Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 



mercoledì 29 settembre 2010

IL Comitato NO radar a Isola delle Femmine chiede la convocazione URGENTE del CC

“Comitato Cittadino NO radar a Isola delle Femmine”




In questi ultimi giorni sui mezzi di informazione sono riportate  le  notizie che ci informano  delle indagini  sull’incidente del Wind Jet a  Punta Raisi leggiamo: al momento non è chiaro se si sia trattato di un errore del pilota o della combinazione di  più elementi tra cui il fenomeno del wind shear.
Ciò nonostante, il presidente dell’Enac Sig. Vito Riggio sembra  dia per  scontato che l’incidente verificatosi  sulla pista di Punta Raisi  sia  stato causato dall’assenza di apparecchiature  radar in grado di intercettare in tempo reale il fenomeno del wind shear.
Il Presidente, non ha fatto altro   in questi ultimi giorni che sputare veleno contro la decisione presa dal Sindaco di Isola delle Femmine di  aver impedito l’installazione dell’antenna “killer” sul proprio territorio per la preoccupazione e  la necessità di tutela  della salute dei Cittadini di Isola delle Femmine.

Il Comitato Cittadino No Radar a Isola delle Femmine, ritiene tale decisione   più che legittima,  anche perché supportata dalla determinazione e dalla volontà dell’intera  Comunità di Isola delle Femmine  e dei Comuni limitrofi, vedasi  le varie manifestazioni svoltesi circa un anno fa, la sottoscrizione di una petizione da parte della maggioranza degli abitanti, la sollecitazione e la  richiesta di intervento di tutela  alle Autorità di garanzia istituzionali.

Rabbrividiscono le dichiarazioni del Signor Riggio  riportate sul Giornale di Sicilia e  che in sintesi riportiamo:
“ Su un litorale presieduto da abusivismo edilizio il Sindaco si preoccupa di non installare il radar “
come dire: visto l’eccessivo abuso edilizio esistente per colpa dell’Amministrazione caro Sindaco ti puoi permettere di non preoccuparti eccessivamente della salute dei tuoi concittadini..

Perchè Sig. Riggio non ha denunciato alle Autorità competenti il fenomeno dell’abusivismo edilizio presente lungo il litorale e persino nelle strette vicinanze delle piste aeroportuali?
Forse Lei Signor Riggio ritiene che dove c’è dello sporco si può facilmente sporcare.
Chi  Le  ha fatto credere tutto questo?
Come può  Lei   considerare  importante la spesa di 7/10/11….. milioni di Euro per l’installazione di un’antenna radar SENZA che il LEI via   un minimo di preoccupazione per la tutela della salute dei Cittadini di Isola delle Femmine?

E  ancora Lei Signor Riggio afferma:
“ Da cinque anni che discutiamo di installare il radar ma il Sindaco non vuole saperne”
come dire: da cinque anni che discutiamo se fare morire o no i passeggeri e la colpa è del Sindaco di Isola delle Femmine?.
Signor  Riggio a chi vuole fare ridere.

Da molti anni i passeggeri hanno preso l’aereo da Punta Raisi e in nessun modo e  Lei come Presidente dell’ENAC,  NON si è minimamente preoccupato di avvertire i passeggeri, che   gli aerei su cui viaggiavano c’era la possibilità di schiantarsi per terra a causa del fenomeno del  wind shear.

Bravo, complimenti.

Meno male che a quanto pare non si sono verificati incidenti, oppure si?
Sarà senz’altro in grado di dimostrarcelo.
Può darsi Sig. Riggio che il tutto nasce per poter spendere i milioni (la quantità cambia ad ogni sua dichiarazione) di Euro?  

Chissa!

Circa un anno fa lei ha dichiarato sempre sul Giornale di Sicilia:
“ Non si può avere a che fare con una Amministrazione che cambia facilmente le idee “
Cosa voleva dire?
E Lei Sig. Sindaco a questa affermazione riesce a darci una spiegazione?.
Da un anno che aspettiamo risposta ma nulla. MISTERO!!!!!!!!!
Era veramente cosi?
Lei Sindaco era prima d’accordo e poi visto la rivolta dei cittadini si è ritirato?
Ovviamente diamo  a Lei la possibilità di rispondere con la speranza che la risposta ci giunga in ogni qual modo.

Sappiamo aspettare.......

Infine leggiamo dal  blog della  La Repubblica che il   Sindaco di Isola delle Femmine anche se preoccupato della salute dei cittadini è possibilista per la realizzazione del radar.
É la risposta all’ultima affermazione del Sig Riggio che così riporta:
Non ci sarà Sindaco che ci potrà fermare se si parla di sicurezza “.

Sig Sindaco rimanga fermo sulle sue posizioni e  risponda  al Presidente Riggio:  anche  la Salute dei Cittadini di Isola delle Femmine rientra nel nostro concetto di SICUREZZA.

Gli riferisca, che  Lei rappresenta un intera cittadinanza pronta a scendere in campo per salvaguardare la propria salute        e le bellezze naturali proprio territorio.

Signor Sindaco di Isola delle Femmine,  riferisca al Presidente Riggio, che l’installazione dell’antenna nella ex caserma NATO è incompatibile con la creazione di “..l’iniziativa tende a valorizzare la riserva marina di Isola delle Femmine-Capo Gallo a forte vocazione turistica, favorire la biodivesità rivedere e rivalutare l’intero sistema delle aree protette..” sua dichiarazione a Sicilia 7 luglio 2007. Ricorda!  

Il famoso progetto Città della scienza.

Un progetto da 80  milioni di Euro interamente finanziato dalla Comunità Europea.

Al  Comitato Cittadino NO radar a Isola delle Femmine   fa molto piacere che Lei stia lottando per la nostra salute e per la creazione di questa nuova struttura che farà da volano all’intera economia isolana. Le rivolgiamo i più sinceri complimenti, come Le ricordiamo anche:
per le strade di Isola delle Femmine  c’è ancora immondizia,  

c’è la cementeria.............. ah ci scusi, questa è una altra storia.

Il Comitato Cittadino NO radar a Isola delle Femmine invita la cittadinanza alla mobilitazione per affermare il nostro diritto alla SALUTE, e alla autodeterminazione nella  gestione del nostro territorio.

Il Comitato Cittadino NO radar a Isola delle Femmine richiede al Presidente del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine la convocazione URGENTE di un   Consiglio Comunale APERTO alla Cittadinanza. Il  Consiglio Comunale in seduta permanente per mettere in atto tutte le iniziative atte ad IMPEDIRE l’installazione dell’impianto radar e nel contempo affermare, in maniera autorevole il principio di autonomia nelle scelte della gestione del proprio territorio.

Comitato Cittadino NO radar a Isola delle Femmine.


'No all' antenna anti vento ad Isola' Dalla Regione nuovo stop all' Enac
Repubblica — 29 settembre 2010   pagina 7   sezione: PALERMO
di Cristoforo Spinella
QUEL terreno lo vogliono tutti.
Da qualche giorno, l' area dell' ex caserma Nato a ridosso della strada che costeggia il lungomare di Isola delle Femmine sembra diventato un crocevia del progresso della Sicilia. Solo lì - giurano Enac ed Enav - si può piazzare il maxi radar capace di prevedere il wind shear di Punta Raisi.
Ma da lì - protesta il sindaco di Isola - potrebbero arrivare emissioni dannose per la salute dei cittadini. E così, dopo anni di silenzio, la vicenda esplode portandosi dietro veleni e sospetti, accuse e polemiche.
Come se da oggi, all' improvviso, non si potesse più aspettare. La battaglia per l' antenna di Isola si trascina dal giugno 2004, quando le autorità di sicurezza e di gestione dello scalo - Enac, Enav e Gesap - firmarono un protocollo d' intesa da 11,5 milioni di euro per l' installazione dell' antenna.

La scelta cadde sull' ex caserma Nato, dismessa nel 1999 e ora di proprietà del demanio. «La scelta di quel sito è il frutto degli studi effettuati dai tecnici dell' Enav.
È lì che l' antenna triangola con tutti gli altri sensori utilizzati per la sicurezza dell' aeroporto. Da un' altra parte non si può fare», assicura Vito Riggio, presidente dell' Enac.
Da lì, però, verrebbero i rischi per la salute: «Le radiazioni attraverserebbero il centro abitato. Per questo mi sono opposto: finora, nessuno mi ha assicurato che le emissioni non sono nocive», spiega Gaspare Portobello, sindaco di Isola.
Che propone: «L' antenna si può mettere in spiaggia o in altre zone del territorio comunale. Non è facile capire l' insistenza su quel punto.
Certo, quell' area la avrebbero in comodato d' uso, senza spendere nulla per eventuali espropri».
Portobello non ci sta ad essere accusato di dire solo no: «Non è il capriccio di un sindaco. E non è la prima volta che mi occupo dei rischi per la salute. Quando ho chiesto garanzie all' Italcementi, gli operai che temevano di perdere il lavoro sono venuti ad occupare il mio studio».

Così lo scontro è finito sul tavolo del governatore Raffaele Lombardo, che nel dicembre scorso ha nominato una commissione incaricata di chiarire rischi e problemi.
Nove mesi dopo, arriva la relazione conclusiva: «L' ho consegnata proprio oggi (ieri, ndr) al presidente della Regione. Abbiamo fatto dieci audizioni, sentendo tutti i soggetti interessati, dal sindaco all' associazione dei piloti. E poi abbiamo acquisito il parere dell' Arpa. Un lavoro complesso che per noi è definitivo», racconta Pino Apprendi del Pd, che presiede la commissione. «Le conclusioni non lasciano spazio ad altre interpretazioni - anticipa Apprendi - Le soluzioni si potevano trovare anche prima. Chi poteva intervenire non l' ha fatto e ora dà la colpa ad altri.
Ci sono altri luoghi dove si può piazzare l' antenna».

Ma cos' altro si potrebbe fare in quel sito?

Il primo progetto, quello di cui ancora si parla per le strade di Isola, è stato l' osservatorio biologico marino: l' idea dell' acquario risale al gennaio 2005, quando il Comune firmò una convenzione con l' allora presidente della Provincia Francesco Musotto, la Regione guidata da Totò Cuffaro ma anche con Università di Palermo, Confindustria e Arpa. Un progetto rimasto più un' intenzione che però ha fatto intuire a molti le potenzialità di quell' area. Tanto che l' anno dopo il sindaco Portobello pensò di farci un ostello della gioventù. Anche questo progetto, però, è rimasto sulla carta. Pino Ciampolillo, coordinatore del comitato cittadino Isola Pulita, lo dice chiaramente:
«Non è solo una questione di salute. Per noi l' antenna è incompatibile con il progetto della città della scienza, che comprende anche l' acquario. Poteva essere una leva per lo sviluppo della città. Ora vorremmo che qualcuno ci dicesse che fine ha fatto». Ciampolillo non è convinto che sia solo una scelta tecnica: «L' aereo aveva appena toccato terra quando Riggio ha cominciato a parlare dell' effetto wind shear. Non vorrei che qualcuno sfruttasse questo incidente per rilanciare il progetto dell' antenna».

L' Enac, però, non vuole più aspettare: «O dentro o fuori: è arrivato il momento di decidere. O si fa entro un mese, oppure porto questi soldi altrove. Punta Raisi è lo scalo dove il fenomeno del wind shear è più forte, ma esiste anche in altri aeroporti.
Mi hanno già fatto perdere quattro anni di sperimentazione, adesso basta», attacca Riggio. Il presidente dell' Enac ne fa una questione di sicurezza: «Ho la responsabilità di 47 aeroporti, mica solo di Palermo. Se non ce lo fanno fare, dirotto questi soldi a Genova o a Reggio Calabria». Anche con la Regione l' Enac sembra pronto al muro contro muro: «Non capisco cosa c' entri una commissione politica. Parliamo di fondi Enav già stanziati e fondi europei che non possono essere persi. Ci sono pure i contratti già fatti».

E i rischi per la salute? «Sono strumentali. Chiederò al ministro Fazio un parere dell' istituto superiore di Sanità, così la smetteranno di dire che non ce ne preoccupiamo».

A Palermo si pensa alla sicurezza
A partire dal 18 ottobre entrerà in funzione all'aeroporto di Palermo un nuovo strumento computerizzato che sostuirà quello danneggiato a seguito delll'incidente avvenuto sulla pista durante un atterraggio.

L’ENAV ha già avviato la procedura di acquisizione del sistema definitivo, la cui entrata in funzione è prevista per fine anno. Il direttore ENAC dell’aeroporto di Palermo, Rosalba Castiglia, ha comunicato di avere avviato la verifica della corretta attuazione del Piano di Emergenza Aeroportuale. Il presidente dell’ENAC Vito Riggio, nel corso della riunione, svoltasi ieri, ha voluto affrontare anche la questione del radar meteo che dal 2004 si attende che venga installato presso il Comune di Isola delle Femmine, utile per la sperimentazione sullo scalo del capoluogo del sistema di rilevazione del wind shear, in modo da implementare ulteriormente la già adeguata dotazione meteo dello Scalo. Preso atto che il TAR Sicilia, già il 6 novembre 2009, con propria ordinanza si è pronunciato negativamente sul ricorso del Comune di Isola, rigettando la richiesta di sospensiva, il presidente ha chiesto un parere urgente all’Istituto Superiore della Sanità, avuto anche riguardo ai numerosi rassicuranti pareri già acquisiti. In tal senso, una volta acquisito il richiesto parere, il presidente Riggio comunicherà al presidente della Regione Siciliana l’avvio dei lavori di installazione dell’apparato già acquisito da parte dell’ENAV, sul sito della Marina Militare individuato come area ideale per tale sistema.


29/09/2010 16.47
Trasporto aereo: ENAC, dal 18 ottobre nuovo ILS mobile a Palermo

(Teleborsa) - Roma, 29 set - L'ENAC, all'esito della riunione tenuta in data odierna dal Presidente Vito Riggio coi vertici di ENAV e GESAP, rende noto che il 18 ottobre è prevista l'entrata in funzione di un nuovo ILS mobile sulla pista 25 dell'Aeroporto di Palermo che garantisce la stessa operatività dell'ILS definitivo. Lo si legge in una nota.

Al contempo, ENAV comunica di avere già avviato la procedura di acquisizione del sistema ILS definitivo che andrà a sostituire quello danneggiato il 24 settembre scorso, la cui entrata in funzione è prevista per fine anno.

Nel corso della medesima riunione, il Direttore ENAC dell’Aeroporto di Palermo, Rosalba Castiglia, ha comunicato di avere avviato la verifica della corretta attuazione del Piano di Emergenza Aeroportuale, il cui approfondito rapporto finale verrà consegnato in tempi brevissimi al Direttore Centrale Coordinamento Aeroporti, Giuseppe Daniele Carrabba e al Direttore Centrale Coordinamento Attività Aeronautiche, Fabio Nicolai.

Il Presidente Riggio, nel corso della riunione, ha voluto affrontare anche la questione del radar meteo che dal 2004 si attende che venga installato presso il Comune di Isola delle Femmine, utile per la sperimentazione sull'Aeroporto di Palermo del sistema di rilevazione del wind shear, in modo da implementare ulteriormente la già adeguata dotazione meteo dello Scalo. Preso atto che il TAR Sicilia, già il 6 novembre 2009, con propria ordinanza si è pronunciato negativamente sul ricorso del Comune di Isola, rigettando la richiesta di sospensiva, affermando fra l'altro che "il radar TDWR rappresenta la componente fondamentale del sistema integrato per la rilevazione del wind shear sull'Aeroporto di Palermo Punta Raisi, in quanto è l'unico sistema in grado di rilevare, nello spazio aereo non coperto dagli altri dispositivi, la presenza di altri fenomeni di wind shear", non riconoscendo al ricorrente il fumus boni iuris.


Ed inoltre motivando che "dalla documentazione in atto non emerge, allo stato, l’esistenza di un effettivo pericolo per la salute dovuta all'installazione del radar, mentre risulta notorio il pericolo per la sicurezza dei voli da fenomeni di wind shear", il Presidente Riggio ha chiesto un parere urgente all'Istituto Superiore della Sanità, avuto anche riguardo ai numerosi rassicuranti pareri già acquisiti. In tal senso, una volta acquisito il richiesto parere, il Presidente Riggio comunicherà al Presidente della Regione Siciliana l’avvio dei lavori di installazione dell’apparato già acquisito da parte dell’ENAV, sul sito della Marina Militare individuato come area ideale per tale sistema.


La domanda è: perché non c'è l'antenna?

L’aeroporto di Punta Raisi “campione” di wind shear


28 settembre 2010 -  Duecentoquattordici dei 520 episodi di wind shear registrati nel 2008 su tutti gli scali aerei nazionali hanno riguardato Punta Raisi.
È questa l’ultima statistica disponibile, compilata da Enav. In quell’anno i casi di wind-shear a Napoli Capodichino furono 54, 31 a Malpensa, 30 a Bari Palese, 29 ad Olbia, 25 a Firenze.
I numeri certificano dunque che a Palermo le “frustate” di vento sono seria minaccia alle normali procedure di volo.
Tuttavia difendersi è possibile, ma bisogna conoscere il vento, e per rilevare ‘l’infido’ che cambia improvvisamente direzione, sono necessari a Palermo 11,5 milioni di euro, sette dei quali destinati ad un’antenna da collocare nel territorio di Isola delle Femmine, in vista delle piste di Punta Raisi.
I soldi ci sono, dunque, ma manca l’antenna perché il sindaco Gaspare Portobello e la sua Giunta rifiutano la licenza di installazione, motivando il loro “no” con timori per la salute dei cittadini ed un danno al paesaggio.
Invano Enac, Enav e Gesap, società di gestione dello scalo di Palermo, nel giugno del 2004 firmarono un protocollo d’intesa per la stazione meteo di Isola, con l’obiettivo di rendere l’aeroporto più sicuro.
Il Comune da allora non ha cambiato parere. «Può la sicurezza della navigazione aerea – si chiede allora Vito Riggio, palermitano, presidente dell’Enac – dipendere dagli umori di un sindaco? Dalla costa del suo Comune, danneggiata dall’abusivismo edilizio, questo sindaco si preoccupa dell’installazione di un’antenna».
Ad Isola, quindi, si considera l’installazione sospesa fino a quando la commissione, composta dal deputato del Pd, Pino Apprendi, e dai due ingegneri, Marco Trapanese e Vincenzo Franzitta, costituitasi all’inizio dell’anno presso la presidenza della Regione Siciliana non si sarà pronunciata sull’impatto del radar e sulla sua compatibilità con le norme vigenti.
Se amministrazione e consiglio comunale si sono opposte alla realizzazione dell’opera, dal canto suo, l’Enav continua a sostenere che il sito prescelto è l’unico idoneo per il progetto, assicurando che le emissioni elettromagnetiche prodotte dal radar si manterrebbero “ben al di sotto dei limiti di tollerabilità per la salute della popolazione previsti dalla legge”.
Anche l’Enac ora pressa per accelerare i tempi di realizzazione.
Abbiamo perso cinque anni, adesso non perderemo più un solo giorno. Entro l’anno sarà installato il radar”, ha detto dopo l’incidente il presidente dell’Ente, Vito Riggio, annunciando l’incontro che si terrà a Roma con Enav e Gesap mercoledì prossimo. Il progetto per il sistema anti-windshear è stato finanziato con 7 milioni di euro di fondi comunitari.
“Fondi – ha avvisato Riggio – che prima o poi saranno dirottati altrove se non si provvede alla realizzazione dell’impianto



Cronaca | 28/09/2010 | ore 14.09

Palermo: sindaco Isola delle Femmine, antenna wind shear per aerei ma fuori da centro abitato

Palermo, 28 set. - (Adnkronos) - "Sono stato usato come capro espiatorio. La verita' e' che contro di me si e' scatenato un attacco strumentale per coprire l'inefficienza e i ritardi nei soccorsi". A dirlo all'ADNKRONOS e' Gaspare Portobello, sindaco di Isola delle Femmine (Palermo), commentando le polemiche degli ultimi giorni sulla sua contrarieta' all'installazione nel territorio del suo comune di un'antenna in grado di segnare il fenomeno del 'Wind shear', vale a dire i colpi di vento improvvisi.
Dopo l'incidente che ha coinvolto il velivolo della Wind Jet finito fuori pista all'aeroporto di Palermo venerdi' sera, il presidente dell'Enac Vito Riggio aveva ricordato che ''da sette anni c'e' un finanziamento di sette milioni di euro" per affrontare il problema del cosiddetto 'windshear, ''ma incontriamo molte resistenze locali per la sistemazione delle antenne".
E la risposta di Portobello non si fa attendere. "C'e' una commissione, istituita con decreto del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, nel dicembre del 2009 - spiega - il cui scopo e' quello di accertare eventuali ricadute sulla salute e sull'ambiente dell'antenna. Io non sono contrario all'installazione dell'antenna, dico solo di metterla fuori dal centro abitato, perche' sono preoccupato per eventuali ricadute sulla salute dei miei concittadini. Tra l'altro - conclude Portobello - e' una posizione che io ho ufficializzato gia' a gennaio in una lettera inviata all'Enav, al prefetto ed anche al presidente della Regione".


*Costituzione della Commissione Regionale Sulla Antenna Radar a Isola delle Femmine
*“In questa terra c’è bisogno di coraggio”  Manifestazione Reggio Calabria 25 sett. 2010
*BENVENUTI IN PARADISO 24 SETTEMBRE 2010 "La passeggiata"
*NO ALL'ANTENNA KILLER A ISOLA DELLE FEMMINE Sicurezza Prevenzione Precauzione
*NO ALL'ANTENNA A ISOLA Incidente Aereo all'aeroporto Falcone/Borsellino
*Onorevole Signor Presidente della Repubblica
*Condannato per diffamazione il dirigente regionale Salvatore Anzà
*La patacca dei Caraibi: ora chi risponde?
*BENVENUTI IN PARADISO oggi domani ieri e……
*Formato il quarto governo LOMBARDO in Sicilia
*SENTENZA Malibu Beach s.n.c. nel RICORSO al TAR contro il Comune di Isola delle Femmine
*Il Cimitero di Isola delle Femmine
 *“In questa terra c’è bisogno di coraggio”  Manifestazione Reggio Calabria 25 sett. 2010
*BENVENUTI IN PARADISO 24 SETTEMBRE 2010 "La passeggiata"
*NO ALL'ANTENNA KILLER A ISOLA DELLE FEMMINE Sicurezza Prevenzione Precauzione
*NO ALL'ANTENNA A ISOLA Incidente Aereo all'aeroporto Falcone/Borsellino
*Onorevole Signor Presidente della Repubblica
*Condannato per diffamazione il dirigente regionale Salvatore Anzà
*La patacca dei Caraibi: ora chi risponde?
*BENVENUTI IN PARADISO oggi domani ieri e……
*Formato il quarto governo LOMBARDO in Sicilia
*SENTENZA Malibu Beach s.n.c. nel RICORSO al TAR contro il Comune di Isola delle Femmine
*Il Cimitero di Isola delle Femmine
 *“In questa terra c’è bisogno di coraggio”  Manifestazione Reggio Calabria 25 sett. 2010
*BENVENUTI IN PARADISO 24 SETTEMBRE 2010 "La passeggiata"
*NO ALL'ANTENNA KILLER A ISOLA DELLE FEMMINE Sicurezza Prevenzione Precauzione
*NO ALL'ANTENNA A ISOLA Incidente Aereo all'aeroporto Falcone/Borsellino
*Condannato per diffamazione il dirigente regionale Salvatore Anzà
*La patacca dei Caraibi: ora chi risponde?
*BENVENUTI IN PARADISO oggi domani ieri e……
*Formato il quarto governo LOMBARDO in Sicilia
*Il Cimitero di Isola delle Femmine




Antenna in aeroporto: Palermo rischia i fondi della sperimentazione


Lo annuncia l'Enac: "Se entro un mese non arriverà l'ok per l'installazione a Isola delle Femmine del sistema di rilevamento del wind-shear, sposteremo il progetto altrove"

PALERMO. "Se entro un mese non arriverà l'ok per l'installazione a Isola delle Femmine dell'antenna di rilevamento del wind-shear, sposteremo la sperimentazione da Palermo in un altro aeroporto, penso per esempio a Genova o a Reggio Calabria". Lo annuncia il presidente dell'Enac, Vito Riggio, che ha convocato per mercoledì una riunione con Enav e Gesap, società di gestione dello scalo Falcone-Borsellino.

L'incontro servirà a concordare una lettera che sarà inviata al comune di Isola delle Femmine (Pa) e alla Presidenza della Regione siciliana. Alla sperimentazione è collegato un finanziamento di 11,5 milioni di euro, fondi bloccati da sei anni per via dei dubbi espressi dal comune di Isola delle Femmine, la cui amministrazione teme che le radiazioni dell'antenna meteo possano avere conseguenze sulla salute pubblica e sull'ambiente. Il sindaco Gaspare Portobello ha chiesto alle autorità competenti di certificare che il sistema non creei problemi oppure di sistemare il traliccio in un'altra area.

"L'antenna produce basse emissioni e non può essere spostata - avverte Riggio - Il sito è stato individuato sulla base di misurazioni matematiche. Se il comune o la Regione non vogliono l'antenna lo dicano, siamo pronti a installarla altrove, aspetteremo solo un mese. Vuol dire che in caso di wind-shear gli aerei saranno dirottati da Palermo a Trapani".



Costituzione della Commissione Regionale Sulla Antenna Radar a Isola delle Femmine
 Incidente aeroporto di Palermo, tre ipotesi. La verità arriverà dalle scatole nere


(di Lara Sirignano) Errore del pilota, cattiva illuminazione del corridoio che delimita la pista, condizioni meteo difficili: si muove su tre filoni l'inchiesta della Procura di Palermo che cerca di far luce sull'incidente accaduto, venerdì scorso, a un Airbus 319 della Wind Jet, proveniente da Roma, uscito fuori pista, mentre atterrava nello scalo del capoluogo. Il pm che coordina l'indagine, Carlo Lenzi, ha aperto un fascicolo, ancora a carico di ignoti, in cui si ipotizza il reato
di disastro colposo.
Oggi, dopo una lunga riunione in tribunale con gli investigatori della Polaria, a cui è delegata l'inchiesta, il magistrato ha disposto il sequestro del velivolo, fino ad oggi transennato e sorvegliato dalla polizia. L'aereo è stato parcheggiato in un'area ai margini del Falcone e Borsellino. Gli inquirenti hanno recuperato le scatole nere, che verranno inviate all'Agenzia Nazionale Sicurezza Volo - che ha aperto un'inchiesta parallela sull'incidente - per essere decriptate. Le strade degli esperti dell'Ansv e dei periti del pm - due docenti della facoltà di Ingegneria di Palermo - sono destinate ad incrociarsi nonostante le due indagini abbiano finalità diverse. I dati delle scatole nere "interpretati" dall'Agenzia, infatti, verranno girati e letti anche dai consulenti scelti dai magistrati.
Ma oltre agli accertamenti tecnici, l'inchiesta della Procura punta sulle deposizioni dei testimoni: i 123 passeggeri - una trentina dei quali rimasti lievemente feriti - e i cinque componenti dell'equipaggio. Non è stato ancora interrogato il pilota del velivolo, ricoverato in ospedale e ancora sotto choc. La Polaria lo sentirà nei prossimi giorni. La sua ricostruzione sarà importante per comprendere se l'Airbus sia finito sul prato per un suo errore o se l'incidente sia stato causato da altri fattori. Come la scarsa illuminazione del corridoio che delimita la pista, che potrebbe avere indotto il comandante in errore sulla posizione del velivolo rispetto al suolo.
O come il wind shear, un fenomeno atmosferico che comporta una variazione improvvisa del vento in grado di schiacciare e spingere verso il suolo il velivolo. L'aereo, in questo caso, sarebbe finito fuori assetto; il carrello si sarebbe piegato e l'airbus, spinto, fuori pista, sarebbe atterrato sulla pancia. E' tornata intanto alla normalità la situazione dei voli nello scalo palermitano, paralizzato per 41 ore consecutive. L'aeroporto è stato riaperto ieri intorno alle 13.30. Tra tre settimane sarà installata l'antenna mobile in sostituzione di quella tranciata dal velivolo e che, attraverso il sistema Ils (Instrument landing system), permette di portare a termine atterraggi con una visuale orizzontale ridotta anche a meno di 100 metri.



Incidente all'aeroporto di Palermo, si torna a volare ma a scartamento ridotto. In viaggio un nuovo localizzatore Ils mobile

di Alessio Ferlazzo
27 settembre 2010 18:20


L'incidente accaduto all'aeroporto di Palermo continua a tenere banco. L'airbus della Wind Jet non ha distrutto un radar come si pensava all'inizio ma uno dei sistemi che fanno parte dell'Ils (Instrument landing system). Questo sistema di atterraggio strumentale è composto da tre strumenti: uno indica il sistema di discesa dell'aereo, un l'altro indica l'inizio della pista mentre un terzo strumento chiamato Loc indica il centro della pista.

L'antenna distrutta dall'aereo della Wind Jet è proprio quest'ultima, divelta dall'impatto con il muso del velivolo. Nelle prossime ore arriverà da Forlì un Loc mobile di proprietà dell'Enav che sostituirà temporaneamente quello distrutto dall'aereo e dovrebbe essere pronto per mercoledì. La cosa incredibile è che il localizzatore era stato collaudato solo pochi giorni dell'incidente.

Attualmente la situazione all'aeroporto non è stata normalizzata con il numero di aerei in partenza ed in arrivo notevolmente ridotta rispetto al consueto traffico aeroportuale. Con particolari condizioni atmosferiche, inoltre, potrebbe non essere garantita la normalità dei voli.

Venerdì inoltre si riunirà una task force per decidere sull'installazione di un'antenna radar a Isola delle Femmine che tanto clamore ha causato con la conseguete protesta capitanata dal sindaco del piccolo centro alle porte di Palermo. La Regione ha comunque chiesto all'Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) un giudizio sul possibile impatto ambientale che potrebbe avere l'antenna e sui possibili disagi che porterebbe ai cittadini di Isola delle Femmine. La relazione completa verrà divulgata nei prossimi giorni.



Aereo fuori pista, subito risposte chiare

Conteremo i giorni. Fino al ritorno alla piena normalità, daremo conto di progressi e ritardi e spiegheremo i motivi che stanno dietro a entrambi
di ANTONIO ARDIZZONE e GIOVANNI PEPI
1.Quando ieri pomeriggio, alle 14 in punto, un volo Meridiana senza passeggeri a bordo si è staccato dall’unica pista disponibile, per andare a «riposizionarsi» a Olbia, su Punta Raisi splendeva un tiepido sole. Che, a stretto giro di metafora, tiepido rischia di restare ancora per almeno due settimane. Ché tanto tempo dovrà ancora passare prima che nello scalo palermitano vengano rimosse le scorie del drammatico atterraggio del volo Wind Jet di venerdì sera. Due settimane, cioè una quindicina di giorni. E noi da oggi cominciamo a contarli. Perché sul percorso verso il ripristino della normalità dovranno restare accesi attenzioni e fari mediatici. Stiamo parlando di un aeroporto che muove ogni anno quasi 5 milioni di passeggeri e che non può permettersi minimamente il lusso di rimanere periferico neanche un giorno di più.
I vertici di Gesap garantiscono che già oggi tutti i voli previsti sia in partenza che in arrivo dovrebbero non subire tagli, al netto di possibili rallentamenti legati alla rottura dell’antenna che «controlla» le fasi di atterraggio in condizioni di precaria visibilità. E proprio la sicurezza sugli atterraggi è il primo punto di non ritorno: Vito Riggio, presidente di Enac, dice che si sono persi cinque anni in chiacchiere e controversie, con il sindaco di Isola delle Femmine che si sarebbe opposto al posizionamento del macchinario che segnala il fenomeno del wind shear, «perché devo tutelare la salute della gente». Bene: adesso è il momento che tutti siano in grado di discutere con tutti, per garantire il massimo della sicurezza a chi vola e al contempo il massimo della garanzia per chi vive nei dintorni. Insieme. Senza che l’una cosa escluda l’altra. Non è ammissibile che si deroghi su certi aspetti. Così come riteniamo fin d’ora inammissibile l’eventuale giochetto dei distinguo sulle competenze, sport molto diffuso a queste latitudini.
La posta in gioco è parecchio alta, attorno allo scalo Falcone Borsellino si registra un movimento di affari e sviluppo al quale per nessun motivo si possono porre limiti e paletti. Bisogna fare squadra, chi è chiamato a dare risposte le dia, chi è chiamato a rimboccarsi le maniche lo faccia. Il tutto naturalmente attraverso meccanismi di limpida trasparenza e esaustiva informazione che invochiamo fin d’ora. Ogni giorno, fino al ritorno alla piena normalità, daremo conto di progressi e ritardi e spiegheremo i motivi che stanno dietro a entrambi. Pretendiamo risposte chiare e inequivoche garanzie. Al centro deve esserci soprattutto la chiarezza per il viaggiatore. Al quale si dovranno risparmiare sacche di incertezza sulla programmazione delle proprie attività, dei propri spostamenti, della propria vita. Non vogliamo che sia la cabala a decidere se un aereo parte o arriva. Da oggi e per i prossimi quindici giorni. Speriamo non uno di più.


Circostanza alquanto strana il Windjet probabilmente doveva ancora impattare violentemente sulla pista, che il Professore Vito Riggio individua  la causa dell'incidente nella mancanza di strumentazione (LUI intende antenna e Lui se la vede già impiantata a Isola delle Femmine, Lui si vede già questo "grosso forno a microonde" puntato su Isola delle Femmine)  di controllo sul fenomeno del wind shear. Strano molto strano moltissimo strano ...........
Professore Riggio ai Cittadini ai Cittadini di Isola delle Femmine sta a cuore la sicurezza dei passeggeri in transito da e per Punta Raisi come sta a cuore la propria SALUTE e quella dei propri figli  come sta a cuore la conservazione la preservazione e la tutela delle  bellezze naturali del Territorio di Isola delle Femmine.

Aereo fuori pista, la sicurezza prima di tutto

di LELIO CUSIMANO
«In attesa di un severo peggioramento delle condizioni meteorologiche, previsto per la serata di venerdì...» così iniziava il bollettino di allerta meteo della Protezione civile. Un avviso come tanti, che però in un aeroporto come quello di Palermo evoca un mostro invisibile ed insidioso. Si chiama wind shear; è un fenomeno atmosferico generato da una variazione improvvisa del vento, in intensità e direzione.
Risulta particolarmente pericoloso durante la fase di atterraggio, perché inganna il pilota sul corretto assetto di discesa che il velivolo deve assumere portando, in alcuni casi, a gravi incidenti. Il fenomeno non è nuovo per l'aeroporto Falcone-Borsellino che già almeno un'altra volta ha visto un aereo di linea, preso nella morsa del wind shear, allungare la propria corsa, fino a raggiungere il mare con la prua. Venerdì, invece, l'aereo ha toccato terra qualche centinaio di metri prima della testa della pista, accorciando la propria corsa. Ma il mostro sembra essere sempre lo stesso. Il rischio del wind shear può essere fronteggiato attraverso speciali dispositivi, in grado di percepire le variazioni di intensità e direzione del vento e dare così un avviso importante ai controllori di volo che, a loro volta, possono mettere in allerta i piloti nella delicatissima fase dell'avvicinamento. Già nel 2005 veniva annunciata la installazione a Palermo di un sistema per contrastare il wind shear. Il progetto, in collaborazione tra Enav, Enac e Gesap, veniva presentato come «il terzo in ambito mondiale e il più avanzato come integrazione tecnico-operativa». Avrebbe dovuto essere il frutto di una cooperazione tra industria ed enti di ricerca, in raccordo con la quotata Federal aviation administration (Faa) e portava con sé un annuncio non da poco: «I risultati acquisiti dal programma di Palermo diventeranno, per metodologia e per contenuti, un modello di riferimento per gli altri aeroporti interessati dal fenomeno». Inutile dire che, cinque anni dopo, nulla di tutto questo si è concretizzato, nonostante l'evidente «interesse» di quei cinque milioni di passeggeri che ogni anno utilizzano il «Falcone-Borsellino». Senza entrare in complicati dettagli tecnici, serve però ricordare che il «sistema» previsto integrava una serie di rilevatori a terra nella zona aeroportuale, già all'epoca installati, con un radar meteorologico, capace di leggere, come dicono gli addetti ai lavori, fino a venti metri dal suolo. Il radar doveva essere realizzato entro giugno del 2006 e posizionato nel sito della Marina mercantile italiana nei pressi di Isola delle Femmine. E qui è cominciata la bagarre ambientalista, preoccupata dall'inquinamento elettromagnetico e dal rischio per la prevista e mai realizzata riserva marina. Ambientalisti, assessori regionali in carriera, comitati cittadini hanno intrapreso una dura battaglia, paventando il rischio di pericoli per la salute umana. Nell'ottobre del 2009 il Tar di Palermo ha però respinto il tentativo di opposizione del comune di Isola delle Femmine. Con tutto il rispetto che si deve ai cittadini in buona fede e legittimamente impegnati nella salvaguardia dell'ambiente in cui vivono, non si possono tuttavia ignorare le altre facce della medaglia. La ricorrenza degli incidenti determinati dal wind shear è prima di tutto frutto di una scelta infelice, quella di collocare l'aeroporto palermitano in un'area a rischio, a nord-ovest della città, piuttosto che nella zona nord-est. Storia antica questa, per la quale abbiamo già pagato un drammatico conto in vite umane. Sarebbe meglio evitare, dopo almeno due incidenti con feriti e senza morti, di incrementare il tributo di vite umane. È un tema che riguarda le autorità e che include anche la ricerca delle garanzie più acconce per gli abitanti di Isola delle Femmine. Anche se nessuno può escludere che questa storia del campo elettromagnetico generato dal radar, sia analoga a quella dei termovalorizzatori. Su questi impianti, previsti e disciplinati da leggi dello Stato, si è scatenata una guerra di religione, salvo poi a scoprire che hanno limiti rigidissimi di emissione, di gran lunga inferiori ad esempio a quelli di una centrale termoelettrica, di una raffineria o magari di una cementeria. Ma si sa, su certe battaglie, spesso si costruiscono brillanti carriere politiche... E così si difende la vita dell’ambiente dimenticando la sicurezza e la vita dell’uomo. fondi@gds.it

I voli dirottati e le scarse informazioni

di FABRIZIO CARRERA
L’efficienza di un sistema si misura nella sua capacità di gestire l’emergenza. Non si può dire che il sistema del trasporto aereo e degli aeroporti siciliani abbia retto alla chiusura di uno scalo come quello di Palermo. È bastato che un aereo finisse fuori pista a Punta Raisi - e tralasciamo le proteste dei passeggeri sui soccorsi - che per i palermitani in arrivo o in partenza si trasformasse tutto in un inferno.
Non è stato sufficiente neanche poter disporre di due aeroporti relativamente vicini dove dirottare i voli per limitare i disagi. Ieri è stata una giornata di caos. Segnaliamo soprattutto la carenza di informazioni per i passeggeri. Assenza di notizie sui voli cancellati, negli scali nessuno in grado di dare certezze davanti a utenti disarmati o inferociti. Addirittura è successo che passeggeri in partenza da Roma salivano a bordo dell’aereo credendo di atterrare a Catania per poi scoprire dalla voce del comandante lungo il viaggio che sarebbero finiti a Trapani. Con ulteriori disagi per chi avrebbe dovuto prelevarli nell’aeroporto sbagliato. Compagnie aeree allo sbando, senza neanche la possibilità di organizzare pullman in numero sufficiente per trasferire i passeggeri dei voli dirottati. Il centralino di Punta Raisi in tilt, che non risponde praticamente da venerdì sera, dal momento dell’incidente. Un quadretto molto desolante. Oggi a partire dalle 14, è stato annunciato, Punta Raisi riprenderà a funzionare. Ma funzionerà in modo dimezzato. Non c’è molto da sperare. Temiamo altri disagi. Compagnie aeree, Enac, Enav, Gesap, le altre società che gestiscono gli scali di Catania e Trapani, e tutti coloro coinvolti nel traffico aereo, dovrebbero darne conto. I passeggeri non sono valigie. fondi@gds.it






Riaperto lo scalo Falcone Borsellino Enac: "Subito radar contro il wind shear"
Il presidente  Riggio assicura: "Non perderemo più un solo giorno". Il sindaco di Isola delle Femmine Portobello dice che non impedirà l'installazione, ma aggiunge: "Sono preoccupato per gli effetti sulla popolazione"



                 Isola delle Femmine ex caserma NATO
                 Sede della futura Università delle Scienze Biologiche
                 una delle più imponenti “città della scienza” d’Europa,
                 per lo studio e la tutela della flora e della fauna del
                 Mediterraneo,  con annessi acquario,
                 percorso ambientalistico, stazione di biologia marina
                 e ostello della gioventù.
                 Finanziamento della provincia 80 milioni di Euro
                 Era vero Signor Professore o si è fatto trascinare
                 dalla megalomania di una foto con l'On. Musotto?
            







Signor Portobello I cittadini sono contro

l'installazione

dell'antenna KILLER

NESSUN  NO...MA ...VEDIAMO.. FORSE!

LA SALUTE NON SI CONTRATTA








Riaperto dalle 14 l'aeroporto Falcone Borsellino di Palermo. A due giorni dall'incidente  -  un aereo della Windjet era uscito fuori pista venerdì sera -, i decolli e gli atterraggi ricominciano ad accavallarsi. E i passeggeri in fila ai banchi del check in sono tanti, già centinaia.

Nel frattempo si infiamma la discussione su come evitare incidenti in futuro. Per Vito Riggio, presidente dell'Enac, la scelta è chiara: "Abbiamo perso cinque anni, adesso non perderemo più un solo giorno. Mercoledì faremo una riunione con i vertici dell'Enav ed entro l'anno sarà installato il radar contro il wind shear a Palermo".

Ma l'installazione dell'apparecchiatura suscita da tempo ormai, nelle zone circostanti le piste, i sospetti di cittadini e amministrazioni. Una reticenza che Riggio si dice pronto ad affrontarer senza esitazioni: "Fino a quando ci saremo noi - dichiara - non ci sarà sindaco che ci potrà fermare se si parla di sicurezza. Siamo decisi ad installare il radar".

Possibilista il sindaco di Isola delle femmine, Gaspare Portobello, che ha spiegato di non voler impedire l'installazione dell'antenna. Ma ha anche aggiunto: " Sono preoccupato per le ricadute sulla salute della popolazione".








Wind shear, l'impianto bloccato da 5 anni per l'opposizione di un sindaco

di Lucio Galluzzo
PALERMO (26 settembre) - Duecentoquattordici dei 520 episodi di wind-shear registrati nel 2008 su tutti gli scali aerei nazionali hanno riguardato Punta Raisi. E’ questa l’ultima statistica disponibile, compilata da Enav. In quell’anno i casi di wind-shear a Napoli Capodichino furono 54, 31 a Malpensa, 30 a Bari Palese, 29 ad Olbia, 25 a Firenze Peretola.

I numeri certificano dunque che a Palermo le “frustate” di vento sono seria minaccia alle normali procedure di volo. Tuttavia difendersi è possibile, perché “se lo conosci lo eviti”. Ma per conoscerlo, per rilevare l’infido vento che cambia improvvisamente direzione, sono necessari a Palermo 11,5 milioni di euro, sette dei quali destinati ad un’antenna da collocare nel territorio di Isola delle Femmine, comune rivierasco in vista delle piste di Punta Raisi.

I soldi ci sono, manca l’antenna perché il sindaco Gaspare Portobello e la sua Giunta rifiutano la licenza di installazione, motivando il loro “no” con timori per la salute dei cittadini ed un danno al paesaggio. Invano Enac, Enav e Gesap, società di gestione dello scalo di Palermo, nel giugno del 2004 firmarono un protocollo d’intesa per la stazione meteo di Isola, con l’obiettivo di rendere l’aeroporto più sicuro. Il Comune da allora non ha cambiato parere. «Può la sicurezza della navigazione aerea - si chiede allora Vito Riggio, palermitano, presidente dell’Enac - dipendere dagli umori di un sindaco? Dalla costa del suo Comune, danneggiata dall’abusivismo edilizio, questo sindaco si preoccupa dell’installazione di un’antenna, finanziata con 7 milioni di euro che prima o poi saranno dirottati altrove se non si provvede alla realizzazione dell’impianto».

Ma non c’è solo il danno in termini di mancato sviluppo della sicurezza: il “no” all’antenna vanifica gli studi preliminari, costati vari milioni di euro, che sono stati frattanto eseguiti. In attesa della licenza comunale è stato completato lo studio climatologico su Palermo ed è stato anche firmato il contratto per la realizzazione della prima fase del sistema integrato, che prevede l’istallazione di un radar ad hoc, di sensori anemometrici digitali per i venti ai bassi strati e di strumentazione Sodar utile per la scansione dei dati dell’atmosfera su un piano verticale.

Ma a frenare l’ammodernamento degli scali siciliani non ci si mettono solo i sindaci che sventolano una presunta bandiera “verde”. Il presidente dell’Enav cita quello che definisce «un altro caso incredibile che riguarda Catania», dove il Tar ha accolto un ricorso della locale Associazione costruttori che contestavano gli esiti della gara di rifacimento della pista di Fontanarosa, adducendo «il basso numero di imprese concorrenti che favoriva le imprese del Nord». «E’ ovvio - obietta Vito Riggio - che per certi lavori le ditte devono avere dei particolari requisiti. Ma se il Tar può dire come di deve costruire una pista, allora io mi dimetto e lo decidano loro».



Manifestazione Cittadina Organzzata dal

"Comitato No radar a Isola delle Femmine"

Riapre Punta Raisi, l’aeroporto dimezzato


26 settembre 2010 -  L’aeroporto palermitano «Falcone – Borsellino» riaprirà al traffico aereo alle 14 come previsto. L’annuncia la Gesap, società di gestione dell’aeroporto, dopo l’incidente aereo dell’altro ieri che ha bloccato tutti gli aerei, in arrivo e in partenza, dirottati sugli aeroporti di Trapani e Catania.
Molti voli sono stati cancellati o hanno subito notevoli ritardi gettando nel caos oltre cinquemila persone provocando disagi soprattutto nell’aerostazione trapanese.
Nell’aeroporto di Punta Raisi per il momento funzionerà solo la pista non coinvolta nell’incidente.
Non si placano le polemiche sul mancato funzionamento del piano di sicurezza. Mercoledì i vertici della Gesap sono stati convocati a Roma. A volere l’incontro è stato Vito Riggio presidente dell’Enac. “Abbiamo perso cinque anni, adesso non perderemo più un solo giorno. Mercoledì faremo una riunione con i vertici dell’Enav ed entro l’anno sarà installato il radar contro il wind shear a Palermo”. A dirlo è il presidente dell’Enac Vito Riggio, che torna così sull’incidente
di venerdì sera all’aeroporto Falcone-Borsellino.
“Fino a quando ci saremo noi – ha aggiunto Riggio – non ci sarà sindaco che ci potrà fermare se si parla di sicurezza. Siamo decisi ad installare il radar”. Da tempo nella zona dello scalo palermitano è nato e cresciuto il fronte di coloro che si oppongono alla sofisticata apparecchiatura. Ieri il sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello, ha spiegato di non volere impedire l’installazione dell’antenna ma ha anche ribadito di essere “preoccupato per le ricadute sulla salute della popolazione”. “Il Tar di Palermo – ha aggiunto il sindaco – ha respinto il nostro ricorso, dunque non c’è ragione per non installare l’antenna. Perché non l’hanno fatto. C’è anche un tavolo con il governo regionale. Tutti i passaggi sono stati verbalizzati nelle tantissime riunioni a cui ho preso parte. Poi sul wind shear, mi pare che un pilota ha detto che gli aerei di ultima generazione hanno gli strumenti per verificarlo. Bisognerebbe scagliarsi contro un’amministrazione dopo che le verifiche tecniche scioglieranno tutti i dubbi su quanto è successo venerdì a Punta Raisi. Prima mi sembra tutto pretestuoso”. Mercoledì sarà anche l’occasione per chiedere a Gesap come mai il piano di sicurezza è stato così lacunoso. “Mi è sembrato – dice Riggio – che più di qualcosa non ha funzionato venerdì. Soccorsi partiti in ritardo. Mancata assistenza in aeroporto. Nelle simulazioni è filato sempre tutto bene. Forse venerdì sera mancava qualcuno all’appello. Aspetto la relazione dei tecnici poi prenderemo le decisioni necessarie”. L’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo ha riaperto con alcuni minuti d’anticipo rispetto alle 14. Tre i voli che sono partiti subito con passeggeri: due Alitalia verso Linate e Fiumicino e uno per Parigi.  Intanto a seguito della riapertura dell’aeroporto di Palermo Punta Raisi, Alitalia, come si legge in una nota, ha ripreso a operare tutti i propri voli da e per il capoluogo siciliano. “Alitalia – prosegue la nota – non prevede pertanto di spostare  ulteriori voli dall’aeroporto di Palermo a quello di Trapani. Il personale di Alitalia che ha operato oggi presso l’aeroporto di Trapani per fornire assistenza straordinaria ai passeggeri sta rientrando nelle sedi di Roma e di Palermo”.

Comitato NO Radar a Isola delle Femmine





PALERMO / Incidente aereo all’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo. Un aereo della compagnia Wind Jet proveniente da Roma è finito fuori pista in fase di atterraggio. A bordo 123 persone. L’aereo protagonista dell’incidente è un Airbus 300: GUARDA LE IMMAGINI DELL’AEREO FUORI PISTA
I passeggeri hanno lasciato l’aereo con gli scivoli di emergenza. Una quindicina i feriti. Le loro condizioni non sono gravi, ma alcuni di loro sono in stato di shock. Sono stati portati in ospedale per le ferite, prevalentemente tagli, colpi di frusta ed escoriazioni. Una parte dei passeggeri è rimasta contusa proprio durante le operazioni di discesa dall’aereo con gli scivoli: L’AIRBUS IN PISTA
Al momento dell’incidente su Palermo imperversava un forte temporale, tant’è che la prima ipotesi presa in considerazione è proprio quella del maltempo. L’atterraggio dell’aereo potrebbe essere stato condizionato dal wind sheare, un fenomeno meteorologico che fa sì che i venti cambino repentinamente di direzione e intensità. Problema noto per l’aeroporto di Palermo già dagli anni 60 per i forti venti di scirocco che creano problemi in decollo e atterraggio. Per questa ragione, fu realizzata la seconda pista trasversale rispetto alla prima che venne costruita all’inaugurazione dello scalo palermitano.
Ma tra le ipotesi c’è anche la rottura di un carrello. Ad avanzare questa ipotesi i passeggeri che hanno sentito un forte boato, come uno scoppio mentre l’aereo toccava terra.
In un comunicato ufficiale la Wind Jet ha spiegato che l’aereo è finito fuori pista a causa del vento, aggiungendo che “grazie alla bravura del comandante – spiega la compagnia – l’aereo è rimasto comunque in assetto”. “Il velivolo si è fermato quindi fuoripista e come prevede il regolamento i passeggeri sono scesi con lo scivolo secondo le normali procedure di emergenza.”


Ma in mattinata, viene avanzata l’ipotesi che il pilota dall’airbus abbia anticipato troppo l’atterraggio. Lo si deducerebbe dalle molte antenne danneggiate che si trovano a inizio pista. Una delle antenne si è conficcata nel muso del velivolo, un’altra su un’ala. L’aereo ha rischiato di finire sugli scogli. Bastavano solo pochi metri. Si è sfiorata la tragedia.
La Wind Jet in un secondo comunicato ha comunque nuovamente escluso con forza l’ipotesi di un errore da parte del pilota. “L’Airbus – spiega la compagnia – è stato buttato giù da un colpo di vento mentre era a 300 piedi (150 metri) dallo scalo, toccando terra 400-500 metri prima della pista.” Lo ha detto il direttore operativo dei voli Windjet, comandante Ilario Tolini. Il comandante Tolini sottolinea che ieri era stato emanato un bollettino che segnalava nello scalo palermitano il cosiddetto ‘wind-shear’, fenomeno atmosferico consistente in una variazione improvvisa del vento in intensità e direzione, tipico della zona dove si trova l’aerostazione.
A raccontare quei momenti drammatici è il pilota. “Ho avuto la sensazione che l’aeromobile sprofondasse”. Il pilota è ricoverato nell’ospedale di Partinico per accertamenti, unico tra i componenti dell’equipaggio e tra i passeggeri a essere stato trattenuto in nosocomio dopo l’incidente. Il pilota ha oltre 15mila ore di volo alle spalle.
I passeggeri scesi in fretta e furia dell’aereo raccontano di essere rimasti senza assistenza, sotto la pioggia. Intanto, sono notevoli i disagi anche per tutti gli altri voli che vengono dirottati. Lo scalo rimarrà chiuso almeno fino alla sera di sabato. L’aereo si trova proprio all’intersezione tra le due piste e rende impossibile l’operatività dello scalo. Ci sono anche strutture danneggiate, come le antenne a inizio pista, che vanno ripristinate.
Questa è una notizia in evoluzione. Aggiornamenti continui.
13.39 – LE COMUNICAZIONI DEL COMANDANTE
Sulla base delle prime ricostruzioni, il comandante del volo Wind Jet non avrebbe fatto altre comunicazioni alla torre di controllo se non per dire che l’aereo era finito fuori pista. Nelle prossime ore le registrazioni tra l’aeromobile e i controllori di volo saranno esaminate dalle autorità competenti.
L’Airbus, che si vede in lontananza dall’aeroscalo ha la prua rivolta verso est e si trova quasi alla testa della pista «7», una posizione che conferma che l’aereo ha toccato terra molto prima di quando avrebbe dovuto.
13.33 – I PRECEDENTI
In passato l’aeroporto di Palermo è stato protagonista di 2 disastrosi incidenti aerei: leggi
13.23 – DANNEGGIATA ANTENNA ILS
Nell’incidente aereo è rimasta danneggiata l’antenna Ils (Instrument landing system). L’operatività dello scalo sarà molto problematica fino a quando l’antenna non verrà ripristinata.
13.19 – IN ARRIVO GLI ISPETTORI
Sono attesi alle 13.30 gli ispettori dell’Agenzia nazionale sicurezza volo che effettueranno le indagini sull’incidente aereo. Gli ispettori dell’Agenzia prenderanno in carico la scatola nera dell’aereo per esaminarla. Nel pomeriggio arriveranno nell’aerostazione anche i funzionari dell’Enac per collaborare alle indagini.
12.49 – AEROPORTO CHIUSO ALMENO FINO ALLE 14 DI DOMENICA
Stando a quanto dichiarato dal presidente dell’Enac, Vito Riggio, l’aeroporto rimarrà chiuso almeno fino alle 14 di domenica, ma al momento è difficile dire se la previsione sarà realmente rispettata: gli ultimi aggiornamenti sulla riapertura
12.16 – VOLI ROMA-PALERMO DA DOMENICA MATTINA
I voli non riprenderanno prima delle 9 del mattino di domenica. E’ a quell’ora che dovrebbe esserci il primo collegamento con Roma da parte di Alitalia. I voli sono stati dirottati sugli aeroporti di Catania e Trapani.
11.42 – SLITTA ANCORA RIAPERTURA SCALO
Secondo quanto riporta l’agenzia AdnKronos, dovrebbe slittare ancora la riapertura dello scalo. La seconda pista non è ancora utilizzabile. L’aereo si è fermato proprio tra la prima e la seconda pista dell’aeoroporto impedendo così il traffico aereo. Inizialmente era stato detto che l’aeroporto sarebbe stato riaperto entro 4 ore dall’incidente, poi la riapertura era stata posticipata alle 21 di sabato. Ora è probabile slitti nuovamente.
11.30 – AEREO NON SEQUESTRATO
Non verrà sequestrato l’airbus della Windjet andato fuori pista all’aeroporto palermitano. Lo ha deciso il pm Carlo Lenzi che coordina l’inchiesta. Ispezioni sono condotte invece dai tecnici dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.
23.55 – TRENTA I FERITI
Sono saliti a 30 i feriti dell’incidente aereo. Molti passeggeri sono in stato di shock.
23.36 – AEROPORTO CHIUSO PER 24 ORE
Sarà chiuso per 24 ore l’aeroporto di Palermo. Lo scalo, riferiscono fonti aeroportuali, riaprirà sabato alle 21. Secondo quanto si apprende, il velivolo uscendo fuori di pista ha divelto alcune strutture e pali per cui è necessario più tempo per la rimozione.
23.02 – 20 I FERITI
Una ventina i contusi nell’incidente.
22.51 – IPOTESI ROTTURA CARRELLO
Tra le ipotesi c’è però anche la rottura del carrello Secondo alcuni passeggeri sarebbe avvenuta subito dopo l’impatto del velivolo con l’asfalto. I testimoni raccontano di avere sentito un forte boato non appena l’aereo ha toccato terra; il mezzo avrebbe percorso circa 600 metri adagiato sulla pancia, finendo la sua corsa sulla parte morbida adiacente alla pista.
22.36 – PANICO A BORDO DELL’AEREO
Panico e urla durante le fasi concitate in cui l’aereo è finito fuori pista. Si sono aperte le cappelliere e molti oggetti sono caduti. Alcuni passeggeri lamentano il ritardo nell’arrivo dei soccorsi.
22.34 – NO FERITI GRAVI
E’ confermato che non ci sono feriti gravi nell’incidente aereo avvenuto a Palermo. I feriti hanno riportato tagli, escoriazioni, spalle lussate. Diversi i casi di colpi di frusta. Lo conferma il dottor Francesco Scorza, medico della Croce Rossa in servizio allo scalo che ha anche aggiunto che parte delle ferite è verosimile siano state riportate durante la discesa con gli scivoli.
22.23 – 10 I FERITI
10 le persone ricorse alle cure dopo che l’aereo della Wind Jet è finito fuori pista all’aeroporto di Palermo.
22.20 – DA SEMPRE PROBLEMA DEI VENTI PER ATTERRAGGI A PUNTA RAISI
Il problema dei venti a Punta Raisi dove si trova l’aeroporto Falcone e Borsellino ha sempre condizionato la storia dell’operatività dello scalo palermitano, al punto da arrivare alla realizzazione negli anni 60 di un’altra pista. La seconda pista fu realizzata trasversalmente rispetto a quella utilizzata fino ad allora. Questo a causa dei forti venti di scirocco che condizionavano pesantemente atterraggi e decolli. Un problema che si presenta ancora oggi.
22.06 – RIMOZIONE AEREO
Le operazioni di spostamento dell’aereo non saranno velocissime. L’aeroporto resterà chiuso almeno 4 ore.
22.06 – 10 FERITI
E’ salito a 10 il numero dei feriti nell’incidente aereo avvenuto a Palermo.
22.05 – WIND JET: LOW COST ITALIANA
La Wind Jet è una compagnia aerea low cost Italiana nata nel 2003 a Catania per volontà di Antonino Pulvirenti, imprenditore della grande distribuzione alimentare e da alcuni anni presidente del Catania Calcio. Opera con una flotta di 12 Airbus su rotte nazionali e internazionali soprattutto verso il nord ed est Europa. La sede legale è a Catania, e le basi operative sono situate presso gli aeroporti di Catania, Palermo e, dal 2008, Forlì. Wind Jet è la prima compagnia low cost italiana, con oltre 2.900.000 passeggeri trasportati nel 2008.
22.03 – AEROPORTO CHIUSO
E’ chiuso l’aeroporto di Palermo e lo sarà per 4 ore. Un volo Alitalia che era pronto a partire da Roma diretto a Palermo è stato annullato. In serata potrebbe essere riprogammato con atterraggio all’aeroporto di Catania Fontanarossa.
21.59 – INCIDENTE CAUSATO DAL WIND SHEARE
L’incidente all’aeroporto di Palermo sarebbe stato causato dal fenomeno di «wind sheare». Si tratta di una variazione improvvisa del vento in intensità e direzione, difficilmente prevedibile e molto pericolosa per gli aerei.
21.53 – IL VOLO DELL’INCIDENTE E’ IV247
Il volo protagonista dell’incidente è l’IV247, Roma-Palermo.
21.52 – FERITI DURANTE DISCESA
Alcuni passeggeri sarebbero rimasti contusi proprio nel mentre delle operazioni di discesa dall’aereo mediante scivoli d’emergenza.
21.50 – SENTITO FORTE BOATO
Le persone che erano a bordo dell’aereo racconta di un forte boato, come se fosse un’esplosione. Durante il volo i passeggeri raccontano di aver sentito varie turbolenze, ma complessivamente nulla di allarmante.
Il numero esatto dei feriti non lo si conosce ancora. Alcuni sono stati trasportati in ospedale.
21.49 – FERITI PER IMPATTO CON I SEDILI
Le ferite che hanno riportato i passeggeri sarebbero state causate dal violento impatto contro i sedili.










IL Comitato Cittadino NO radar a Isola delle Femmine

scrive al Presidente della Repubblica Napolitano







Il Sindaco dice NO all'antenna
























NO all'antenna Si alla Vita













SALUTE e AMBIENTE











SI alla VITA




NO all'antenna Killer



Aereo fuori pista, una passeggera: "Abbiamo sentito un forte boato"

Cinzia Orabona, 31 anni, racconta i drammatici momenti sull'Airbus 300: "Era come se ci fosse stata un'esplosione mentre stavamo atterrando"

PALERMO. "Abbiamo sentito un forte boato come se provenisse da un'esplosione. E' successo tutto in un attimo. Io ho adesso un forte dolore alla schiena". Lo dice Cinzia Orabona, 31 anni, palermitana, che stasera era a bordo dell'Airbus 300 della Wind Jet che è uscito fuori pista mentre stava atterrando all'aeroporto Falcone e Borsellino a Palermo. Sul velivolo, che proveniva da Roma, c'erano 143 passeggeri. Alcuni feriti sono stati trasportati in ospedale.        "L'aereo era partito in orario da Roma, - aggiunge - poi in volo abbiamo avvertito alcuni sobbalzi a causa di alcune turbolenze, ma niente di preoccupante".        "Dopo l'atterraggio - racconta - siamo usciti dai due portelloni, la parte posteriore del velivolo era danneggiata. Non mi sembra di avere visto passeggeri feriti gravemente ma solo con escoriazioni e contusioni. Ma qui c'é una grande confusione". La giovane lamenta inoltre: "Noi passeggeri siamo stati lasciati sotto la pioggia e siamo dovuti andare al terminale a piedi".


Palermo, aereo fuori pista: "Non è colpa del pilota"

Lo dice il direttore operativo dei voli Windjet, comandante Ilario Tolini, che sottolinea che ieri era stato emanato un bollettino che segnalava nello scalo palermitano il cosiddetto "wind-shear". Riggio: "Niente antenna? Colpa dell'amministrazione"
PALERMO. "Al momento sulla base dei dati a disposizione escludiamo un errore da parte del pilota. L'Airbus é stato buttato giù da un colpo di vento mentre era a 300 piedi (150 metri) dallo scalo, toccando terra 400-500 metri prima della pista". Lo dice il direttore operativo dei voli Windjet, comandante Ilario Tolini, riguardo l'incidente di ieri sera nell'aeroporto Falcone e Borsellino a Palermo, che ha coinvolto un aereo della compagnia low cost con a bordo 123 passeggeri, una trentina dei quali rimasti lievemente contusi.    
Il comandante Tolini sottolinea che ieri era stato emanato un bollettino che segnalava nello scalo palermitano il cosiddetto 'wind-shear', fenomeno atmosferico consistente in una variazione improvvisa del vento in intensità e direzione, tipico della zona dove si trova l'aerostazione.        
L'Airbus, precisa ancora il comandante Tolini, "ha tre anni di vita e tre giorni fa è stato ispezionato a Napoli".  

Riggio contro l'amministrazione - "Può la sicurezza dipendere dagli umori di un sindaco?" E' la domanda che si pone il presidente dell'Enac, Vito Riggio, che ricorda come uno studio finanziato 5 anni fa per istallare nel comune di Isola delle Femmine, vicino all'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo, una antenna in grado di segnalare il fenomeno del Wind shear, "sia stato bloccato dall'amministrazione comunale con la risibile motivazione - dice Riggio - che danneggia l'ambiente".        

"Lungo una costaCban$2ggiata dall'abusivismo eivlityo - sottolinea Riggio - il inqco si preoccupa dell'installazione di un'antenna, finanziata con 7 milioni di euro che prima o poi saranno dirottati altrove se non si provvede alla realizzazione dell'impianto".        Il presidente dell'Enac ricorda un altro episodio che definisce "incredibile": il Tar ha accettato un ricorso dell'Associazione dei costruttori di Catania che contestavano un danno per la costruzione di una pista nell'aeroporto etneo, la motivazione del lancio era che il numero dei partecipanti era troppo ristretto e questo favoriva le imprese del nord.

"E' ovvio - spiega Riggio - che per certi lavori le ditte devono avere dei particolari requisiti. Ma se il Tar può dire come di deve costruire una pista, allora io mi dimetto e lo decidano loro".        "Per fortuna - conclude Riggio - in tema di sicurezza nel trasporto aereo l'Italia è la prima in Europa. Dal 2001 non ci sono incidenti mortali nel nostro Paese dove si sono registrati 8 milioni di voli".


Vito Riggio Presidente ENAC


Riggio: "Colpo di vento? Impossibile dirlo adesso"

Il presidente dell'Enac è cauto sull'ipotesi per cui l'incidente dell'Airbus della Windjet sia stato dovuto al fenomeno wind-shear: "L'aereo ha toccato terra prima della pista" spiega
PALERMO. "Quello che è sicuro è che l'Airbus della Windjet ha toccato terra prima della pista. Dire, in questa fase, che la colpa è del fenomeno wind-shear è impossibile". Lo dice il presidente dell'Enac, Vito Riggio, commentando le dichiarazioni dei dirigenti della Windjet riguardo l'ipotesi che sia stato un colpo di vento, cosiddetto fenomeno del wind-shear, a determinare ieri sera il fuoripista del veivolo durante l'atterraggio, con 123 passeggeri a bordo.



I passeggeri "non ci hanno assistiti. Siamo arrivati all'aerostazione a piedi"
Aereo fuori pista a Punta Raisi, paura per 123 passeggeri


25 settembre 2010 -  Prima un forte boato, poi grida e panico a bordo, con l’aereo che sbanda in velocità ed esce fuori pista. Tutto in pochissimi istanti che ai 123 passeggeri dell’Airbus 300 Wind Jet in volo da Roma a Palermo sono sembrati interminabili.
Si è sfiorata la tragedia, stasera, nello scalo Falcone e Borsellino, quando un velivolo della maggiore compagnia low cost italiana, durante l’atterraggio, ha ”pattinato” finendo sul prato.
Una decina di persone sono rimaste lievemente ferite e sono state medicate nell’infermeria dello scalo. Avviate le procedure di emergenza, ma diversi passeggeri hanno denunciato ritardi nei soccorsi.
I 123 a bordo del velivolo sono stati fatti scendere dal velivolo attraverso gli scivoli e sono stati portati all’interno dell’aeroporto. Le cause dell’incidente non sono ancora chiare. Secondo le prime ricostruzioni della Wind Jet, tutto sarebbe dipeso dal cosiddetto “wind sheare”, un fenomeno atmosferico consistente in una variazione improvvisa del vento in intensità e direzione che avrebbe messo fuori assetto il velivolo.
Il carrello, a quel punto, si sarebbe piegato e l’aereo sarebbe uscito di pista. ”Il pilota, uno dei più esperti della compagnia – dice l’ufficio stampa della low cost -, è stato bravo a tenere l’assetto e ha compiuto tutte le manovre di emergenza previste in queste occasioni”.
La ricostruzione della Wind Jet sarà verificata dall’Agenzia Nazionale Sicurezza Volo che ha aperto un’inchiesta sulle cause dell’incidente, inizialmente individuate dalla Gesap, l’ente che gestisce i servizi aeroportuali, nella forte pioggia che da ore si sta abbattendo sulla zona.
”Si sono aperte le cappelliere e molti oggetti sono caduti. Io sono stato ferito alla testa – racconta Salvatore Lauro, ingegnere, 46 anni, tra i passeggeri feriti – Ho visto le coperture del motore di destra aperte. Dopo avere toccato violentemente terra sono state attivate le mascherine dell’ossigeno.
Poi hanno aperto gli scivoli. E prima di lasciare il velivolo alcune persone hanno bloccato le uscite per qualche minuto perchè non volevano lasciare il bagaglio a mano a bordo”. Lauro lamenta ”il ritardo nell’arrivo dei soccorsi. Abbiamo dovuto percorrere per circa cinquanta metri la pista a piedi sotto la pioggia – racconta – prima che arrivassero le navette che ci hanno condotto al terminal”.
”Abbiamo sentito un forte boato come se provenisse da un’esplosione. E’ successo tutto in un attimo. Io ho adesso un forte dolore alla schiena”, ricorda Cinzia Orabona, 31 anni, palermitana. Colpi di frusta , escoriazioni, contusioni e un passeggero con la spalla lussata il bilancio dell’incidente ricostruito dal medico dell’infermeria Francesco Scorza. ”I feriti – spiega – sono stati comunque portati in ospedale per accertamenti”. Lo scalo palermitano resta chiuso per circa 4 ore; una ventina i voli dirottati. Una commissione di inchiesta è stata istituita anche dalle autorità di gestione e di controllo dell’aeroporto di Palermo per accertare la dinamica dell’incidente.


Normativa


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L'incidente all'aeroporto di Palermo e quel radar meteo mai installato


I magistrati indagano sul "no" del Comune di Isola delle Femmine all'installazione del 'Tdwr'

I magistrati che indagano sull'incidente aereo accaduto all'airbus 319 della Wind Jet, uscito di pista venerdì scorso nell'aeroporto di Palermo (LEGGI), tra le altre ipotesi, stanno valutando eventuali profili di responsabilità del sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello, che da anni si oppone all'installazione, nel territorio del suo comune, del radar meteo (Tdwr) utile per la sperimentazione del sistema di rilevazione del wind shear. Il radar migliorerebbe la dotazione degli apparati di sicurezza al Falcone-Borsellino.
La questione è utile ai fini dell'inchiesta della Procura che ipotizza tra le cause dell'incidente proprio il wind shear, un'improvvisa variazione di forza e intensità del vento che avrebbe messo fuori asse il velivolo al momento dell'atterraggio.

Il Tar Sicilia, il 6 novembre 2009, ha bocciato il ricorso del Comune di Isola, rigettando la richiesta di sospensiva, affermando che il "Tdwr rappresenta la componente fondamentale del sistema integrato per la rilevazione del wind shear sull'aeroporto di Palermo Punta Raisi, in quanto è l'unico sistema in grado di rilevare, nello spazio aereo non coperto dagli altri dispositivi, la presenza di altri fenomeni simili".
Il sindaco Portobello a commento della notizia ha detto: "Sono sereno e se i magistrati decideranno di sentirmi, sarò pronto a consegnare loro tutta la documentazione sulla vicenda relativa al radar che vorrebbero installare a Isola delle Femmine".

L'inchiesta, che resta, comunque a carico di ignoti e ipotizza il reato di disastro colposo, sta vagliando anche altre due possibili piste: l'errore umano del pilota e la cattiva illuminazione dei corridoi che delimitano la pista di atterraggio che avrebbe potuto indurre in errore il comandante. Diversi testimoni si sono recati spontaneamente dai pm per riferire di stressanti condizioni di lavoro a cui sarebbero sottoposti gli equipaggi e i piloti. La Procura, che ha delegato l'interrogatorio del comandante dell'airbus 319 alla Polaria - l'uomo è ancora sotto choc e ha 30 giorni di prognosi - indagherà anche sulle qualifiche professionali e sull'addestramento dei piloti e degli equipaggi della low cost.

Intanto, dal 18 ottobre entrerà in funzione all'aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo il nuovo Ils (Instrument landing system) mobile, che è andato distrutto nell'incidente del 24 settembre scorso. Una riunione operativa si è tenuta ieri a Roma tra il presidente dell'Enac, Vito Riggio e i vertici di Enav e Gesap, la società che gestisce i servizi aeroportuali. L'Ils provvisorio, spiega l'Enav, garantisce la stessa operatività dell'Ils definitivo, che sarà in funzione a fine anno.
Riggio ha affrontato anche la questione del radar meteo (Tdwr) che dal 2004 si attende che venga installato nel territorio del comune di Isola delle Femmine. Riggio ha chiesto un parere urgente all'Istituto Superiore della Sanità. Una volta acquisito il parere, Riggio comunicherà al presidente della Regione siciliana l'avvio dei lavori di installazione dell'apparato, già acquisito da parte dell'Enav, sul sito della Marina militare individuato come area ideale per questo sistema.
Dall'altra parte, il nodo di Rete Lilliput di Isola delle Femmine esprime soddisfazione per la presentazione delle conclusioni della "Commissione sulla installazione del sistema radar denominato Antenna Wind Shear" nominata dal Governatore Raffele Lombardo e presieduta dall'On. Pino Apprendi (Pd), che dopo accurate consultazioni ed approfondite valutazioni, dopo 4 mesi, renderà finalmente pubbliche le proprie risultanze, purtroppo successivamente all'incidente di venerdì scorso, ed alla vigilia del rimpasto del governo regionale.
Rete Lilliput si attende serena e fiduciosa che la Commissione dell'Ars abbia saputo contemperare le esigenze della sicurezza del volo con le legittime esigenze di tutela della salute della popolazione di Isola delle Femmine, che non vuole essere investita da onde elettromagnetiche superiori ai limiti di legge (come si evince a pag. 29 del "Rapporto Tecnico" sulla realizzazione radar, la dove si dichiara che "entro il cono di onde verranno superati i limiti imposti dal DM 381/98).
Secondo Rete Lilliput la Commissione avrà certamente saputo individuare una localizzazione che consenta il monitoraggio di tutte le piste dell'aeroporto di Palermo, cosa non possibile dal sito attualmente prescelto. Rete Lilliput, infine, ha espresso la propria sentita vicinanza alle vittime dell'incidente le quali lamentano, in aggiunta, macroscopiche inefficienze del soccorso.

E i risultati della commissione sono stati illustrati oggi dal presidente Pino Apprendi. Il sistema radar è stato elaborato dall’Enav per fronteggiare il fenomeno dell’improvvisa variazione del vento tipica dell’aeroporto di Palermo. Per il progetto l’Enav ha stanziato 11 mln di euro su un totale di 28 milioni di euro previsti per gli scali dove il fenomeno del wind shear è più frequente. “L’Arpa consiglia di scegliere un sito alternativo per istallare l’antenna - ha detto il Presidente della Commissione Apprendi - quello individuato non è ottimale, parte dell’aeroporto e delle piste di atterraggio resterebbero scoperte”.
Secondo il parere dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente i valori del campo magnetico generato dal sistema radar, pur rispettando i limiti previsti dal decreto emanato nel 2003 dalla presidenza del consiglio dei ministri, non rappresentano un parametro certo. Per le emissioni dei campi elettromagnetici di impianti radar, infatti, non è stato ancora emanato il decreto attuativo, che ne stabilisce i limiti. “Senza alcun parametro di riferimento - ha spiegato l’Ing. Marco Trapanese, componente della commissione - in base al principio di precauzione occorre individuare un sito alternativo e approfondire gli aspetti di carattere sanitario che espongono la popolazione a rischio”.

“Il parere dell’Arpa ci ha dato ragione  - ha detto infine con soddisfazione il Sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello -. Abbiamo detto no all’antenna in quel sito, perché siamo preoccupati per gli effetti sulla salute dei cittadini delle emissioni elettromagnetiche emesse dal radar. Non siamo contrari all’istallazione dell’antenna nel comune - ha concluso il sindaco - ma bisogna individuare un’area lontana dal centro abitato".


Dalla commissione Ars via libera all'antenna wind shear "Ma non a Isola delle Femmine"

di Salvatore D'Anna

L’antenna wind shear all’aeroporto di Palermo serve, e in tempi brevissimi, ma non a Isola delle Femmine, non nel sito identificato all’interno della ex caserma Nato. Meglio sarebbe spostarla lontano dal centro abitato. Sono le conclusioni della commissione sulla installazione del sistema radar della Regione siciliana, costituita dal vicepresidente della commissione attività produttive dell'Ars Pino Apprendi e gli ingegneri Marco Trapanese e Vincenzo Franzitta, docenti dell'Università di Palermo.
La relazione della commissione, corroborata da un documento dell’Arpa che nutre seri dubbi sul sito e consiglia di allontanarsi da lì, entra nella guerra che da una decina di anni vede contrapposti l’Enav e l’Enac, presieduta dal palermitano Vito Riggio, da una parte, e il comune di Isola delle Femmine dall’altra, diatriba alimentata dal disastro sfiorato venerdì scorso al Falcone e Borsellino. Se ci fosse stata l’antenna, si è detto, l’aereo non avrebbe avuto problemi durante l’atterraggio. L’inchiesta della Procura ipotizza tra le cause dell’incidente proprio il wind shear, l’improvvisa variazione di forza e intensità del vento che avrebbe messo fuori asse il velivolo al momento dell'atterraggio. Il sindaco di Isola, Gaspare Portobello, salito questa settimana sul banco degli imputati e sul quale i magistrati stanno valutando eventuali profili di responsabilità, oggi però esulta: “Le conclusioni della commissione ci danno ragione. Enac ha scelto Isola solo perché ha avuto il comodato d’uso di un’ex caserma della Nato. Noi siamo disponibili a trovare un sito alternativo anche all’interno del nostro territorio comunale. Sono sereno ho tutte le carte in mano per dimostrare che non mi sento parte in causa, ma che mi sono mosso solo per garantire la sicurezza della mia popolazione”. Il Tar Sicilia, il 6 novembre 2009, ha bocciato il ricorso del Comune di Isola, e a quella decisione Vito Riggio si appella.
Il vento è il principale nemico dei piloti che ogni giorno atterrano all’aeroporto di Palermo. Scirocco, libeccio, maestrale. Eolo soffia impetuoso su Punta Raisi, in quel lembo di terra che si incunea tra il mare e la montagna. L’unica difesa, abilità dei comandanti a parte, sarebbe l’antenna wind shear. Il sito scelto dall’Enac è Isola delle Femmine, presso l’ex caserma Nato. L’Enav ha stanziato undici milioni di euro per la sua realizzazione. È tutto bloccato, da anni ormai. Gli abitanti non la vogliono. Troppo pericolosa per la nostra salute, dicono. Adesso hanno un alleato in più. La commissione d’inchiesta nutre seri dubbi non tanto sulla effettiva necessità del sistema radar, che per Apprendi e i due ingegneri va realizzato in tempi stretti, perché ne potrebbe andare della vita di centinaia di persone, quanto sul luogo dove l’antenna dovrebbe essere installata. Il rischio è che, in situazioni d’emergenza, quel radar messo lì serva a poco, e possa costituire un serio rischio per la popolazione esposta ai campi elettromagnetici generati dall’antenna wind shear. “La localizzazione attualmente scelta non è ottimale – si legge nella relazione della commissione, nata nel dicembre del 2009 - in quanto parte importante dell’aeroporto risulterebbe non coperto, va considerata la scelta di installazione in siti alternativi. La ricollocazione va identificata in siti in cui risulta una copertura totale delle piste di atterraggio e una minimizzazione delle influenze dei campi radar sulla popolazione residente”.
Dopo dieci sedute e l’audizione di Enav, Gesap, Selex (ditta appaltatrice del radar), sindaco, giunta, consiglio comunale e rappresentanti della riserva di Isola, Arpa e rappresentanti dei piloti, nonché due sopralluoghi sul posto, i dubbi che mette in luce la commissione sono pesanti. “Il sitro scelto è conforme alle normative degli enti preposti all’aviazione civile in materia di installazione di antenne a Effetto Doppler, non è invece conforme relativamente all’illuminamento del sedime”. Fuori dal raggio d’azione dell’antenna, in pratica, resterebbe circa il 30% dell’aeroporto, in particolare la pista 02-20, quella denominata “dello scirocco”. Tutto normale in condizioni di emergenza ma rischioso in presenza del fenomeno del wind shear perché, come si legge nella relazione costringerebbe i piloti “a effettuare eventuali procedure di emergenza (ad esempio procedure di riattacco) in assenza di copertura”. Una beffa, per un sistema che dovrebbe aiutare i piloti proprio in caso di pericolo.
Per quanto riguarda l’esposizione della popolazione, i valori di campo elettromagnetico generati dal radar per l’Arpa (che ha eseguito simulazioni considerando la potenza massima) “considerando la potenza massima superano i limiti di esposizione, raggiungendo valori anche di 40 V/m molto superiori ai limiti previsti dalla normativa vigente”. L’Arpa conclude che si ritiene indispensabile un approfondimento degli aspetti sanitari correlati ad un’eventuale esposizione della popolazione ai campi elettrici generati dal radar”. Per questo l’Arpa, e la commissione, ritengono “utile prendere in considerazione eventuali siti di installazione alternativi”.
“Concordiamo sul fatto che l’antenna vada installata, che serve, ma va situata in maniera che minimizzi l’esposizione della popolazione. Si possono trovare siti anche all’interno del territorio aeroportuale. Con il progetto attuale il 30 per cento dell’aeroporto non rientra nel raggio di azione. In altri posti del mondo, Usa e Cina, si è pensato a massimizzare la copertura minimizzando i rischi. Altri siti alternativi sono possibili, migliori. E inquadrano tutto l’aeroporto”, dice il professore Marco Trapanese, membro della commissione.



Windshear Costituzione Commissione Regionale sulla installazione del radar a Isola delle Femmine

EX Caserma NATO di Isola delle Femmine in vendita?


*Via Libertà Dionisi: "Ecco le foto aereografiche la piscina è abusiva"


SICILIA - Caserme e fari in vendita per fare cassa



TONY ZERMO
LA SICILIA - 13 APRILE 2010
I siti militari all’asta

Nuova strategia immobiliare del ministro La Russa.

Trasformazione turistica per alcuni siti. I fari resteranno attivi, ma sotto potranno diventare hotel

Si svecchia il patrimonio immobiliare del ministero della Difesa. Caserme, fari, poligoni di tiro e quant’altro. Il ministro La Russa da Paternò ha dato finalmente il via libera, anche se naturalmente, come in tutte le cose italiane, bisognerà superare gli ostacoli della burocrazia. Si tratta di 36 siti militari, tra cui 12 fari, che saranno affidati a privati per valorizzarli, però restando di proprietà della Difesa. Il modello di riferimento è quello della struttura turistica, anche perché si trovano in posti unici come il caso dei fari, ovviamente tutti sulla costa: ci sono quelli siciliani di Capo Mulini, di Marettimo, di Pantelleria, di faro Capo Milazzo, di Santa Mara Salina, di Porto Empedocle, oltre a quelli dell’isolotto dello scoglio delle Formiche (Grosseto) , di Palmarola, i fari sardi di Olbia, Carloforte, Porto Torres, di Punta Scorno all’Asinara. La particolarità sta nel fatto che le 36 strutture continueranno a funzionare per scopi militari, restando quindi nella disponibilità della Difesa, ma quelle parti inutilizzate e destinate al degrado potranno essere usate per altri scopi in grado di produrre reddito. Esempio: il più antico faro sardo, quello di Capo Spartivento, è diventato un resort a 5 stelle.

Il faro continua a illuminare il mare, ma nella zona sottostante ora ci sono le stanze dell’hotel di lusso. Il che può realizzarsi anche nei fari siciliani. Oltre a queste 36 strutture che, pur restando nella disponibilità della Difesa sarebbero destinate ad altri scopi produttivi, ci sono altri 76 siti militari in vendita ai privati, e naturalmente si parla soprattutto di caserme di cui è disseminato il territorio italiano, molte delle quali non hanno più ragione di esistere. Sono strutture grandi e solitamente inserite in pieno centro. Con il ricavato di queste vendite la Difesa potrà rimettere in sesto il resto del suo enorme patrimonio immobiliare e nello stesso tempo anche i Comuni potranno fare cassa potendo ottenere fino al 20% del ricavato. Naturalmente, prima di vendere, bisognerà che i Comuni cambino la destinazione d’uso degli immobili, il che consentirà un considerevole incremento del valore degli edifici. E’ una grande operazione attraverso la quale il ministero della Difesa entra nel campo immobiliare. La maggior parte dei siti militari in vendita sono in Veneto, Lombardia e Liguria, ma anche la Sicilia ha una qualche disponibilità: gli ex depositi di munizioni di Isola delle Femmine a Palermo, il centro di comunicazione di contrada Acquafico a Messina e soprattutto a Marsala, la zona logistica del 35° GRAM (Gruppo radar aeronautica militare). E questo comprende tre complessi, il comando logistico sul mare con due capannoni dichiarati patrimonio culturale realizzati dall’architetto Nervi, una seconda area che è quella dell’ex polveriera alla Circumvallazione e infine la vera base operativa che è quella di contrada Perino a 15 chilometri dalla città e che dove è in funzione il radar che ebbe un ruolo nel segnalare la tragedia di Ustica. Non si sa bene se questi tre complessi saranno ceduti tutti oppure in parte, ma pare improbabile che il centro radar di contrada Perino, data la sua importanza strategica, sia messo all’asta. Questi 76 siti da vendere rappresentano soltanto una prima tranche, altre ne seguiranno che probabilmente comprenderanno anche le grandi caserme nelle città, che sono tante. Ad esempio a Catania c’è quella di piazza Carlo Alberto e la Sommaruga di Largo taormina, nei pressi del carcere di piazza Lanza. Il destino di questi complessi non è stato ancora definito, al ministero. Dice il ministro Ignazio La Russa: «Ci stanno lavorando, è ancora presto per dire quale struttura sarà venduta e quale no, ci vuole un tempo minimo di riflessione»



*Isola delle Femmine disposto divieto dimora per comandante e vide dei Vigili Urbani

DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE di Isola delle Femmine N 33 DEL 30.04.03
"RICHIESTA AL MINISTERO DELLA DIFESA DI RICONVERSIONE AD USO CIVILE DELL'AREA DELL'EX BASE NATO"



delibera di Consiglio n 33 del 30.04.03
Il presidente propone l'adozione della seguente deliberazione:
"Richiesta al Ministero della Difesa di riconversione ad uso civile dell'area dell'ex base NATO"
Il consiglio comunale
Premesso che sul territorio di questo comune insiste un ex deposito munizioni marina Militare;
Vista la nota del Ministero della difesa- Gabinetto del Ministro- Servizio Pubblica informazione, del 20.3.2003. prot n 7/13987/12.17.75/03, con la quale, in risposta a specifica richiesta del Consigliere Giuseppe Ferrante, si comunica:
Che con decreto Ministeriale del 20.12.1998, su richiesta dello stato maggiore della Marina, è stata disposta la definitiva soppressione dell'Ente deposito munizioni della Marina Militare, sito in Isola delle Femmine;
Che, a seguito di quanto disposto, si è proceduto all'effettuazione dei lavori di messa in sicurezza del manufatto e l'infrastruttura è stata cancellata dall'inventario della NATO;
che è incorso di perfezionamento il decreto di dismissione del bene per la sua restituzione all'agenzia del Demanio e che, in assenza di richiesta da parte di organi dello Stato, è prevista la cessione di detto bene alla Regione Sicilia;
Delibera
Prendere atto che, sulla base di quanto dichiarato dal Ministero della Difesa, l'utilizzazione dell'infrastruttura di che trattasi per fini militari è da ritenersi priva di qualsiasi fondamento e che, pertanto, la stessa dovrà essere riconvertita ad usi civili.
Riservarsi di richiedere all'ente cui perverrà la proprietà del bene di concordare la destinazione ultima del bene stesso.
Il consiglio Comunale Vista la superiore proposta di deliberazione
Ritenutola meritevole di approvazione
Con voti unanimi, espressi per alzata di mano, accertati e proclamati da presidente
delibera
Approvare la superiore proposta di deliberazione



EX CASERMA NATO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE 4.05706 12.3.03 RISPOSTA 26.4.05
Rifondazione Comunista 
Interrogazioni Presidenza del Consiglio
Interrogazione a risposta scritta 4.05706 del 12 marzo 2003 e risposta pubblicata il 26 aprile 2005

RUSSO SPENA, DEIANA e CENTO
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della difesa
Per sapere - premesso che: in località Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, sorge una base militare NATO ove sono stoccati munizionamenti ed armamenti di cui non è nota né l'esatta tipologia né la consistenza quantitativa; essendo la località di Isola delle Femmine in prossimità del grande centro abitato del comune di Palermo, è di vitale importanza che siano adottate tutte le precauzioni onde scongiurare eventi accidentali che potrebbero procurare drammatiche conseguenze per la popolazione civile -: quale sia la natura degli armamenti e dei munizionamenti stoccati presso la base militare sita nel territorio del comune di Isola delle Femmine (PA); se tale base sia o sia stata classificata quale «deposito generale munizioni Nato»; quali e quante siano le altre basi classificate con la stessa classificazione; quale sia la natura del tipo di armamento contenuto nelle basi denominate «deposito generale munizioni Nato»; se in tali basi siano presenti magazzini di materiali di difesa NBC (Nucleare, batteriologica, chimica); quali siano i piani di emergenza previsti per la popolazione civile delle aree circostanti tali basi; se siano stati valutati i rischi connessi alla vicinanza ad Isola delle Femmine dell'area metropolitana della città di Palermo; quali siano gli intendimenti del Governo per la futura operatività di tale base; se in relazione all'adozione del principio di cautela non ritenga opportuno il suo smantellamento. (4-05706)
Risposta. - Occorre in premessa precisare che in Italia non esistono depositi di munizioni costruiti, gestiti ed impiegati dalla NATO nei termini indicati con l'atto in questione. In particolare, alcuni depositi attualmente in uso, presentano internamente delle strutture costruite e/o ampliate con fondi NATO - e, pertanto, inserite nell'inventario NATO - ma, di fatto, sono gestiti ed impiegati per le esigenze delle nostre Forze armate. Ciò posto il deposito munizioni della Marina militare, sito nel territorio del comune di Isola delle Femmine (Palermo), è stato soppresso a far data dal 30 giugno 1998, in attuazione delle disposizioni di cui al decreto ministeriale 20 dicembre 1998 e, alla fine dello stesso anno, sono state completate le operazioni di trasferimento del munizionamento presente a quella data all'interno dei relativi locali. Al riguardo, il sindaco del suddetto comune, a seguito di un sopralluogo effettuato nel marzo 2003 per verificare la presenza o meno di armi nell'area in argomento, ha confermato che la base non viene più utilizzata quale deposito di munizioni. In particolare, il citato Deposito è stato ufficialmente cancellato dall'inventario NATO il 29 febbraio 2000 e chiuso il successivo 1o aprile, con conseguente completamento dei lavori di messa in sicurezza dell'infrastruttura mediante chiusura definitiva delle gallerie con elementi strutturali. Stante la carenza d'interesse al mantenimento della disponibilità del bene, per le finalità istituzionali della Forza armata, ne è stata determinata la dismissione. Il relativo iter procedimentale è, allo stato, in corso di definizione. A tal proposito, l'Ufficio territoriale del Governo di Palermo ha reso noto che l'amministrazione comunale interessata ha già intrapreso iniziative volte ad ottenere l'affidamento dell'intera area in parola per includerla nella locale riserva naturale. Quanto alla disponibilità di altri depositi classificati con la stessa denominazione «NATO», sono attualmente in uso tre depositi, nei quali viene custodito munizionamento navale di tipo convenzionale e, in particolare, in due di essi è presente materiale di proprietà nazionale destinato esclusivamente alla protezione individuale e al rilevamento NBC che non comporta, quindi, alcun pericolo per le aree abitate limitrofe. Con riferimento, in ultimo, ai piani d'emergenza per la popolazione civile si precisa che la predisposizione degli stessi è demandata alle prefetture territorialmente competenti con l'eventuale concorso della Difesa. Peraltro, si sottolinea che la scelta dei siti su cui dislocare i depositi e le misure di sicurezza in atto escludono eventuali pericoli per le aree abitate. Il Ministro della difesa: Antonio Martino.

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