Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 



lunedì 27 settembre 2010

NO ALL'ANTENNA KILLER A ISOLA DELLE FEMMINE Sicurezza Prevenzione Precauzione

 *“In questa terra c’è bisogno di coraggio”  Manifestazione Reggio Calabria 25 sett. 2010
*BENVENUTI IN PARADISO 24 SETTEMBRE 2010 "La passeggiata"
*NO ALL'ANTENNA KILLER A ISOLA DELLE FEMMINE Sicurezza Prevenzione Precauzione
*NO ALL'ANTENNA A ISOLA Incidente Aereo all'aeroporto Falcone/Borsellino
*Condannato per diffamazione il dirigente regionale Salvatore Anzà
*La patacca dei Caraibi: ora chi risponde?
*BENVENUTI IN PARADISO oggi domani ieri e……
*Formato il quarto governo LOMBARDO in Sicilia
*Il Cimitero di Isola delle Femmine




Antenna in aeroporto: Palermo rischia i fondi della sperimentazione


Lo annuncia l'Enac: "Se entro un mese non arriverà l'ok per l'installazione a Isola delle Femmine del sistema di rilevamento del wind-shear, sposteremo il progetto altrove"

PALERMO. "Se entro un mese non arriverà l'ok per l'installazione a Isola delle Femmine dell'antenna di rilevamento del wind-shear, sposteremo la sperimentazione da Palermo in un altro aeroporto, penso per esempio a Genova o a Reggio Calabria". Lo annuncia il presidente dell'Enac, Vito Riggio, che ha convocato per mercoledì una riunione con Enav e Gesap, società di gestione dello scalo Falcone-Borsellino.

L'incontro servirà a concordare una lettera che sarà inviata al comune di Isola delle Femmine (Pa) e alla Presidenza della Regione siciliana. Alla sperimentazione è collegato un finanziamento di 11,5 milioni di euro, fondi bloccati da sei anni per via dei dubbi espressi dal comune di Isola delle Femmine, la cui amministrazione teme che le radiazioni dell'antenna meteo possano avere conseguenze sulla salute pubblica e sull'ambiente. Il sindaco Gaspare Portobello ha chiesto alle autorità competenti di certificare che il sistema non creei problemi oppure di sistemare il traliccio in un'altra area.

"L'antenna produce basse emissioni e non può essere spostata - avverte Riggio - Il sito è stato individuato sulla base di misurazioni matematiche. Se il comune o la Regione non vogliono l'antenna lo dicano, siamo pronti a installarla altrove, aspetteremo solo un mese. Vuol dire che in caso di wind-shear gli aerei saranno dirottati da Palermo a Trapani".


 Incidente aeroporto di Palermo, tre ipotesi. La verità arriverà dalle scatole nere


(di Lara Sirignano) Errore del pilota, cattiva illuminazione del corridoio che delimita la pista, condizioni meteo difficili: si muove su tre filoni l'inchiesta della Procura di Palermo che cerca di far luce sull'incidente accaduto, venerdì scorso, a un Airbus 319 della Wind Jet, proveniente da Roma, uscito fuori pista, mentre atterrava nello scalo del capoluogo. Il pm che coordina l'indagine, Carlo Lenzi, ha aperto un fascicolo, ancora a carico di ignoti, in cui si ipotizza il reato
di disastro colposo.
Oggi, dopo una lunga riunione in tribunale con gli investigatori della Polaria, a cui è delegata l'inchiesta, il magistrato ha disposto il sequestro del velivolo, fino ad oggi transennato e sorvegliato dalla polizia. L'aereo è stato parcheggiato in un'area ai margini del Falcone e Borsellino. Gli inquirenti hanno recuperato le scatole nere, che verranno inviate all'Agenzia Nazionale Sicurezza Volo - che ha aperto un'inchiesta parallela sull'incidente - per essere decriptate. Le strade degli esperti dell'Ansv e dei periti del pm - due docenti della facoltà di Ingegneria di Palermo - sono destinate ad incrociarsi nonostante le due indagini abbiano finalità diverse. I dati delle scatole nere "interpretati" dall'Agenzia, infatti, verranno girati e letti anche dai consulenti scelti dai magistrati.
Ma oltre agli accertamenti tecnici, l'inchiesta della Procura punta sulle deposizioni dei testimoni: i 123 passeggeri - una trentina dei quali rimasti lievemente feriti - e i cinque componenti dell'equipaggio. Non è stato ancora interrogato il pilota del velivolo, ricoverato in ospedale e ancora sotto choc. La Polaria lo sentirà nei prossimi giorni. La sua ricostruzione sarà importante per comprendere se l'Airbus sia finito sul prato per un suo errore o se l'incidente sia stato causato da altri fattori. Come la scarsa illuminazione del corridoio che delimita la pista, che potrebbe avere indotto il comandante in errore sulla posizione del velivolo rispetto al suolo.
O come il wind shear, un fenomeno atmosferico che comporta una variazione improvvisa del vento in grado di schiacciare e spingere verso il suolo il velivolo. L'aereo, in questo caso, sarebbe finito fuori assetto; il carrello si sarebbe piegato e l'airbus, spinto, fuori pista, sarebbe atterrato sulla pancia. E' tornata intanto alla normalità la situazione dei voli nello scalo palermitano, paralizzato per 41 ore consecutive. L'aeroporto è stato riaperto ieri intorno alle 13.30. Tra tre settimane sarà installata l'antenna mobile in sostituzione di quella tranciata dal velivolo e che, attraverso il sistema Ils (Instrument landing system), permette di portare a termine atterraggi con una visuale orizzontale ridotta anche a meno di 100 metri.



Incidente all'aeroporto di Palermo, si torna a volare ma a scartamento ridotto. In viaggio un nuovo localizzatore Ils mobile

di Alessio Ferlazzo
27 settembre 2010 18:20


L'incidente accaduto all'aeroporto di Palermo continua a tenere banco. L'airbus della Wind Jet non ha distrutto un radar come si pensava all'inizio ma uno dei sistemi che fanno parte dell'Ils (Instrument landing system). Questo sistema di atterraggio strumentale è composto da tre strumenti: uno indica il sistema di discesa dell'aereo, un l'altro indica l'inizio della pista mentre un terzo strumento chiamato Loc indica il centro della pista.

L'antenna distrutta dall'aereo della Wind Jet è proprio quest'ultima, divelta dall'impatto con il muso del velivolo. Nelle prossime ore arriverà da Forlì un Loc mobile di proprietà dell'Enav che sostituirà temporaneamente quello distrutto dall'aereo e dovrebbe essere pronto per mercoledì. La cosa incredibile è che il localizzatore era stato collaudato solo pochi giorni dell'incidente.

Attualmente la situazione all'aeroporto non è stata normalizzata con il numero di aerei in partenza ed in arrivo notevolmente ridotta rispetto al consueto traffico aeroportuale. Con particolari condizioni atmosferiche, inoltre, potrebbe non essere garantita la normalità dei voli.

Venerdì inoltre si riunirà una task force per decidere sull'installazione di un'antenna radar a Isola delle Femmine che tanto clamore ha causato con la conseguete protesta capitanata dal sindaco del piccolo centro alle porte di Palermo. La Regione ha comunque chiesto all'Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) un giudizio sul possibile impatto ambientale che potrebbe avere l'antenna e sui possibili disagi che porterebbe ai cittadini di Isola delle Femmine. La relazione completa verrà divulgata nei prossimi giorni.



Aereo fuori pista, subito risposte chiare

Conteremo i giorni. Fino al ritorno alla piena normalità, daremo conto di progressi e ritardi e spiegheremo i motivi che stanno dietro a entrambi
di ANTONIO ARDIZZONE e GIOVANNI PEPI
1.Quando ieri pomeriggio, alle 14 in punto, un volo Meridiana senza passeggeri a bordo si è staccato dall’unica pista disponibile, per andare a «riposizionarsi» a Olbia, su Punta Raisi splendeva un tiepido sole. Che, a stretto giro di metafora, tiepido rischia di restare ancora per almeno due settimane. Ché tanto tempo dovrà ancora passare prima che nello scalo palermitano vengano rimosse le scorie del drammatico atterraggio del volo Wind Jet di venerdì sera. Due settimane, cioè una quindicina di giorni. E noi da oggi cominciamo a contarli. Perché sul percorso verso il ripristino della normalità dovranno restare accesi attenzioni e fari mediatici. Stiamo parlando di un aeroporto che muove ogni anno quasi 5 milioni di passeggeri e che non può permettersi minimamente il lusso di rimanere periferico neanche un giorno di più.
I vertici di Gesap garantiscono che già oggi tutti i voli previsti sia in partenza che in arrivo dovrebbero non subire tagli, al netto di possibili rallentamenti legati alla rottura dell’antenna che «controlla» le fasi di atterraggio in condizioni di precaria visibilità. E proprio la sicurezza sugli atterraggi è il primo punto di non ritorno: Vito Riggio, presidente di Enac, dice che si sono persi cinque anni in chiacchiere e controversie, con il sindaco di Isola delle Femmine che si sarebbe opposto al posizionamento del macchinario che segnala il fenomeno del wind shear, «perché devo tutelare la salute della gente». Bene: adesso è il momento che tutti siano in grado di discutere con tutti, per garantire il massimo della sicurezza a chi vola e al contempo il massimo della garanzia per chi vive nei dintorni. Insieme. Senza che l’una cosa escluda l’altra. Non è ammissibile che si deroghi su certi aspetti. Così come riteniamo fin d’ora inammissibile l’eventuale giochetto dei distinguo sulle competenze, sport molto diffuso a queste latitudini.
La posta in gioco è parecchio alta, attorno allo scalo Falcone Borsellino si registra un movimento di affari e sviluppo al quale per nessun motivo si possono porre limiti e paletti. Bisogna fare squadra, chi è chiamato a dare risposte le dia, chi è chiamato a rimboccarsi le maniche lo faccia. Il tutto naturalmente attraverso meccanismi di limpida trasparenza e esaustiva informazione che invochiamo fin d’ora. Ogni giorno, fino al ritorno alla piena normalità, daremo conto di progressi e ritardi e spiegheremo i motivi che stanno dietro a entrambi. Pretendiamo risposte chiare e inequivoche garanzie. Al centro deve esserci soprattutto la chiarezza per il viaggiatore. Al quale si dovranno risparmiare sacche di incertezza sulla programmazione delle proprie attività, dei propri spostamenti, della propria vita. Non vogliamo che sia la cabala a decidere se un aereo parte o arriva. Da oggi e per i prossimi quindici giorni. Speriamo non uno di più.


Circostanza alquanto strana il Windjet probabilmente doveva ancora impattare violentemente sulla pista, che il Professore Vito Riggio individua  la causa dell'incidente nella mancanza di strumentazione (LUI intende antenna e Lui se la vede già impiantata a Isola delle Femmine, Lui si vede già questo "grosso forno a microonde" puntato su Isola delle Femmine)  di controllo sul fenomeno del wind shear. Strano molto strano moltissimo strano ...........
Professore Riggio ai Cittadini ai Cittadini di Isola delle Femmine sta a cuore la sicurezza dei passeggeri in transito da e per Punta Raisi come sta a cuore la propria SALUTE e quella dei propri figli  come sta a cuore la conservazione la preservazione e la tutela delle  bellezze naturali del Territorio di Isola delle Femmine.

Aereo fuori pista, la sicurezza prima di tutto

di LELIO CUSIMANO
«In attesa di un severo peggioramento delle condizioni meteorologiche, previsto per la serata di venerdì...» così iniziava il bollettino di allerta meteo della Protezione civile. Un avviso come tanti, che però in un aeroporto come quello di Palermo evoca un mostro invisibile ed insidioso. Si chiama wind shear; è un fenomeno atmosferico generato da una variazione improvvisa del vento, in intensità e direzione.
Risulta particolarmente pericoloso durante la fase di atterraggio, perché inganna il pilota sul corretto assetto di discesa che il velivolo deve assumere portando, in alcuni casi, a gravi incidenti. Il fenomeno non è nuovo per l'aeroporto Falcone-Borsellino che già almeno un'altra volta ha visto un aereo di linea, preso nella morsa del wind shear, allungare la propria corsa, fino a raggiungere il mare con la prua. Venerdì, invece, l'aereo ha toccato terra qualche centinaio di metri prima della testa della pista, accorciando la propria corsa. Ma il mostro sembra essere sempre lo stesso. Il rischio del wind shear può essere fronteggiato attraverso speciali dispositivi, in grado di percepire le variazioni di intensità e direzione del vento e dare così un avviso importante ai controllori di volo che, a loro volta, possono mettere in allerta i piloti nella delicatissima fase dell'avvicinamento. Già nel 2005 veniva annunciata la installazione a Palermo di un sistema per contrastare il wind shear. Il progetto, in collaborazione tra Enav, Enac e Gesap, veniva presentato come «il terzo in ambito mondiale e il più avanzato come integrazione tecnico-operativa». Avrebbe dovuto essere il frutto di una cooperazione tra industria ed enti di ricerca, in raccordo con la quotata Federal aviation administration (Faa) e portava con sé un annuncio non da poco: «I risultati acquisiti dal programma di Palermo diventeranno, per metodologia e per contenuti, un modello di riferimento per gli altri aeroporti interessati dal fenomeno». Inutile dire che, cinque anni dopo, nulla di tutto questo si è concretizzato, nonostante l'evidente «interesse» di quei cinque milioni di passeggeri che ogni anno utilizzano il «Falcone-Borsellino». Senza entrare in complicati dettagli tecnici, serve però ricordare che il «sistema» previsto integrava una serie di rilevatori a terra nella zona aeroportuale, già all'epoca installati, con un radar meteorologico, capace di leggere, come dicono gli addetti ai lavori, fino a venti metri dal suolo. Il radar doveva essere realizzato entro giugno del 2006 e posizionato nel sito della Marina mercantile italiana nei pressi di Isola delle Femmine. E qui è cominciata la bagarre ambientalista, preoccupata dall'inquinamento elettromagnetico e dal rischio per la prevista e mai realizzata riserva marina. Ambientalisti, assessori regionali in carriera, comitati cittadini hanno intrapreso una dura battaglia, paventando il rischio di pericoli per la salute umana. Nell'ottobre del 2009 il Tar di Palermo ha però respinto il tentativo di opposizione del comune di Isola delle Femmine. Con tutto il rispetto che si deve ai cittadini in buona fede e legittimamente impegnati nella salvaguardia dell'ambiente in cui vivono, non si possono tuttavia ignorare le altre facce della medaglia. La ricorrenza degli incidenti determinati dal wind shear è prima di tutto frutto di una scelta infelice, quella di collocare l'aeroporto palermitano in un'area a rischio, a nord-ovest della città, piuttosto che nella zona nord-est. Storia antica questa, per la quale abbiamo già pagato un drammatico conto in vite umane. Sarebbe meglio evitare, dopo almeno due incidenti con feriti e senza morti, di incrementare il tributo di vite umane. È un tema che riguarda le autorità e che include anche la ricerca delle garanzie più acconce per gli abitanti di Isola delle Femmine. Anche se nessuno può escludere che questa storia del campo elettromagnetico generato dal radar, sia analoga a quella dei termovalorizzatori. Su questi impianti, previsti e disciplinati da leggi dello Stato, si è scatenata una guerra di religione, salvo poi a scoprire che hanno limiti rigidissimi di emissione, di gran lunga inferiori ad esempio a quelli di una centrale termoelettrica, di una raffineria o magari di una cementeria. Ma si sa, su certe battaglie, spesso si costruiscono brillanti carriere politiche... E così si difende la vita dell’ambiente dimenticando la sicurezza e la vita dell’uomo. fondi@gds.it


I voli dirottati e le scarse informazioni

di FABRIZIO CARRERA
L’efficienza di un sistema si misura nella sua capacità di gestire l’emergenza. Non si può dire che il sistema del trasporto aereo e degli aeroporti siciliani abbia retto alla chiusura di uno scalo come quello di Palermo. È bastato che un aereo finisse fuori pista a Punta Raisi - e tralasciamo le proteste dei passeggeri sui soccorsi - che per i palermitani in arrivo o in partenza si trasformasse tutto in un inferno.
Non è stato sufficiente neanche poter disporre di due aeroporti relativamente vicini dove dirottare i voli per limitare i disagi. Ieri è stata una giornata di caos. Segnaliamo soprattutto la carenza di informazioni per i passeggeri. Assenza di notizie sui voli cancellati, negli scali nessuno in grado di dare certezze davanti a utenti disarmati o inferociti. Addirittura è successo che passeggeri in partenza da Roma salivano a bordo dell’aereo credendo di atterrare a Catania per poi scoprire dalla voce del comandante lungo il viaggio che sarebbero finiti a Trapani. Con ulteriori disagi per chi avrebbe dovuto prelevarli nell’aeroporto sbagliato. Compagnie aeree allo sbando, senza neanche la possibilità di organizzare pullman in numero sufficiente per trasferire i passeggeri dei voli dirottati. Il centralino di Punta Raisi in tilt, che non risponde praticamente da venerdì sera, dal momento dell’incidente. Un quadretto molto desolante. Oggi a partire dalle 14, è stato annunciato, Punta Raisi riprenderà a funzionare. Ma funzionerà in modo dimezzato. Non c’è molto da sperare. Temiamo altri disagi. Compagnie aeree, Enac, Enav, Gesap, le altre società che gestiscono gli scali di Catania e Trapani, e tutti coloro coinvolti nel traffico aereo, dovrebbero darne conto. I passeggeri non sono valigie. fondi@gds.it






Riaperto lo scalo Falcone Borsellino Enac: "Subito radar contro il wind shear"
Il presidente  Riggio assicura: "Non perderemo più un solo giorno". Il sindaco di Isola delle Femmine Portobello dice che non impedirà l'installazione, ma aggiunge: "Sono preoccupato per gli effetti sulla popolazione"



                 Isola delle Femmine ex caserma NATO
                 Sede della futura Università delle Scienze Biologiche
                 una delle più imponenti “città della scienza” d’Europa,
                 per lo studio e la tutela della flora e della fauna del
                 Mediterraneo,  con annessi acquario,
                 percorso ambientalistico, stazione di biologia marina
                 e ostello della gioventù.
                 Finanziamento della provincia 80 milioni di Euro
                 Era vero Signor Professore o si è fatto trascinare
                 dalla megalomania di una foto con l'On. Musotto?
            







Signor Portobello I cittadini sono contro

l'installazione

dell'antenna KILLER

NESSUN  NO...MA ...VEDIAMO.. FORSE!

LA SALUTE NON SI CONTRATTA








Riaperto dalle 14 l'aeroporto Falcone Borsellino di Palermo. A due giorni dall'incidente  -  un aereo della Windjet era uscito fuori pista venerdì sera -, i decolli e gli atterraggi ricominciano ad accavallarsi. E i passeggeri in fila ai banchi del check in sono tanti, già centinaia.

Nel frattempo si infiamma la discussione su come evitare incidenti in futuro. Per Vito Riggio, presidente dell'Enac, la scelta è chiara: "Abbiamo perso cinque anni, adesso non perderemo più un solo giorno. Mercoledì faremo una riunione con i vertici dell'Enav ed entro l'anno sarà installato il radar contro il wind shear a Palermo".

Ma l'installazione dell'apparecchiatura suscita da tempo ormai, nelle zone circostanti le piste, i sospetti di cittadini e amministrazioni. Una reticenza che Riggio si dice pronto ad affrontarer senza esitazioni: "Fino a quando ci saremo noi - dichiara - non ci sarà sindaco che ci potrà fermare se si parla di sicurezza. Siamo decisi ad installare il radar".

Possibilista il sindaco di Isola delle femmine, Gaspare Portobello, che ha spiegato di non voler impedire l'installazione dell'antenna. Ma ha anche aggiunto: " Sono preoccupato per le ricadute sulla salute della popolazione".








Wind shear, l'impianto bloccato da 5 anni per l'opposizione di un sindaco

di Lucio Galluzzo
PALERMO (26 settembre) - Duecentoquattordici dei 520 episodi di wind-shear registrati nel 2008 su tutti gli scali aerei nazionali hanno riguardato Punta Raisi. E’ questa l’ultima statistica disponibile, compilata da Enav. In quell’anno i casi di wind-shear a Napoli Capodichino furono 54, 31 a Malpensa, 30 a Bari Palese, 29 ad Olbia, 25 a Firenze Peretola.

I numeri certificano dunque che a Palermo le “frustate” di vento sono seria minaccia alle normali procedure di volo. Tuttavia difendersi è possibile, perché “se lo conosci lo eviti”. Ma per conoscerlo, per rilevare l’infido vento che cambia improvvisamente direzione, sono necessari a Palermo 11,5 milioni di euro, sette dei quali destinati ad un’antenna da collocare nel territorio di Isola delle Femmine, comune rivierasco in vista delle piste di Punta Raisi.

I soldi ci sono, manca l’antenna perché il sindaco Gaspare Portobello e la sua Giunta rifiutano la licenza di installazione, motivando il loro “no” con timori per la salute dei cittadini ed un danno al paesaggio. Invano Enac, Enav e Gesap, società di gestione dello scalo di Palermo, nel giugno del 2004 firmarono un protocollo d’intesa per la stazione meteo di Isola, con l’obiettivo di rendere l’aeroporto più sicuro. Il Comune da allora non ha cambiato parere. «Può la sicurezza della navigazione aerea - si chiede allora Vito Riggio, palermitano, presidente dell’Enac - dipendere dagli umori di un sindaco? Dalla costa del suo Comune, danneggiata dall’abusivismo edilizio, questo sindaco si preoccupa dell’installazione di un’antenna, finanziata con 7 milioni di euro che prima o poi saranno dirottati altrove se non si provvede alla realizzazione dell’impianto».

Ma non c’è solo il danno in termini di mancato sviluppo della sicurezza: il “no” all’antenna vanifica gli studi preliminari, costati vari milioni di euro, che sono stati frattanto eseguiti. In attesa della licenza comunale è stato completato lo studio climatologico su Palermo ed è stato anche firmato il contratto per la realizzazione della prima fase del sistema integrato, che prevede l’istallazione di un radar ad hoc, di sensori anemometrici digitali per i venti ai bassi strati e di strumentazione Sodar utile per la scansione dei dati dell’atmosfera su un piano verticale.

Ma a frenare l’ammodernamento degli scali siciliani non ci si mettono solo i sindaci che sventolano una presunta bandiera “verde”. Il presidente dell’Enav cita quello che definisce «un altro caso incredibile che riguarda Catania», dove il Tar ha accolto un ricorso della locale Associazione costruttori che contestavano gli esiti della gara di rifacimento della pista di Fontanarosa, adducendo «il basso numero di imprese concorrenti che favoriva le imprese del Nord». «E’ ovvio - obietta Vito Riggio - che per certi lavori le ditte devono avere dei particolari requisiti. Ma se il Tar può dire come di deve costruire una pista, allora io mi dimetto e lo decidano loro».



Manifestazione Cittadina Organzzata dal

"Comitato No radar a Isola delle Femmine"

Riapre Punta Raisi, l’aeroporto dimezzato


26 settembre 2010 -  L’aeroporto palermitano «Falcone – Borsellino» riaprirà al traffico aereo alle 14 come previsto. L’annuncia la Gesap, società di gestione dell’aeroporto, dopo l’incidente aereo dell’altro ieri che ha bloccato tutti gli aerei, in arrivo e in partenza, dirottati sugli aeroporti di Trapani e Catania.
Molti voli sono stati cancellati o hanno subito notevoli ritardi gettando nel caos oltre cinquemila persone provocando disagi soprattutto nell’aerostazione trapanese.
Nell’aeroporto di Punta Raisi per il momento funzionerà solo la pista non coinvolta nell’incidente.
Non si placano le polemiche sul mancato funzionamento del piano di sicurezza. Mercoledì i vertici della Gesap sono stati convocati a Roma. A volere l’incontro è stato Vito Riggio presidente dell’Enac. “Abbiamo perso cinque anni, adesso non perderemo più un solo giorno. Mercoledì faremo una riunione con i vertici dell’Enav ed entro l’anno sarà installato il radar contro il wind shear a Palermo”. A dirlo è il presidente dell’Enac Vito Riggio, che torna così sull’incidente
di venerdì sera all’aeroporto Falcone-Borsellino.
“Fino a quando ci saremo noi – ha aggiunto Riggio – non ci sarà sindaco che ci potrà fermare se si parla di sicurezza. Siamo decisi ad installare il radar”. Da tempo nella zona dello scalo palermitano è nato e cresciuto il fronte di coloro che si oppongono alla sofisticata apparecchiatura. Ieri il sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello, ha spiegato di non volere impedire l’installazione dell’antenna ma ha anche ribadito di essere “preoccupato per le ricadute sulla salute della popolazione”. “Il Tar di Palermo – ha aggiunto il sindaco – ha respinto il nostro ricorso, dunque non c’è ragione per non installare l’antenna. Perché non l’hanno fatto. C’è anche un tavolo con il governo regionale. Tutti i passaggi sono stati verbalizzati nelle tantissime riunioni a cui ho preso parte. Poi sul wind shear, mi pare che un pilota ha detto che gli aerei di ultima generazione hanno gli strumenti per verificarlo. Bisognerebbe scagliarsi contro un’amministrazione dopo che le verifiche tecniche scioglieranno tutti i dubbi su quanto è successo venerdì a Punta Raisi. Prima mi sembra tutto pretestuoso”. Mercoledì sarà anche l’occasione per chiedere a Gesap come mai il piano di sicurezza è stato così lacunoso. “Mi è sembrato – dice Riggio – che più di qualcosa non ha funzionato venerdì. Soccorsi partiti in ritardo. Mancata assistenza in aeroporto. Nelle simulazioni è filato sempre tutto bene. Forse venerdì sera mancava qualcuno all’appello. Aspetto la relazione dei tecnici poi prenderemo le decisioni necessarie”. L’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo ha riaperto con alcuni minuti d’anticipo rispetto alle 14. Tre i voli che sono partiti subito con passeggeri: due Alitalia verso Linate e Fiumicino e uno per Parigi.  Intanto a seguito della riapertura dell’aeroporto di Palermo Punta Raisi, Alitalia, come si legge in una nota, ha ripreso a operare tutti i propri voli da e per il capoluogo siciliano. “Alitalia – prosegue la nota – non prevede pertanto di spostare  ulteriori voli dall’aeroporto di Palermo a quello di Trapani. Il personale di Alitalia che ha operato oggi presso l’aeroporto di Trapani per fornire assistenza straordinaria ai passeggeri sta rientrando nelle sedi di Roma e di Palermo”.

Comitato NO Radar a Isola delle Femmine





PALERMO / Incidente aereo all’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo. Un aereo della compagnia Wind Jet proveniente da Roma è finito fuori pista in fase di atterraggio. A bordo 123 persone. L’aereo protagonista dell’incidente è un Airbus 300: GUARDA LE IMMAGINI DELL’AEREO FUORI PISTA
I passeggeri hanno lasciato l’aereo con gli scivoli di emergenza. Una quindicina i feriti. Le loro condizioni non sono gravi, ma alcuni di loro sono in stato di shock. Sono stati portati in ospedale per le ferite, prevalentemente tagli, colpi di frusta ed escoriazioni. Una parte dei passeggeri è rimasta contusa proprio durante le operazioni di discesa dall’aereo con gli scivoli: L’AIRBUS IN PISTA
Al momento dell’incidente su Palermo imperversava un forte temporale, tant’è che la prima ipotesi presa in considerazione è proprio quella del maltempo. L’atterraggio dell’aereo potrebbe essere stato condizionato dal wind sheare, un fenomeno meteorologico che fa sì che i venti cambino repentinamente di direzione e intensità. Problema noto per l’aeroporto di Palermo già dagli anni 60 per i forti venti di scirocco che creano problemi in decollo e atterraggio. Per questa ragione, fu realizzata la seconda pista trasversale rispetto alla prima che venne costruita all’inaugurazione dello scalo palermitano.
Ma tra le ipotesi c’è anche la rottura di un carrello. Ad avanzare questa ipotesi i passeggeri che hanno sentito un forte boato, come uno scoppio mentre l’aereo toccava terra.
In un comunicato ufficiale la Wind Jet ha spiegato che l’aereo è finito fuori pista a causa del vento, aggiungendo che “grazie alla bravura del comandante – spiega la compagnia – l’aereo è rimasto comunque in assetto”. “Il velivolo si è fermato quindi fuoripista e come prevede il regolamento i passeggeri sono scesi con lo scivolo secondo le normali procedure di emergenza.”


Ma in mattinata, viene avanzata l’ipotesi che il pilota dall’airbus abbia anticipato troppo l’atterraggio. Lo si deducerebbe dalle molte antenne danneggiate che si trovano a inizio pista. Una delle antenne si è conficcata nel muso del velivolo, un’altra su un’ala. L’aereo ha rischiato di finire sugli scogli. Bastavano solo pochi metri. Si è sfiorata la tragedia.
La Wind Jet in un secondo comunicato ha comunque nuovamente escluso con forza l’ipotesi di un errore da parte del pilota. “L’Airbus – spiega la compagnia – è stato buttato giù da un colpo di vento mentre era a 300 piedi (150 metri) dallo scalo, toccando terra 400-500 metri prima della pista.” Lo ha detto il direttore operativo dei voli Windjet, comandante Ilario Tolini. Il comandante Tolini sottolinea che ieri era stato emanato un bollettino che segnalava nello scalo palermitano il cosiddetto ‘wind-shear’, fenomeno atmosferico consistente in una variazione improvvisa del vento in intensità e direzione, tipico della zona dove si trova l’aerostazione.
A raccontare quei momenti drammatici è il pilota. “Ho avuto la sensazione che l’aeromobile sprofondasse”. Il pilota è ricoverato nell’ospedale di Partinico per accertamenti, unico tra i componenti dell’equipaggio e tra i passeggeri a essere stato trattenuto in nosocomio dopo l’incidente. Il pilota ha oltre 15mila ore di volo alle spalle.
I passeggeri scesi in fretta e furia dell’aereo raccontano di essere rimasti senza assistenza, sotto la pioggia. Intanto, sono notevoli i disagi anche per tutti gli altri voli che vengono dirottati. Lo scalo rimarrà chiuso almeno fino alla sera di sabato. L’aereo si trova proprio all’intersezione tra le due piste e rende impossibile l’operatività dello scalo. Ci sono anche strutture danneggiate, come le antenne a inizio pista, che vanno ripristinate.
Questa è una notizia in evoluzione. Aggiornamenti continui.
13.39 – LE COMUNICAZIONI DEL COMANDANTE
Sulla base delle prime ricostruzioni, il comandante del volo Wind Jet non avrebbe fatto altre comunicazioni alla torre di controllo se non per dire che l’aereo era finito fuori pista. Nelle prossime ore le registrazioni tra l’aeromobile e i controllori di volo saranno esaminate dalle autorità competenti.
L’Airbus, che si vede in lontananza dall’aeroscalo ha la prua rivolta verso est e si trova quasi alla testa della pista «7», una posizione che conferma che l’aereo ha toccato terra molto prima di quando avrebbe dovuto.
13.33 – I PRECEDENTI
In passato l’aeroporto di Palermo è stato protagonista di 2 disastrosi incidenti aerei: leggi
13.23 – DANNEGGIATA ANTENNA ILS
Nell’incidente aereo è rimasta danneggiata l’antenna Ils (Instrument landing system). L’operatività dello scalo sarà molto problematica fino a quando l’antenna non verrà ripristinata.
13.19 – IN ARRIVO GLI ISPETTORI
Sono attesi alle 13.30 gli ispettori dell’Agenzia nazionale sicurezza volo che effettueranno le indagini sull’incidente aereo. Gli ispettori dell’Agenzia prenderanno in carico la scatola nera dell’aereo per esaminarla. Nel pomeriggio arriveranno nell’aerostazione anche i funzionari dell’Enac per collaborare alle indagini.
12.49 – AEROPORTO CHIUSO ALMENO FINO ALLE 14 DI DOMENICA
Stando a quanto dichiarato dal presidente dell’Enac, Vito Riggio, l’aeroporto rimarrà chiuso almeno fino alle 14 di domenica, ma al momento è difficile dire se la previsione sarà realmente rispettata: gli ultimi aggiornamenti sulla riapertura
12.16 – VOLI ROMA-PALERMO DA DOMENICA MATTINA
I voli non riprenderanno prima delle 9 del mattino di domenica. E’ a quell’ora che dovrebbe esserci il primo collegamento con Roma da parte di Alitalia. I voli sono stati dirottati sugli aeroporti di Catania e Trapani.
11.42 – SLITTA ANCORA RIAPERTURA SCALO
Secondo quanto riporta l’agenzia AdnKronos, dovrebbe slittare ancora la riapertura dello scalo. La seconda pista non è ancora utilizzabile. L’aereo si è fermato proprio tra la prima e la seconda pista dell’aeoroporto impedendo così il traffico aereo. Inizialmente era stato detto che l’aeroporto sarebbe stato riaperto entro 4 ore dall’incidente, poi la riapertura era stata posticipata alle 21 di sabato. Ora è probabile slitti nuovamente.
11.30 – AEREO NON SEQUESTRATO
Non verrà sequestrato l’airbus della Windjet andato fuori pista all’aeroporto palermitano. Lo ha deciso il pm Carlo Lenzi che coordina l’inchiesta. Ispezioni sono condotte invece dai tecnici dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.
23.55 – TRENTA I FERITI
Sono saliti a 30 i feriti dell’incidente aereo. Molti passeggeri sono in stato di shock.
23.36 – AEROPORTO CHIUSO PER 24 ORE
Sarà chiuso per 24 ore l’aeroporto di Palermo. Lo scalo, riferiscono fonti aeroportuali, riaprirà sabato alle 21. Secondo quanto si apprende, il velivolo uscendo fuori di pista ha divelto alcune strutture e pali per cui è necessario più tempo per la rimozione.
23.02 – 20 I FERITI
Una ventina i contusi nell’incidente.
22.51 – IPOTESI ROTTURA CARRELLO
Tra le ipotesi c’è però anche la rottura del carrello Secondo alcuni passeggeri sarebbe avvenuta subito dopo l’impatto del velivolo con l’asfalto. I testimoni raccontano di avere sentito un forte boato non appena l’aereo ha toccato terra; il mezzo avrebbe percorso circa 600 metri adagiato sulla pancia, finendo la sua corsa sulla parte morbida adiacente alla pista.
22.36 – PANICO A BORDO DELL’AEREO
Panico e urla durante le fasi concitate in cui l’aereo è finito fuori pista. Si sono aperte le cappelliere e molti oggetti sono caduti. Alcuni passeggeri lamentano il ritardo nell’arrivo dei soccorsi.
22.34 – NO FERITI GRAVI
E’ confermato che non ci sono feriti gravi nell’incidente aereo avvenuto a Palermo. I feriti hanno riportato tagli, escoriazioni, spalle lussate. Diversi i casi di colpi di frusta. Lo conferma il dottor Francesco Scorza, medico della Croce Rossa in servizio allo scalo che ha anche aggiunto che parte delle ferite è verosimile siano state riportate durante la discesa con gli scivoli.
22.23 – 10 I FERITI
10 le persone ricorse alle cure dopo che l’aereo della Wind Jet è finito fuori pista all’aeroporto di Palermo.
22.20 – DA SEMPRE PROBLEMA DEI VENTI PER ATTERRAGGI A PUNTA RAISI
Il problema dei venti a Punta Raisi dove si trova l’aeroporto Falcone e Borsellino ha sempre condizionato la storia dell’operatività dello scalo palermitano, al punto da arrivare alla realizzazione negli anni 60 di un’altra pista. La seconda pista fu realizzata trasversalmente rispetto a quella utilizzata fino ad allora. Questo a causa dei forti venti di scirocco che condizionavano pesantemente atterraggi e decolli. Un problema che si presenta ancora oggi.
22.06 – RIMOZIONE AEREO
Le operazioni di spostamento dell’aereo non saranno velocissime. L’aeroporto resterà chiuso almeno 4 ore.
22.06 – 10 FERITI
E’ salito a 10 il numero dei feriti nell’incidente aereo avvenuto a Palermo.
22.05 – WIND JET: LOW COST ITALIANA
La Wind Jet è una compagnia aerea low cost Italiana nata nel 2003 a Catania per volontà di Antonino Pulvirenti, imprenditore della grande distribuzione alimentare e da alcuni anni presidente del Catania Calcio. Opera con una flotta di 12 Airbus su rotte nazionali e internazionali soprattutto verso il nord ed est Europa. La sede legale è a Catania, e le basi operative sono situate presso gli aeroporti di Catania, Palermo e, dal 2008, Forlì. Wind Jet è la prima compagnia low cost italiana, con oltre 2.900.000 passeggeri trasportati nel 2008.
22.03 – AEROPORTO CHIUSO
E’ chiuso l’aeroporto di Palermo e lo sarà per 4 ore. Un volo Alitalia che era pronto a partire da Roma diretto a Palermo è stato annullato. In serata potrebbe essere riprogammato con atterraggio all’aeroporto di Catania Fontanarossa.
21.59 – INCIDENTE CAUSATO DAL WIND SHEARE
L’incidente all’aeroporto di Palermo sarebbe stato causato dal fenomeno di «wind sheare». Si tratta di una variazione improvvisa del vento in intensità e direzione, difficilmente prevedibile e molto pericolosa per gli aerei.
21.53 – IL VOLO DELL’INCIDENTE E’ IV247
Il volo protagonista dell’incidente è l’IV247, Roma-Palermo.
21.52 – FERITI DURANTE DISCESA
Alcuni passeggeri sarebbero rimasti contusi proprio nel mentre delle operazioni di discesa dall’aereo mediante scivoli d’emergenza.
21.50 – SENTITO FORTE BOATO
Le persone che erano a bordo dell’aereo racconta di un forte boato, come se fosse un’esplosione. Durante il volo i passeggeri raccontano di aver sentito varie turbolenze, ma complessivamente nulla di allarmante.
Il numero esatto dei feriti non lo si conosce ancora. Alcuni sono stati trasportati in ospedale.
21.49 – FERITI PER IMPATTO CON I SEDILI
Le ferite che hanno riportato i passeggeri sarebbero state causate dal violento impatto contro i sedili.










IL Comitato Cittadino NO radar a Isola delle Femmine

scrive al Presidente della Repubblica Napolitano







Il Sindaco dice NO all'antenna
























NO all'antenna Si alla Vita













SALUTE e AMBIENTE











SI alla VITA




NO all'antenna Killer



Aereo fuori pista, una passeggera: "Abbiamo sentito un forte boato"

Cinzia Orabona, 31 anni, racconta i drammatici momenti sull'Airbus 300: "Era come se ci fosse stata un'esplosione mentre stavamo atterrando"

PALERMO. "Abbiamo sentito un forte boato come se provenisse da un'esplosione. E' successo tutto in un attimo. Io ho adesso un forte dolore alla schiena". Lo dice Cinzia Orabona, 31 anni, palermitana, che stasera era a bordo dell'Airbus 300 della Wind Jet che è uscito fuori pista mentre stava atterrando all'aeroporto Falcone e Borsellino a Palermo. Sul velivolo, che proveniva da Roma, c'erano 143 passeggeri. Alcuni feriti sono stati trasportati in ospedale.        "L'aereo era partito in orario da Roma, - aggiunge - poi in volo abbiamo avvertito alcuni sobbalzi a causa di alcune turbolenze, ma niente di preoccupante".        "Dopo l'atterraggio - racconta - siamo usciti dai due portelloni, la parte posteriore del velivolo era danneggiata. Non mi sembra di avere visto passeggeri feriti gravemente ma solo con escoriazioni e contusioni. Ma qui c'é una grande confusione". La giovane lamenta inoltre: "Noi passeggeri siamo stati lasciati sotto la pioggia e siamo dovuti andare al terminale a piedi".


Palermo, aereo fuori pista: "Non è colpa del pilota"

Lo dice il direttore operativo dei voli Windjet, comandante Ilario Tolini, che sottolinea che ieri era stato emanato un bollettino che segnalava nello scalo palermitano il cosiddetto "wind-shear". Riggio: "Niente antenna? Colpa dell'amministrazione"
PALERMO. "Al momento sulla base dei dati a disposizione escludiamo un errore da parte del pilota. L'Airbus é stato buttato giù da un colpo di vento mentre era a 300 piedi (150 metri) dallo scalo, toccando terra 400-500 metri prima della pista". Lo dice il direttore operativo dei voli Windjet, comandante Ilario Tolini, riguardo l'incidente di ieri sera nell'aeroporto Falcone e Borsellino a Palermo, che ha coinvolto un aereo della compagnia low cost con a bordo 123 passeggeri, una trentina dei quali rimasti lievemente contusi.    
Il comandante Tolini sottolinea che ieri era stato emanato un bollettino che segnalava nello scalo palermitano il cosiddetto 'wind-shear', fenomeno atmosferico consistente in una variazione improvvisa del vento in intensità e direzione, tipico della zona dove si trova l'aerostazione.        
L'Airbus, precisa ancora il comandante Tolini, "ha tre anni di vita e tre giorni fa è stato ispezionato a Napoli".  

Riggio contro l'amministrazione - "Può la sicurezza dipendere dagli umori di un sindaco?" E' la domanda che si pone il presidente dell'Enac, Vito Riggio, che ricorda come uno studio finanziato 5 anni fa per istallare nel comune di Isola delle Femmine, vicino all'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, una antenna in grado di segnalare il fenomeno del Wind shear, "sia stato bloccato dall'amministrazione comunale con la risibile motivazione - dice Riggio - che danneggia l'ambiente".        

"Lungo una costaCban$2ggiata dall'abusivismo eivlityo - sottolinea Riggio - il inqco si preoccupa dell'installazione di un'antenna, finanziata con 7 milioni di euro che prima o poi saranno dirottati altrove se non si provvede alla realizzazione dell'impianto".        Il presidente dell'Enac ricorda un altro episodio che definisce "incredibile": il Tar ha accettato un ricorso dell'Associazione dei costruttori di Catania che contestavano un danno per la costruzione di una pista nell'aeroporto etneo, la motivazione del lancio era che il numero dei partecipanti era troppo ristretto e questo favoriva le imprese del nord.

"E' ovvio - spiega Riggio - che per certi lavori le ditte devono avere dei particolari requisiti. Ma se il Tar può dire come di deve costruire una pista, allora io mi dimetto e lo decidano loro".        "Per fortuna - conclude Riggio - in tema di sicurezza nel trasporto aereo l'Italia è la prima in Europa. Dal 2001 non ci sono incidenti mortali nel nostro Paese dove si sono registrati 8 milioni di voli".


Vito Riggio Presidente ENAC


Riggio: "Colpo di vento? Impossibile dirlo adesso"

Il presidente dell'Enac è cauto sull'ipotesi per cui l'incidente dell'Airbus della Windjet sia stato dovuto al fenomeno wind-shear: "L'aereo ha toccato terra prima della pista" spiega
PALERMO. "Quello che è sicuro è che l'Airbus della Windjet ha toccato terra prima della pista. Dire, in questa fase, che la colpa è del fenomeno wind-shear è impossibile". Lo dice il presidente dell'Enac, Vito Riggio, commentando le dichiarazioni dei dirigenti della Windjet riguardo l'ipotesi che sia stato un colpo di vento, cosiddetto fenomeno del wind-shear, a determinare ieri sera il fuoripista del veivolo durante l'atterraggio, con 123 passeggeri a bordo.



I passeggeri "non ci hanno assistiti. Siamo arrivati all'aerostazione a piedi"
Aereo fuori pista a Punta Raisi, paura per 123 passeggeri


25 settembre 2010 -  Prima un forte boato, poi grida e panico a bordo, con l’aereo che sbanda in velocità ed esce fuori pista. Tutto in pochissimi istanti che ai 123 passeggeri dell’Airbus 300 Wind Jet in volo da Roma a Palermo sono sembrati interminabili.
Si è sfiorata la tragedia, stasera, nello scalo Falcone e Borsellino, quando un velivolo della maggiore compagnia low cost italiana, durante l’atterraggio, ha ”pattinato” finendo sul prato.
Una decina di persone sono rimaste lievemente ferite e sono state medicate nell’infermeria dello scalo. Avviate le procedure di emergenza, ma diversi passeggeri hanno denunciato ritardi nei soccorsi.
I 123 a bordo del velivolo sono stati fatti scendere dal velivolo attraverso gli scivoli e sono stati portati all’interno dell’aeroporto. Le cause dell’incidente non sono ancora chiare. Secondo le prime ricostruzioni della Wind Jet, tutto sarebbe dipeso dal cosiddetto “wind sheare”, un fenomeno atmosferico consistente in una variazione improvvisa del vento in intensità e direzione che avrebbe messo fuori assetto il velivolo.
Il carrello, a quel punto, si sarebbe piegato e l’aereo sarebbe uscito di pista. ”Il pilota, uno dei più esperti della compagnia – dice l’ufficio stampa della low cost -, è stato bravo a tenere l’assetto e ha compiuto tutte le manovre di emergenza previste in queste occasioni”.
La ricostruzione della Wind Jet sarà verificata dall’Agenzia Nazionale Sicurezza Volo che ha aperto un’inchiesta sulle cause dell’incidente, inizialmente individuate dalla Gesap, l’ente che gestisce i servizi aeroportuali, nella forte pioggia che da ore si sta abbattendo sulla zona.
”Si sono aperte le cappelliere e molti oggetti sono caduti. Io sono stato ferito alla testa – racconta Salvatore Lauro, ingegnere, 46 anni, tra i passeggeri feriti – Ho visto le coperture del motore di destra aperte. Dopo avere toccato violentemente terra sono state attivate le mascherine dell’ossigeno.
Poi hanno aperto gli scivoli. E prima di lasciare il velivolo alcune persone hanno bloccato le uscite per qualche minuto perchè non volevano lasciare il bagaglio a mano a bordo”. Lauro lamenta ”il ritardo nell’arrivo dei soccorsi. Abbiamo dovuto percorrere per circa cinquanta metri la pista a piedi sotto la pioggia – racconta – prima che arrivassero le navette che ci hanno condotto al terminal”.
”Abbiamo sentito un forte boato come se provenisse da un’esplosione. E’ successo tutto in un attimo. Io ho adesso un forte dolore alla schiena”, ricorda Cinzia Orabona, 31 anni, palermitana. Colpi di frusta , escoriazioni, contusioni e un passeggero con la spalla lussata il bilancio dell’incidente ricostruito dal medico dell’infermeria Francesco Scorza. ”I feriti – spiega – sono stati comunque portati in ospedale per accertamenti”. Lo scalo palermitano resta chiuso per circa 4 ore; una ventina i voli dirottati. Una commissione di inchiesta è stata istituita anche dalle autorità di gestione e di controllo dell’aeroporto di Palermo per accertare la dinamica dell’incidente.


Normativa


*BENVENUTI IN PARADISO 24 SETTEMBRE 2010 "La passeggiata"

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