelare Il Manifesto che aveva in prima pagina una sua vignetta: «Sono senza contratto e pensavo si fosse dimenticato di me - ha detto -. Invece mi ha querelato, sono commosso». «Così sarai tu a dover pagare lui», ha aggiunto Santoro.

L'ANTEPRIMA "Ho letto che il dg aveva detto che mi avrebbe licenziato in caso di attacchi. Non riuscivo a crederci, mi sembrava impossibile, e infatti è arrivata la smentita. Non ero spaventato, dato che di minacce ne ho avute tante, anche dalla mafia: avrei continuato a fare il mio lavoro, e rendere la Rai più forte. Con i miei collaboratori costruiamo successi, non dobbiamo avere paura di niente". Così Michele Santoro, nell'attesissima anteprima della puntata di stasera di Annozero. "Mi dà fastidio questa situazione, come fosse una situazione di lotta tra me e il dg. Pensare che i dieci giorni di sospensione siano un favore è francamente troppo, se mi avesse licenziato sarebbe stato come vincere alla lotteria. Per me questa sospensione è un'umiliazione. Essere trattato come qualcuno che ha fatto qualcosa di grave o essere cacciato con ignominia, per uno che ha la mia storia, non è una cosa simpatica. C'è una domanda che Freccero ha posto sul Manifesto: come mai Santoro ha lavorato 14 anni senza avere problemi disciplinari, fino al 2001? Cosa è successo dopo il 2001? Perché lui e Biagi sono diventati improvvisamente dei criminali? Quando con Maurizio Costanzo organizzavamo le staffette, le puntate contro la mafia, succedeva di tutto, ma nell'azienda non succedeva nulla".
"Caro Berlusconi, noi non siamo l'opposizione nella televisione, ma siamo il primo programma di informazione: siamo forti, ed è questo il vero problema per lei. Lei nun ce sta. Potremmo anche aver sbagliato, potrei essermi meritato questi dieci giorni di sospensione. E allora andiamo dal giudice, io rispetterò la mia sentenza. La peculiarità di questa punizione è che la sospensione non inizia da domani, ma da lunedì, per far saltare due puntate di Annozero. A questo punto c'è solo una soluzione: l'arbitrato interno. E' una soluzione che non amo, è un sacrificio per me. Io vi chiedo di fare una cosa: voglio che raccogliate una semplice dichiarazione, che si rivolga al presidente Rai e gli dica: 'Io sono un abbonato Rai e non voglio essere punito al posto di Santoro'. Raccogliete in tutta Italia questo tipo di dichiarazioni, vi faremo sapere come fare nei prossimi giorni. Vorrei che voi non perdeste di vista un concetto fondamentale, che è questo: voi avete diritto a non vedere ridotti i vostri cervelli ad un'unica marmellata televisiva. E' importante che voi operai, voi magistrati, voi lavoratori della Rai, vediate rappresentati in onda le cose nelle quali vi potete riconoscere. E' importante che noi facciamo vedere quante persone tengono a noi. Se lo dimostreremo, potremo far vedere che questa non è solo un'anteprima di Annozero, ma l'anteprima di un anno nuovo che sta per cominciare".

BERSANI: PER LA RAI RIFORMA COME PER L'ENEL «Per la Rai serve una riforma come quella che si fece per Enel che prima era un'azienda infiltrata dai partiti e ora è una società con un amministratore delegato che sta sul mercato». Così il segretario Pd Pier Luigi Bersani, ospite di Annozero, ribadisce la proposta del Pd per cambiare la governance della Rai. Bersani ritiene poi urgente «fare una buona legge Antitrust sul sistema di comunicazione, a partire dalla pubblicità, per risolvere il conflitto di interessi» perchè l'attuale «è da cancellare».
«Noi diamo la piena disponibilità ad un discorso costruttivo ma se il governo vuole cominciare a fare qualcosa». Così il segretario Pd Pier Luigi Bersani spiega, ad Annozero, l'atteggiamento del Pd rispetto alla crisi polemizzando con il direttore del 'Sole 24 Orè Gianni Riotta a «non fare un calderone» tra la politica economica del governo e le altre forze politiche.
«Ho apprezzato molto la Marcegaglia a Genova ma era vero anche due anni fa. Già due anni fa eravamo dentro i problemi ed era proibito parlare di crisi. Il modello plebiscitario e populista del 'ghe pensi mì ha bisogno solo di cieli azzurri». Così il segretario Pd Pier Luigi Bersani, ad Annozero, attacca la politica del governo rispetto alla crisi. «Per il governo - ha affermato Bersani - se c'era una nuvola era sempre colpa di un nemico e se c'è un problema spettacolare, come l'Aquila o i rifiuti di Napoli, c'è stato il miracolo di un giorno. Si governa per avere il consenso e non si usa il consenso per governare». È invece necessario cambiare «con uno sforzo comune nel quale chi ha di più deve dare di più perchè qui c'è in gioco in primo luogo il lavoro ed invece si è disarmata la reazione ai problemi».
«Berlusconi non è eterno e noi abbiamo la possibilità di batterlo». È la convinzione espressa dal segretario Pd Pier Luigi Bersani, ospite di Annozero.

EPIFANI: RISCHI DA FIOM? MARONI NON CI HA AVVISATO «Ho trovato un pò strano che il ministro Maroni lanci un allarme senza parlare con gli organizzatori. Se si fa così il sospetto è che ti lavi le mani rispetto ai rischi». Così il segretario generale Cgil Guglielmo Epifani, ad Annozero, commenta l'allarme lanciato dal ministro dell'Interno rispetto alla manifestazione Fiom di sabato. «La nostra intenzione - ha detto Epifani - è di fare una manifestazione grande, pacifica e non violenta e tutti devono concorrere a questa riuscita, anche le forze del governo».

'LODO' SALVA PUNTATA Un ricorso interno per salvare Annozero e un appello al suo pubblico. Michele Santoro ha reagito così alla sospensione di dieci giorni decisa dal dg Mauro Masi. Nell'anteprima della puntata dedicata alla crisi, il conduttore ha spiegato che avrebbe preferito ricorrere al giudice ordinario, per avere una sentenza, ma per ottenere l'immediata sospensione della sanzione ed impedire lo stop di due puntate, è costretto a fare appello al collegio arbitrale. «È una soluzione che non amo e in cambio vi chiedo una cosa - ha detto rivolgendosi agli spettatori -. Raccogliete in ogni casa una dichiarazione per il presidente Rai: 'Sono un abbonato e non voglio essere punito al posto di Santoro'». Il conduttore, annunciando che nei prossimi giorni spiegherà le modalità dell'iniziativa, ha concesso di poter aver commesso uno sbaglio, «ma - ha aggiunto - questa è una punizione umiliante, che non è stata data neanche a chi ha rubato in Rai». Santoro si è anche rivolto al premier Berlusconi: «Noi non siamo l'opposizione della tv, siamo il primo programma di informazione della tv italiana e questo è il motivo per cui lei 'non ce vò sta». Il dg Mauro Masi non ha replicato, ma questa mattina ha reagito ad alcuni articoli di stampa. Sono partite querele nei confronti de L'Unità e de Il Manifesto. Il quotidiano diretto da Norma Rangeri ospitava in apertura proprio la vignetta di uno dei protagonisti del programma di Santoro. Vauro ha raffigurato Masi vestito come un ultrà serbo, con la doppia scritta 'Arrestato l'ultrà serbo che ha fatto sospendere la partita a Marassì e 'Ancora a piede libero l'ultrà servo che ha fatto sospendere Annozero alla Raì. Masi ha anche smentito ipotesi di licenziamento che - ha precisato - è al di fuori delle competenze dirette del dg. Nella maggioranza Fabrizio Cicchitto difende l'operato di Masi, affermando che «non esiste un problema di libertà di stampa, ma di buona educazione». Ma nel Pdl non tutti la pensano come il capogruppo alla Camera. Dopo la difesa di ieri di Niccolò Ghedini, che oggi Maurizio Gasparri ha definito colpito dalla «sindrome di Stoccolma» dopo le sue frequenti partecipazioni al programma, anche Carlo Vizzini boccia la linea del dg. «La sospensione è fuori dal mondo», afferma in trasmissione il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. L'opposizione si schiera compatta al fianco del conduttore. «La politica della Rai è irresponsabile», affermano Pierluigi Bersani e Francesco Rutelli. La prossima settimana il caso Santoro dovrebbe finire in Commissione di Vigilanza. Non è stato ancora deciso se ci saranno convocazioni. Pancho Pardi dell'Idv chiede che venga sentito Masi, mentre Alessio Butti del Pdl reputa «inutile l'ennesima audizione del direttore generale». Luciano Sardelli di Noi Sud propone, invece, di sentire il conduttore. Davanti a viale Mazzini si è svolta un'altra manifestazione, dopo quella di ieri a sostegno del programma. Questa volta in strada è sceso il movimento Riva destra per appoggiare la decisione del dg.

I COMMENTI IN STUDIO "Un'azienda normale non può autopicconarsi sospendendo una trasmissione per 15 giorni. Sarebbe come se l'Eni punisse un suo ingegnere stoppando l'estrazione del petrolio. Ma questa, si sa, non è un'azienda normale. Non so da dove arrivano questi autolesionismi". Lo ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, commentando l'editoriale iniziale di Michele Santoro.
Al suo commento sono seguiti quelli di tutti gli altri ospiti della puntata. "Mi sarei limitato ad un cartellino giallo, anziché ad un rosso per due giornate - ha detto il governatore della Lombardia Formigoni - Qui siamo in un campo particolare, si influisce sulla trasmissione, sulle polemiche, sugli influssi politici. Avrei preferito, da abbonato Rai, che non si sospendesse questa trasmissione".
"Ho seguito la Rai per anni da sindacalista, ed è un provvedimento senza capo né coda. In più vorrei aggiungere che attorno a questa trasmissione ci sono tanti precari pagati a puntata, e se non si fa la puntata non prendono nulla. Si colpisce anche qui la parte più debole", ha detto Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil.
"Tante volte mi avete tirato il collo quando ero al Tg1 - esordisce il direttore del Sole 24 Ore, Gianni Riotta - La diversità di stile tra di noi mi rende più credibile nel dire che questa è una vera e propria cavolata. Abbiamo visto una straordinaria intervista, ci sono problemi più grossi, e lo sanno Bersani ed Epifani, e qui sospendono te. Hai la mia affettuosa solidarietà".
Infine, il giornalista Stefano Zurlo del Giornale. "Il vaffa non è mai elegante, le tue scuse sarebbero positive. Ma il tema non è questo, il tema è la libertà di espressione. Del resto anche io mi sarei aspettato più solidarietà dopo che il direttore del mio giornale, Sallusti, è stato perquisito in mutande in piena notte. Questo è un tema decisivo".




http://www.leggo.it/articolo.php?id=85114&sez=ITALIA

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