Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).







 


 


 




 


 


 



sabato 4 aprile 2009

Siamo contro l'installazione del radar Rilevazione Wind Shear dannoso alla salute






http://www.enav.it/portal/page/portal/PortaleENAV/Home/Meteorologia/StudieRicerche/WindShear

TUTTO INZIA NEL 2006 DEL MESE DI MAGGIO GIORNO 12 PROTOCOLLATA AL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE PERVIENE LA RICHIESTA DELLA ENAV S.p.a.
PER L’INSTALLAZIONE DI UN’ANTENNA RADAR METEO
Sull’area è stato avviato uno studio di fattibilità di un osservatorio marino oltre che di rivalutazione a fini turistici dell’intera area limitrofa a zona che l’Europa ha dichiarato di alta protezione ambientale (SIC) L’intesa è stata firmata tra Università, Comune di isola delle Femmine,Confindustria e la Provincia regionale di Palermo. Inoltre è intenzione del Sindaco Prof Portobello destinare una parte dell'area ad un ostello della gioventù.








Il deputato Giuseppe Fallica ex pubblico dipendente eletto nelle liste di Forza Italia esprime soddisfazione per l’intesa raggiunta con il Sindaco Professore Gaspare Portobello sulla individuazione di un sito alternativo al precedente (ex caserma NATO sito ove sono in corso studi di fattibilità per l’istituzione di una Università delle scienze biologiche marine) per l’installazione dell’antenna radar Wind Shear utile ad individuare l’intensità e la direzione dei venti, da trasmettere alla torre di controllo dell'aeroporto di Punta Raisi. Il sito individuato ove saranno espletati i sopralluoghi è presso la cava di proprietà della Italcementi (deposito di pet-coke).



Nel mentre i tecnici effettuano i sopralluoghi alla cava della Italcementi per l’installazione dell’antenna radar Wind Shear, il presidente dell’ENAV dichiara se il radar non potrà essere installato nell’ex base NATO saremo costretti ad usare un'altro aeroporto per la SPERIMENTAZIONE, per il rischio di scadenze dei termini previsti per l'opera finanziata.




Il sindaco di Isola delle Femmine dichiara se l’antenna radar non avrà effetto sullo sviluppo turistico di Isola delle Femmine non ci dovrebbero essere problemi all’installazione, naturalmente con la dovuta variante urbanistica e….. Intanto l’Enav che ha finanziato l’antenna SPERIMENTAZIONE con 7 MILIONI DI EURO.
Sperimentazione perché non si conoscono gli effetti sulla salute umana causate dalle onde elettromagnetiche che investiranno l’intero abitato di Isola delle Femmine, nonchè la riserva marina Isola delle Femmine-Capo Gallo oltre alla riserva naturale orientata Isola delle Femmine (l'isolotto con le sue specie animali protette)












http://www.enav.it/portal/page/portal/PortaleENAV/Home/Meteorologia/StudieRicerche/WindShear

PALERMO WINDSHEAR DETECYING SYSTEM, cioè il sistema di monitoraggio del vento dell'aeroporto Falcone-Borsellino, la cui antenna sarà installata a Isola delle Femmine. Il PWDS, è il terzo al mondo ed il primo in Italia. Così ad Isola delle Femmine avverranno due sperimentazioni una sul vento e una sull'uomo. Più di 6000 persone faranno da cavie in maniera tale che il mondo scientifico potrà sgomberare il campo da ogni dubbio e conoscere finalmente gli effetti del campo elettromagnetico (CEM) sulla salute umana.
E nel frattempo gli abitanti di Isola delle Femmine che faranno, anzi che faremo, agiremo o meglio reagiremo?

Come?

Con le solite passerelle di certi "personaggi" e i loro soliti bal bla bla, oppure siamo in grado di fare:

UNA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE DELL'OPINIONE PUBBLICA,
http://isoladifuori.blogspot.com/2008/12/io-sono-saviano-da-palermo-napoli.html

UN INTERVENTO PRESSO TUTTI I POLITICI PROVINCIALI, REGIONALI E NAZIONALI,

UNA VIBRANTE ED ECLATANTE PROTESTA: RESTITUIAMO I CERTIFICATI

ELETTORALI E NON ANDIAMO A VOTARE???!!!!!!????.

Te l’avevo detto!: LA CONTRADDIZIONE NELLO STESSO SITO......... 2007 scrivevamo:
Stipulato protocollo di intesa per la creazione di un acquario marino (Portobello: “sorgerà una cittadella Universitaria delle scienze di biologia Marina…”) nella ex caserma nato di Isola delle Femmine. Forse qualcuno ha dimenticato che all’Ufficio tecnico comunale è depositata una richiesta per l'installazione di un’antenna radar per la rilevazione dei venti in termini di intensità e di direzione da comunicare agli aerei di Punta Raisi in fase di atterraggio e di decollo.
Non siamo in grado di dire se un progetto escluderà l’altro. Ai posteri la sentenza.
Intanto diciamo che il protocollo di intesa fortemente voluto dalla Provincia di Palermo con il Suo Presidente Musotto e l’ Assessore Loddo, con un finanziamento di 80 milioni di euro da parte della Comunità Europea. Il protocollo d’intesa è stato firmato dal Sindaco Portobello dal presidente della provincia di Palermo, dall’asssessore Loddo, dall’assessore Regionale all’ambiente Interlandi oltre che dalla Confindustria, dall’Arpa, dall’Università di Palermooltre che dai rappresentanti della Società Tecla e dall’Amministratore delegato della Unimed Servizi.
Per l’opera che sarà terminata nel 2008 sarà affidato uno strudio di consulenza geotecnica all’ing Carrubba e idrogeologica ed idraulica all’ing Buffa.
In questa fase ci affidiamo all’impegno dell’Assessore Regionale all’Ambiente Rossana Interlandi: “..l’iniziativa tende a valorizzare la riserva marina di Isola delle Femmine-Capo Gallo a forte vocazione turistica, favorire la biodivesità rivedere e rivalutare l’intero sistema delle aree protette..”
QUINDI NON SARA’ INSTALLATA NESSUNA ANTENNA RADAR NELL’EX CASERMA NATO?
http://isoladifuori.blogspot.com/2008/12/io-sono-saviano-da-palermo-napoli.html

Esperimento Elettrosmog:
Siamo noi le cavie?
Antenne per i cellulari ed elettrodotti sono pericolosi?
Solo il tempo saprà contare le vittime di questo incredibile esperimento di massa.
di Beatrice Bardelli
Antenne per telefonia mobile, elettrodotti. Sono queste le fonti più pericolose dell'inquinamento elettromagnetico che sta preoccupando milioni di cittadini in tutta Italia ed anche in Toscana.
Ma l'inquinamento elettromagnetico è davvero pericoloso? Una cordata di noti scienziati che hanno molto spazio su giornali e riviste, Tullio Regge ad esempio, banalizza il problema sostenendo che i Campi Elettro Magnetici non fanno assolutamente niente. Vero? Falso? Allora puntualizziamo: PRIMO questi scienziati non hanno condotto mai uno studio serio sull'argomento; SECONDO In Europa le informazioni circolano attraverso i media ma in Italia stranamente si fermano sulle Alpi. Un esempio? Basta citare due documenti del Parlamento Europeo (attenzione, non di un qualsiasi comitato!) mai fatti circolare nel nostro paese se non grazie all'opera dei comitati che stanno lottando per tutelare la propria salute.
SPERIMENTAZIONE DI MASSA
Il professor Gerard Hyland, consulente del governo britannico sull'elettrosmog, ha scritto nel 2001 su incarico del Parlamento Europeo un documento dove si dice che l'esposizione permanente delle persone alle radiazioni delle Stazioni radio base (antenne) costituisce "una violazione al Codice di Norimberga (quello concepito dopo la follia dei campi di sterminio nazisti ndr) in quanto saranno queste persone in definitiva a rilevare in che misura l'esposizione cronica a questi campi sia nociva, informazione questa che attualmente NON è disponibile. In altre parole queste persone sono in effetti i soggetti involontari di una sperimentazione di massa". Esiste, poi, un altro studio del Parlamento Europeo sui danni alla salute provocati dall'elettrosmog (Nota STOA maggio 2001) dove si legge: "Secondo gli esperti del Centro Studi Europeo l'esposizione continua ai campi elettro magnetici potrebbe provocare DANNI GRAVI alla salute…i rischi per la salute sono numerosi….Dalle alterazioni al metabolismo ai danneggiamenti alle proteine e delle membrane cellulari, modificazione dei geni e del DNA, riduzione degli ormoni antiossidanti, alterazione dei processi enzimatici e biochimici essenziali, alterazioni del livello del calcio presente nel sistema nervoso centrale, del cervello e del cuore". Un rimedio suggerito dallo STOA? La lontananza dalle fonti che producono campi elettro magnetici! E l'Organizzazione Mondiale della Sanità? Si è espressa nel 1999 quando ha affermato che per il problema elettrosmog va applicato rigorosamente il Principio di Precauzione. Per l'OMS l'inquinamento elettromagnetico è una delle 4 emergenze sanitarie mondiali.
FINALMENTE IL REFERENDUM
E in Italia? Nel 1998, l'anno del Decreto Ronchi (6 volt per metro da non superare per le antenne con tendenza a minimizzare l'esposizione della popolazione) il Piano Sanitario Nazionale (1998/2000) parlava chiaramente di "sviluppo di neoplasie" (tumori) per l'esposizione a lungo termine ai campi elettro magnetici. Per quanto riguarda gli ELETTRODOTTI (campi a basse frequenze) nel giugno 2001 lo IARC, L'Agenzia per la ricerca sul cancro dell'OMS con sede a Lione, per la prima volta e dopo aver esaminato centinaia di studi sul tema, ha definito i campi elettro magnetici a bassa frequenza (quelli degli elettrodotti) "possibili cancerogeni". Considerando anche solo un'esposizione a 0,4 microtesla (la legge italiana prevede un limite di 100 microtesla) si raddoppia il numero delle leucemie infantili. Ad oggi in Italia vige un Decreto Legge del 1933 che prevede L'OBBLIGO per i cittadini di far passare gli elettrodotti sulle proprie proprietà. PER QUESTO IN PRIMAVERA CI SARA' UN REFERENDUM CONTRO "L'ELETTRODOTTO COATTIVO". E FIN D'ORA INVITIAMO TUTTI I CITTADINI AD ANDARE A VOTARE "SI" ALL'ABROGAZIONE DI QUEL DECRETO. PER LA TUTELA DELLA PROPRIA SALUTE.
Sulle ANTENNE PER TELEFONIA CELLULARE (campi ad alta frequenza), se siano o meno cancerogene, lo dimostreranno in seguito i cittadini esposti ai loro campi elettro magnetici. Attualmente i cittadini sono trattati dai gestori della telefonia cellulare, interessati solo al business, e da certi comuni, indifferenti ai problemi della salute, come CAVIE DA LABORATORIO. Noi chiediamo di essere esposti a valori minimi, come prevede la legge. I deputati, infatti, hanno scelto per legge di non essere esposti a più di 0,1 volt per metro (V/m), i nostri consiglieri regionali a 0,4 V/m, perché noi poveri cristi dobbiamo essere esposti a valori superiori fino a 6 V/m se un cellulare è in grado di funzionare a 0,01 V/m? Se non sono dimostrate cancerogene le antenne non fanno niente? Tutt'altro, e c'è poco da stare allegri. Bastano pochi esempi per capirlo (gli studi sul tema sono migliaia).
DANNI ALLA SALUTE
Intanto i campi elettro magnetici ad alta frequenza hanno effetti biologici. E' un dato scientifico che i campi elettro magnetici provocano la diminuzione della melatonina che regola l'equilibrio tra sonno e veglia. Ebbene, tale diminuzione provoca: rottura dei filamenti del DNA (anche le nuove antenne UMTS che hanno una frequenza simile a quella dei forni a microonde), alterazioni cromosomiche in piante, animali, esseri umani. Infine possono provocare danni al sistema immunitario anche a dosi bassissime. Tutto questo squilibrio aumenta il RISCHIO DI CANCRO. Ma non esiste solo il cancro. Il nostro cervello, il nostro cuore, le nostre cellule hanno una natura bioelettrica e sono molto sensibili ai campi elettro magnetici ARTIFICIALI, che stanno denneggiando l'equilibrio che il nostro corpo ha mantenuto per milioni di anni con i campi elettro magnetici della nostra terra che sono NATURALI. Qualsiasi tipo di radiazione elettromagnetica può provocare infarto. Inoltre è stato dimostrato come le donne esposte ai campi elettro magnetici siano maggiormente soggette ad aborto o malformazione dei feti. E poi ci sono i nervi. Il sistema nervoso, infatti, è molto sensibile ai campi elettro magnetici. Anche a fronte di minime esposizioni si sono riscontrati stati di irritabilità, mal di testa, vertigini, difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, ansia, depressione, possibile sterilità. Topi da laboratorio esposti al valore di 2 V/m diventano sterili alla terza generazione. E potremmo continuare ancora.
I CITTADINI NON VOGLIONO METTERE A RISCHIO LA PROPRIA SALUTE PER FAR GUADAGNARE PIU' SOLDI A QUALCUNO! Nel caso di "Radio Vaticano" per la prima volta in Italia gli esperti hanno confermato che esiste un nesso "causa-effetto" tra l'esposizione a campi elettro magnetici e leucemie e tumori. Ricordiamolo ancora: soltanto il tempo dimostrerà se le antenne avranno un effetto cancerogeno su di noi. Ma noi non vogliamo fare da cavie come hanno fatto i lavoratori esposti all'amianto che stanno morendo a distanza di 40 anni dall'avvenuta esposizione. Occorre organizzarsi ed imporre agli enti locali di rispettare i nostri diritti, primo tra tutti quello alla salute.
DUE MILIARDI DI POSSIBILI MALATI DI CANCRO A CAUSA DELLE RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE

NEW DELHI: Gli studi e le indagini svolte dall'Australian Health Research Institute indicano che, a causa di miliardi di volte maggiori in termini di volume di radiazione elettromagnetica emessa da miliardi di telefoni cellulari, internet, intranet e comunicazione wireless, la trasmissione dati renderà quasi un terzo della popolazione mondiale (circa due miliardi) a rischio di cancro all’orecchio, agli occhi e al cervello, oltre ad altri importanti disturbi del corpo, come problemi di cuore, impotenza, emicrania, epilessia.

Secondo gli studi i tessuti corporei dei bambini sono delicati e possono essere più soggetti a danni a causa dell’uso di gadget e dispositivi senza fili e non dovrebbero essere incoraggiati ad utilizzare il telefono cellulare.

Gli effetti fatali e volumetrici delle radiazioni elettromagnetiche sono emessi principalmente dalla telefonia mobile, antenne per la telefonia, torri, alberi, torri di trasmissione, forni a microonde, dispositivi wireless, sistemi e attrezzature.

Questi effetti nocivi sono stati certificati e confermati ripetutamente da molti leader medici e scientifici degli istituti di ricerca del mondo, tra cui ministeri della salute di vari governi e l'OMS , ora sono stati ammessi anche dal governo indiano nei loro recenti comunicati stampa.
http://freenfo.blogspot.com/2008/06/due-miliardi-di-possibili-malati-di.html

DANNI DA RADIAZIONI ELTTROMAGNETICHE

"Mens sana in corpore sano"
Si è vero, oggi si abusa eccessivamente di questa importante quanto elementare locuzione latina di Giovenale scritta non poche epoche passate.
Ma il nostro organismo se può sembrare ad un primo impatto assai robusto ed efficiente, necessita di molte attenzioni, forse troppe ai nostri tempi purtroppo.
Con il passare degli anni sono andati esponenzialmente aumentando, complice la sempre più complessa e ricca offerta di prodotti alimentari offerti dall'industria, i disturbi al nostro organismo provocati dai cibi.
Piccoli assorbimenti di quantità di cibo o elementi apparentemente innocui assunti giornalmente anche in modestissime quantità, spesso ripetute più volte nell'arco delle stesse 24 ore, possono recare danni al corpo di entità assai rilevanti.
Inizierà ora una serie di articoli che saranno presentati e che andranno a studiare alimenti che tanto spesso diamo così per scontati ed innocui a priori, ma che in realtà celano cause di possibili disturbi se assunti con regolare quantità senza averne il benché minimo sospetto.
Vi accorgete ben presto che alimenti così banali in realtà non sono più tali date le lunghe trasformazioni di prodotto dell'industria che vengono effettuate prima di essere portati in tavola!
http://freenfo.blogspot.com/2008/01/danni-da-radiazioni-elettromagnetiche.html

I CITTADINI DI ISOLA CONTRO INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
Isola delle Femmine Luglio 2007
AL VIA LA PETIZIONE PER DIRE NO SENZA SI! E SENZA MA!

I CITTTADINI DI ISOLA NON VOGLIONO L'ANTENNA CHE EMANA RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE PER UN RAGGIO DI 2 Km.

ANCHE a ISOLA delle FEMMINE inquinamento elettromagnetico delle antenne.

IL GIORNO 20 di DEL MESE DI DICEMBRE DEL 2006 IL CONSIGLIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DR CUTINO INFORMA CHE L’ENAV HA PRESENTATO UN PROGETTO PER L’INSTALLAZIONE, NELL’EX CASERMA NATO, DI UN RADAR ANTENNA WIND SHEAR PER LA RILEVAZIONE DEI VENTI.

LA COSTRUZIONE ALL’ENTRATA DEL NOSTRO PAESE CONSISTENTE DI UN TRALICCIO ALTO OLTRE I 30 METRI ESSENDO UN RADAR AD ALTISSIMA FREQUENZA SPRIGIONA ONDE ELETTROMAGNETICHE CON UN RAGGIO DI 360 GRADI CHEATTRAVERSEREBBE TUTTO IL PAESE AD UN’ALTEZZA DI 20 METRI E PER UN RAGGIO DI QUASI 2 KM.

LE EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE CHE SONO ALTAMENTE INQUINANTI E CHE INVESTIREBBERO LA GRAN PARTE DEL PAESE E DEI CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE. SAREBBE PREGIUDIZIEVOLE ALLA PUBBLICA INCOLUMITA’.

DANNOSA ALLA SALUTE UMANA.

NON ALL’ANTENNA SI ALLA SALUTE.

L’AREA SU CUI SI INTENDE INSTALLARE L’ANTENNA FA PARTE DI UN VASTO PROGETTO PER LA COSTITUZIONE DELLA PIU' GRANDE CITTA' DELLA SCIENZA D'EUROPA PER LO STUDIO E LA TUTELA DELLA FLORA E DELLA FAUNA DEL MEDITERANEO.

L’INTERA AREA E’ STATA RICONOSCIUTA DALLA COMUNITA' EUROPEA DI GRANDE IMPORTANZA DI TUTELA AMBIENTALE (Capo Gallo, Riserva marina, Fondali Di Isola delle Femmine…..)
C’E’ DA PREECISARE CHE ESENDO ALL’INTERNO DEI 150 METRI DAL MARE VI è UN VINCOLO DI INEDIFICABILITA’.

I CITTADINI DI ISOLA SI SONO ORGANIZZATI ED HANNO PROMOSSO UNA PETIZIONE POPOLARE CHE E’ PARTITA DOMENICA CON UNA PRIMA RACCOLTA DI FIRME IN PIAZZA E CHE CONTINUERA’ NEI PROSSIMI GIORNI.

http://isolapulita.blogspot.com/2007/01/interrogazione-parlamentare-on.html#links

ISOLA CITTA' DELLA SCIENZA ALL'EX BASE NATO
ISOLA DELLE FEMMINE LUGLIO 07
16 luglio 2007
A Isola delle Femmine , si trova un'area di cinquanta ettari e un chilometro di gallerie nelle viscere della montagna al centro dell’isola: fino al 1999 questo spazio era una polveriera e un hangar di un’ex base Nato. Adesso, questi spazi saranno convertiti in quella che è destinata a divenire una delle più grandi "Città della scienza" d'Europa per lo studio e la tutela della flora e della fauna del Mediterraneo, con annessi acquario, percorso ambientalistico, stazione di biologia marina e ostello della gioventù nelle vicinanze dell’aeroporto di Palermo.

Gli assessorati al Turismo ed all'Ambiente della Regione, la Provincia di Palermo, il Comune di Isola delle Femmine, Confindustria Sicilia, Tecla e Unimed sono fra i promotori del progetto che costerà circa cento milioni di euro e sarà coperto in parte da fondi europei e in parte da risorse dei partner.

Quello che da novembre potrebbe diventare un modello di sviluppo per il meridione, al termine cioè degli studi di fattibilità, è per Ettore Artioli, vicepresidente di Confindustria per il Mezzogiorno: "è un progetto interessante perchè le istituzioni pubbliche acquisiscono il bene dal demanio e si occupano delle opere strutturali; l'apporto dei privati è di tipo manageriale, per promuovere i flussi di visitatori e per far sì che un bene naturalistico quale la risorsa marina diventi anche strumento di attrazione turistica attraverso un'osservazione diretta e multimediale delle sue bellezze e delle tecniche di tutela adottate sul posto dagli scienziati".
COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA
http://www.isolapulita.it/

MARINA MILITARE EX CASERMA NATO DA DESTINARE AD OSTELLO DELLA GIOVENTU’
SOMMARIO:

1) RICHIESTA DEL SINDACO PORTOBELLO PROT 1423 27.1.06 .UTILIZZO DELL’EX CASERMA NATO : ENTE MARISICILIA MESSINA
2) OSTELLO DELLA GIOVENTU’ NELLA EX CASERMA NATO DICHIARAZIONE DEL SINDACO PORTOBELLO 19.4.06
3) DICHIARAZIONE DEL GRUPPO NUOVA TORRE RESA NEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 4.4.03 DA INSERIRE A VERBALE
4) DELIBERA DI CONSIGLIO N 33 DEL 30.04.03"RICHIESTA AL MINISTERO DELLA DIFESA DI RICONVERSIONE AD USO CIVILE DELL'AREA DELL'EX BASE NATO"
5) EX CASERMA NATO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE 4.05706 12.3.03 RISPOSTA 26.4.05
7) DELIBERA CONSIGLIO 62 28.11.03 DELIBERA DI CONSIGLIO 62 DEL 28.11.03
8) DELIBERA GIUNTA 50 6.4.06







1) RICHIESTA DEL SINDACO PORTOBELLO PROT 1423 27.1.06 .UTILIZZO DELL’EX CASERMA NATO ENTE MARISICILIA MESSINA

Isola 27.1.06
Spett.le MARISICILIA MESSINA
Oggetto: Richiesta utilizzo temporaneo locali demaniali siti in questo Comune.
Quest’amministrazione è venuta nella determinazione di ampliare la propria offerta turistica mediante la creazione di una struttura ricettiva destinata a un turismo giovanile impegnato nel sociale e nella tutela dell’ambiente. A tal fine si chiede a codesto Ente, proprietario degli immobili già sede della ex base NATO ancora classificati come tali ed in corso di sdemanializzazione, la concessione in via temporanea della parte degli stessi in passato adibiti a caserma che è intendimento destinare ad ostello giovanile. Si precisa che detto immobile, qualora concesso a quest’amministrazione, verrà utilizzato in modo da non costituire ostacolo all’utilizzo dei restanti immobili od aree da aprte di codesto Ente o di ulteriori concessionari, quali ad esempio l’ENAV. Si resta in attesa di conoscere le determinazioni che codesto Ente vorrà assumere. Il Sindaco Prof Gaspare Portobello.

2) OSTELLO DELLA GIOVENTU’ NELLA EX CASERMA NATO DICHIARAZIONE
SINDACO PORTOBELLO 19.4.06

E’ stata avviata da parte dell’amministrazione Comunale, la procedura per
la riutilizzazione dell’ex caserma base NATO, con lo scopo di adibirlo ad un
ostello della gioventù. Il sindaco Prof Portobello ha dichiarato:
“…… mi batterò con tutte le mie forze per restituire ai cittadini di
Isola per poterne fare un’ostello della gioventù, luogo di incontro di
cultura e di rilancio turistico….”.
19.04.2006
http://www.terrelibere.org/counter.php?riga=168

3)DICHIARAZIONE DEL GRUPPO NUOVA TORRE RESA NEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 4.4.03 DA INSERIRE A VERBALE
PREMESSO:
-CHE DI RECENTE IL Sindaco ha richiesto, per la trasparenza, ed ottenuto dal Ministero della Difesa l’immediata visita della dimessa caserma della Marina Militare;
-che questo Comune ha aderito al Progetto per la legalità, predisposto da altri Comuni della Provincia e sponsorizzato dal Ministero dell’Interno;
-che sulla scia della conclamata trasparenza e legalità della civica Amministrazione, in relazione all’approvazione dello schema di massima del PRG è doveroso conoscere quanti e quali trasferimenti di terreni si sono verificati nel periodo intercorrente dalla restituzione del PRG da parte dell’A.R.T.A. al Comune e fino ai nostri giorni,
con la presente dichiarazione
i sottoscritti Consiglieri Comunali invitano il Sindaco ed il Presidente del Consiglio Comunale, prima di trattare la nuova pianificazione del territorio locale in termini di zonizzazione. Di mettere a disposizione del Consiglio medesimo:
1)gli atti di vendita dei terreni stipulati dall’1.1.2000 al 31.3.2003, (che per legge i Notai sono obbligati a notificare al Comune dove è ubicato il bene ceduto, ai fini della fiscalità locale);
2)le richieste pervenute all’UTC del Comune in ordine a certificazioni di destinazione urbanistica dal 1.1.2000 al 31.3.2003 e copia delle certificazioni rilasciate da detto UTC nello stesso periodo.
La presente, affinché il Consiglio Comunale sia messo nelle condizioni di proporre ed approntare scelte ponderate e non essere coinvolto in cambi di destinazione urbanistica di tipo speculativo, presumibilmente posti in essere nel periodo: 1.1.2000- 31.3.2003
Isola 4.4.03 Firmato Gradino Ferrante Dionisi Billeci


4) DELIBERA DI CONSIGLIO N 33 DEL 30.04.03"RICHIESTA AL MINISTERO DELLA DIFESA DI RICONVERSIONE AD USO CIVILE DELL'AREA DELL'EX BASE NATO"
delibera di Consiglio n 33 del 30.04.03
Il presidente propone l'adozione della seguente deliberazione:
"Richiesta al Ministero della Difesa di riconversione ad uso civile dell'area dell'ex base NATO"
Il consiglio comunale
Premesso che sul territorio di questo comune insiste un ex deposito munizioni marina Militare;
Vista la nota del Ministero della difesa- Gabinetto del Ministro- Servizio Pubblica informazione, del 20.3.2003. prot n 7/13987/12.17.75/03, con la quale, in risposta a specifica richiesta del Consigliere Giuseppe Ferrante, si comunica:
Che con decreto Ministeriale del 20.12.1998, su richiesta dello stato maggiore della Marina, è stata disposta la definitiva soppressione dell'Ente deposito munizioni della Marina Militare, sito in Isola delle Femmine;
Che, a seguito di quanto disposto, si è proceduto all'effettuazione dei lavori di messa in sicurezza del manufatto e l'infrastruttura è stata cancellata dall'inventario della NATO;
che è incorso di perfezionamento il decreto di dismissione del bene per la sua restituzione all'agenzia del Demanio e che, in assenza di richiesta da parte di organi dello Stato, è prevista la cessione di detto bene alla Regione Sicilia;
Delibera
Prendere atto che, sulla base di quanto dichiarato dal Ministero della Difesa, l'utilizzazione dell'infrastruttura di che trattasi per fini militari è da ritenersi priva di qualsiasi fondamento e che, pertanto, la stessa dovrà essere riconvertita ad usi civili.
Riservarsi di richiedere all'ente cui perverrà la proprietà del bene di concordare la destinazione ultima del bene stesso.
Il consiglio Comunale Vista la superiore proposta di deliberazione
Ritenutola meritevole di approvazione
Con voti unanimi, espressi per alzata di mano, accertati e proclamati da presidente
delibera
Approvare la superiore proposta di deliberazione
3) EX CASERMA NATO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE 4.05706 12.3.03 RISPOSTA 26.4.05Rifondazione Comunista Interrogazioni Presidenza del Consiglio Interrogazione a risposta scritta 4.05706 del 12 marzo 2003 e risposta pubblicata il 26 aprile 2005
Torna ad elenco Interrogazione a risposta scritta 4.05706 del 12 marzo 2003 e risposta pubblicata il 26 aprile 2005 RUSSO SPENA, DEIANA e CENTO Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della difesaPer sapere - premesso che: in località Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, sorge una base militare NATO ove sono stoccati munizionamenti ed armamenti di cui non è nota né l'esatta tipologia né la consistenza quantitativa; essendo la località di Isola delle Femmine in prossimità del grande centro abitato del comune di Palermo, è di vitale importanza che siano adottate tutte le precauzioni onde scongiurare eventi accidentali che potrebbero procurare drammatiche conseguenze per la popolazione civile -: quale sia la natura degli armamenti e dei munizionamenti stoccati presso la base militare sita nel territorio del comune di Isola delle Femmine (PA); se tale base sia o sia stata classificata quale «deposito generale munizioni Nato»; quali e quante siano le altre basi classificate con la stessa classificazione; quale sia la natura del tipo di armamento contenuto nelle basi denominate «deposito generale munizioni Nato»; se in tali basi siano presenti magazzini di materiali di difesa NBC (Nucleare, batteriologica, chimica); quali siano i piani di emergenza previsti per la popolazione civile delle aree circostanti tali basi; se siano stati valutati i rischi connessi alla vicinanza ad Isola delle Femmine dell'area metropolitana della città di Palermo; quali siano gli intendimenti del Governo per la futura operatività di tale base; se in relazione all'adozione del principio di cautela non ritenga opportuno il suo smantellamento. (4-05706)Risposta. - Occorre in premessa precisare che in Italia non esistono depositi di munizioni costruiti, gestiti ed impiegati dalla NATO nei termini indicati con l'atto in questione. In particolare, alcuni depositi attualmente in uso, presentano internamente delle strutture costruite e/o ampliate con fondi NATO - e, pertanto, inserite nell'inventario NATO - ma, di fatto, sono gestiti ed impiegati per le esigenze delle nostre Forze armate. Ciò posto il deposito munizioni della Marina militare, sito nel territorio del comune di Isola delle Femmine (Palermo), è stato soppresso a far data dal 30 giugno 1998, in attuazione delle disposizioni di cui al decreto ministeriale 20 dicembre 1998 e, alla fine dello stesso anno, sono state completate le operazioni di trasferimento del munizionamento presente a quella data all'interno dei relativi locali. Al riguardo, il sindaco del suddetto comune, a seguito di un sopralluogo effettuato nel marzo 2003 per verificare la presenza o meno di armi nell'area in argomento, ha confermato che la base non viene più utilizzata quale deposito di munizioni. In particolare, il citato Deposito è stato ufficialmente cancellato dall'inventario NATO il 29 febbraio 2000 e chiuso il successivo 1o aprile, con conseguente completamento dei lavori di messa in sicurezza dell'infrastruttura mediante chiusura definitiva delle gallerie con elementi strutturali. Stante la carenza d'interesse al mantenimento della disponibilità del bene, per le finalità istituzionali della Forza armata, ne è stata determinata la dismissione. Il relativo iter procedimentale è, allo stato, in corso di definizione. A tal proposito, l'Ufficio territoriale del Governo di Palermo ha reso noto che l'amministrazione comunale interessata ha già intrapreso iniziative volte ad ottenere l'affidamento dell'intera area in parola per includerla nella locale riserva naturale. Quanto alla disponibilità di altri depositi classificati con la stessa denominazione «NATO», sono attualmente in uso tre depositi, nei quali viene custodito munizionamento navale di tipo convenzionale e, in particolare, in due di essi è presente materiale di proprietà nazionale destinato esclusivamente alla protezione individuale e al rilevamento NBC che non comporta, quindi, alcun pericolo per le aree abitate limitrofe. Con riferimento, in ultimo, ai piani d'emergenza per la popolazione civile si precisa che la predisposizione degli stessi è demandata alle prefetture territorialmente competenti con l'eventuale concorso della Difesa. Peraltro, si sottolinea che la scelta dei siti su cui dislocare i depositi e le misure di sicurezza in atto escludono eventuali pericoli per le aree abitate. Il Ministro della difesa: Antonio Martino.[ comunicati stampa ] [ rassegna stampa ] [ interventi in aula ] [ attività parlamentare ] [ dossier ] [ chi siamo ] [ home page ]

http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed604/btris.htm
http://robertocantoni.splinder.com/archive/2005-11


Delibera 33 30.4.03
Richiesta al ministero della difesa per riconversione ex base Nato per Un'ostello della gioventù a Isola delle Femmine
UN'OSTELLO DELLA GIOVENTU' NELL'EX BASE NATO

E’ stata avviata da parte dell’amministrazione Comunale, la procedura per
la riutilizzazione dell’ex caserma base NATO, con lo scopo di adibirlo ad un
ostello della gioventù. Il sindaco Prof Portobello ha dichiarato:
“…… mi batterò con tutte le mie forze per restituire ai cittadini di
Isola per poterne fare un’ostello della gioventù, luogo di incontro di
cultura e di rilancio turistico….”.
19.04.2006
delibera di Consiglio n 33 del 30.04.03
Il presidente propone l'adozione della seguente deliberazione:
"Richiesta al Ministero della Difesa di riconversione ad uso civile dell'area dell'ex base NATO"
Il consiglio comunale
Premesso che sul territorio di questo comune insiste un ex deposito munizioni marina Militare;
Vista la nota del Ministero della difesa- Gabinetto del Ministro- Servizio Pubblica informazione, del 20.3.2003. prot n 7/13987/12.17.75/03, con la quale, in risposta a specifica richiesta del Consigliere Giuseppe Ferrante, si comunica:
Che con decreto Ministeriale del 20.12.1998, su richiesta dello stato maggiore della Marina, è stata disposta la definitiva soppressione dell'Ente deposito munizioni della Marina Militare, sito in Isola delle Femmine;
Che, a seguito di quanto disposto, si è proceduto all'effettuazione dei lavori di messa in sicureazza del manufatto e l'infrastruttura è stata cancellata dall'inventario della NATO;
che è incorso di perfezionamento il decreto di dismissione del bene per la sua restituzione all'agenzia del Demanio e che, in assenza di richiesta da parte di organi dello Stato, è prevista la cessione di detto bene alla Regione Sicilia;
Delibera
Prendere atto che, sulla base di quanto dichiarato dal Ministero della Difesa, l'utilizzazione dell'infrastruttura di che trattasi per fini militari è da ritenersi priva di qualsiasi fondamento e che, pertanto, la stessa dovrà essere riconvertita ad usi civili.
Riservarsi di richiedere all'ente cui perverrà la proprietà del bene di concordare la destinazione ultima del bene stesso.
Il consiglio Comunale Vista la superiore proposta di deliberazione
Ritenutola meritevole di approvazione
Con voti unanimi, espressi per alzata di mano, accertati e proclamati da presidente
Piano Regolatore Gestione della fascia costiera ex caserma NATO

http://la-rinascita-a-isola-delle-femmine.blogspot.com/search?q=ostello+della+giovent%C3%B9

I CITTADINI DI ISOLA CONTRO INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
Caricato da isolapulita

LA CONTRADDIZIONE NELLO STESSO SITO.........
Anno 2007: Stipulato protocollo di intesa per la creazione di un acquario marino (Portobello: “sorgerà una cittadella Universitaria delle scienze di biologia Marina…”) nella ex caserma nato di Isola delle Femmine. Forse qualcuno ha dimenticato che all’Ufficio tecnico comunale è depositata una richiesta per l'installazione di un’antenna radar per la rilevazione dei venti in termini di intensità e di direzione da comunicare agli aerei di Punta Raisi in fase di atterraggio e di decollo.
Non siamo in grado di dire se un progetto escluderà l’altro. Ai posteri la sentenza.
Intanto diciamo che il protocollo di intesa fortemente voluto dalla Provincia di Palermo con il Suo Presidente Musotto e l’ Assessore Loddo, con un finanziamento di 80 milioni di euro da parte della Comunità Europea. Il protocollo d’intesa è stato firmato dal Sindaco Portobello dal presidente della provincia di Palermo, dall’asssessore Loddo, dall’assessore Regionale all’ambiente Interlandi oltre che dalla Confindustria, dall’Arpa, dall’Università di Palermooltre che dai rappresentanti della Società Tecla e dall’Amministratore delegato della Unimed Servizi.
Per l’opera che sarà terminata nel 2008 sarà affidato uno strudio di consulenza geotecnica all’ing Carrubba e idrogeologica ed idraulica all’ing Buffa.
In questa fase ci affidiamo all’impegno dell’Assessore Regionale all’Ambiente Rossana Interlandi: “..l’iniziativa tende a valorizzare la riserva marina di Isola delle Femmine-Capo Gallo a forte vocazione turistica, favorire la biodivesità rivedere e rivalutare l’intero sistema delle aree protette..”
QUINDI NON SARA’ INSTALLATA NESSUNA ANTENNA RADAR NELL’EX CASERMA NATO?


ISOLA CITTA' DELLA SCIENZA ALL'EX BASE NATO
Caricato da isolapulita





Il Comitato Cittadino Isola Pulita invita l’intera Cittadinanza di Isola delle Femmine alla manifestazione di Sabato 31 gennaio 2009 per protestare contro l’installazione sul nostro territorio dell’antenna Radar Wind Shear.
L’inquinamento da onde elettromagnetiche a Isola delle Femmine sta diventando di portata sempre maggiore, infatti le antenne sui tetti del nostro paese sono aumentate e continuano ad aumentare; di conseguenza sono aumentati i pericoli per la salute dei cittadini, tanto da essere ormai una aggressione quasi selvaggia.

In Paese siamo ormai assediati da antenne di radiofonia mobile, i vari gestori hanno installato NOVE antenne ed in itinere da installare vi è il progetto dell'antenna per la rilevazione dello scirocco da posizionare alla ex caserma NATO.

La corsa alle installazioni di antenne continua e sembra non voler rallentare.
Oggi il problema si pone per una antenna che dovrà essere posta sul sito della ex caserma NATO.

Come sempre non appena trapela qualche notizia, ai cittadini preoccupati delle conseguenze di IMPATTO Ambientale e di INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO, NULLA VIENE ACCENNATO E ANZI SI TENTA O DI NEGARE E QUANDO NON SI RIESCE SI MINIMIZZA LE CONSEGUENZE SULLA SALUTE UMANA
La costruzione all’entrata del nostro paese consistente di un traliccio alto oltre i 30 metri per l’installazione di un radar ad altissima frequenza che sprigiona onde elettromagnetiche con un raggio di 360 gradi attraversando così tutto il paese ad un’altezza di 20 metri e per un raggio di quasi 2 km.

Le emissioni elettromagnetiche sono altamente inquinanti e investirebbero la gran parte del paese e dei cittadini di Isola delle Femmine, pregiudizievole alla pubblica incolumita’.

Dannosa alla salute umana.

NO all’antenna si alla salute.


L’area su cui si intende installare l’antenna fa parte di un vasto progetto per la costituzione della piu' grande citta' della scienza d'europa per lo studio e la tutela della flora e della fauna del mediteraneo.

L’intera area e’ stata riconosciuta dalla comunita' europea di grande importanza di tutela ambientale (Capo Gallo, riserva marina, fondali di isola delle femmine…..)
c’e’ da precisare che essendo all’interno dei 150 metri dal mare vi è un vincolo di inedificabilita’.

Negli scorsi mesi il consiglio comunale aveva votato all’unanimita’ una mozione in cui si esprimeva la decisione di un netto rifiuto al progetto dell’installazione dell’antenna a isola delle femmine. Alla conferenza tenutasi a palazzo d’Orleans il sindaco Portobello doveva farsi portavoce della ferma volonta’ del consiglio comunale.

No all’antenna senza si e senza ma!

la nostra impressione che abbia prevalso la posizione:
possiamo parlarne!

intanto incarichiamo un consulente………………bla bla bla bla bla bla....................


Dopo l’inquinamento, che abbiamo chiamato Alga Rossa.
Dopo l’inquinamento acustico, l’inquinamento causato dalla Italcementi;
Dopo l’installazione a Isola delle Femmine di un stabilimento di calcestruzzi;
Dopo il ritrovamento di alcune discariche a cielo aperto nel nostro paese, per non parlare delle tante aree (sino ad oggi se ne contano almeno 17) abbandonate e che fungono anch’esse da discariche pubbliche;

Tranquilli, non vogliamo parlare dell’immondizia che ormai inonda ogni angolo del nostro paese.

Vediamoci Tutti Sabato 31 gennaio 2009 in Piazza Umberto 1 alle ore 9,30 da dove in corteo raggiungeremo la ex base della Marina Militare

Comitato Cittadino Isola Pulita

ELETTROMAGNETISMO E SALUTE. LE CAVIE SIAMO NOI
Presentazione di Stefano Scippa, psicologo dell’ambiente e della salute. Come si manifesta la percezione di una possibile minaccia per la nostra salute e l’ambiente in cui viviamo? Il fatto di possedere la sensibilità di recepire un determinato rischio è solo frutto di fantasia ed immaginazione oppure è una realtà plausibile della quale dobbiamo prendere atto? Lo stato attuale dello sviluppo tecnologico invade ormai la nostra quotidianità in tutti i suoi aspetti: gli spazi urbani, il mondo del lavoro, i mezzi di comunicazione e perfino il tempo libero; questo processo evolve in maniera sempre più rapida ed incalzante. Ecco che questa particolare percezione diventa dunque un elemento di grande attualità, riguardante dia gli eventi su scala locale che globale. I Comitati di cittadini indipendenti, nati spontaneamente, hanno sentito l’urgente necessità di effettuare una reale indagine epidemiologica sperimentale sui CEM (campi elettromagnateci), al fine di ottenere informazioni di prima mano, sullo sviluppo delle tecnologie, ed i rischi ambientali ad esse correlati. Il fine ultimo è quello di conseguire un impegno delle tecnologie nella tutela della salute, ed al contempo più rispettoso dell’ambiente. Questo volumetto è stato prodotto e realizzato con VOLABO, Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Bologna, nell’ambito del progetto “Elettromagnetismo e salute: le cavie siamo noi”.
Info: http://www.blogger.com/viviana.sabatini@infinito.it sezione "News") un'intervista fatta a Veronesi sui CEM da un giornalista di Radio Vaticana. L'intervista contiene alcune informazioni fuorvianti e pericolose (ad es: confusione tra il magnetismo terrestre e la gravità; i CEM non provocano rottura del DNA e quindi non possono provocare i tumori, ecc...). Sono inoltre disponibili le interrogazioni a risposta scritta che il Sen. Casson ha presentato sulla necessità urgente di rivedere i limiti di esposizione ai CEM imposti dai due DPCM del 2003, in senso cautelativo e sulla vicenda riguardante la Commissione Oncologica Nazionale.
Chi fosse interessato a ricevere l'intervista a Veronesi e le interrogazioni a risposta scritta di Casson può richiederle alla nostra segreteria all'indirizzo di posta elettronica http://www.blogger.com/isde@ats.it


ENAV S.p.A.Palermo, 26 giugno 2007
COMUNICATO STAMPA
Sistema per il rilevamento del wind-shear a Palermo Punta Raisi
ENAC-ENAV-GESAP CHIEDERANNO DI INCONTRARE LE PARTI ISTITUZIONALI
I vertici di ENAC, ENAV e GESAP si sono incontrati a Palermo per affrontare il problema delle criticità legate all’installazione del nuovo radar meteorologico, che fa parte integrante del sistema destinato al monitoraggio del fenomeno del wind-shear nell’aeroporto di Palermo Punta Raisi. Alla riunione hanno partecipato anche i vertici dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV), l’Autorità dello Stato italiano preposta allo svolgimento delle inchieste tecniche
aeronautiche nonché ad attività di studio e di indagine a fini di prevenzione.
Il fenomeno del wind-shear, oggetto di una estesa sperimentazione, si caratterizza per le repentine variazioni di direzione ed intensità del vento nelle aree aeroportuali, che possono creare criticità negli atterraggi e decolli degli aeromobili. Tale fenomeno è oggetto di approfonditi studi a livello internazionale. Il programma, iniziato due anni fa, s’inquadra nello scenario fissato con la firma di un protocollo da parte di ENAC-ENAV-GESAP e ha lo scopo di pervenire al rilevamento del windshear, in modo da consentire una tempestiva allerta ai piloti e dunque garantire sempre maggiori livelli di sicurezza.
Dalle analisi congiunte, sia operative che tecniche, è stato confermato che l’unico sito idoneo nel quale istallare l’indispensabile radar meteorologico (TDWR – Terminal Doppler Weather Radar) è quello a suo tempo identificato nel sedime del demanio nel territorio del Comune di Isola delle Femmine. La Giunta cittadina non ha tuttavia ancora dato parere favorevole a questa determinante installazione.
Tutte le diverse alternative prese in considerazione sono risultate completamente inidonee a garantire i livelli di operatività e di efficienza necessari.
ENAC, ENAV e GESAP, con la totale condivisione dell’ANSV, chiederanno quindi un
incontro a tutte le istituzioni locali per sensibilizzarle sull’importanza della tematica e sbloccare la situazione che si è venuta a creare.
In tale sede saranno evidenziate le conseguenze negative che deriveranno - a livello non soltanto regionale, ma anche nazionale ed internazionale - dalla impossibilità di installare nel territorio del Comune di Isola delle Femmine il citato radar meteorologico. Il sistema in via di installazione sull’aeroporto di Palermo Punta Raisi, che è stato scelto per le sue peculiarità rispetto al fenomeno, rappresenta infatti il “banco prova” per la sua successiva implementazione anche su
altri aeroporti dove è presente il fenomeno del wind-shear.
Il programma è attualmente finanziato con fondi europei con il vincolo del completamento dello stesso entro il 2008. La mancata installazione del citato radar meteorologico nel sito individuato comporterebbe, oltre tutto, la perdita dei fondi già stanziati e la compromissione dei finanziamenti per gli altri scali interessati dal fenomeno, con conseguenze negative anche sotto il profilo della finanza pubblica italiana.
http://www.enav.it/ec5/enav/it/comunicazione/ufficio_stampa/comunicati/pdf/2007/Palermo26Giugno2007.pdf


Ars, nuovo scontro nella maggioranza stop alla sanatoria del golf resort di Sciacca
Repubblica — 31 luglio 2008
Un nuovo blitz per consentire di realizzare campi di golf vicino al mare. E una nuova bocciatura da parte dell' Ars. La legislatura appena cominciata ripropone uno scontro che aveva acceso parte della precedente: arriva in aula una norma che prevede la possibilità di derogare al divieto di edificare entro 150 metri dalla battigia per fare spazio a manti erbosi, laghetti artificiali, bunker e buche. Per favorire la pratica anche nell' Isola di uno degli sport tradizionalmente d' elite e sviluppare l' ambito «turismo dei ricchi». Un intervento caldeggiato dal sottosegretario Gianfranco Micciché, anche per sbloccare la costruzione del resort di Rocco Forte a Sciacca, un mega-investimento da 125 milioni che ha goduto del sostegno della Regione e di Sviluppo Italia. La norma era stata inserita "in corsa" all' interno di un disegno di legge presentato da Francesco Musotto e dal capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini che aveva tutt' altro obiettivo: quello di favorire l' installazione di opere di sicurezza in prossimità degli aeroporti, consentendo all' assessorato al Territorio di superare il parere contrario dei Comuni interessati, sentendo solo il consiglio regionale per l' urbanistica. Una disposizione, quest' ultima, scritta soprattutto per consentire la realizzazione di un radar per limitare i rischi del wind-shear nello scalo di Punta Raisi, attorno alla quale è sorto un conflitto fra la Regione e il Comune di Isola delle Femmine. Il golf ha fatto irruzione in questo testo per volontà di Fabio Mancuso, presidente della commissione Territorio dell' Ars e uomo vicino a Micciché. Ma ieri, a Sala d' Ercole, il disegno di legge ha trovato prima la perplessità di Musotto: «Rischiamo di far impallinare un provvedimento urgente come quello sugli aeroporti per effetto dell' inserimento di altre norme non concordate», ha detto l' ex presidente della Provincia di Palermo che ieri ha incontrato l' altra transfuga del Pdl, Giulia Adamo, per porre le basi di un gruppo parlamentare autonomo sul modello di una Lega del Sud. E il Pd, per voce di Roberto De Benedictis, ha espresso in aula il proprio disappunto: «In conferenza dei capigruppo si era deciso di portare avanti solo la disposizione sulla sicurezza aeroportuale». Il presidente vicario dell' Ars, Santi Formica, di fronte alla polemiche ha deciso di stralciare la norma sul golf e rispedirla in commissione. Approvato, invece, l' articolo sugli aeroporti che attende solo il voto finale. Hanno subito uno stop anche gli altri due disegni di legge all' ordine del giorno: quello sulla valorizzazione dei mercati storici e la norma sulle autorizzazioni all' esercizio di cava. è sbarcato a Sala d' Ercole anche il provvedimento, varato ieri l' altro in commissione Bilancio, che stanzia i fondi (57 milioni in tutto) per bandire le gare per i collegamenti veloci con le isole Eolie ed Egadi. Ma il testo non è stato discusso per l' assenza dell' assessore competente. Il deputato del Pd Giuseppe Apprendi dice che «è davvero singolare quello che è successo in aula: quattro disegni di legge da esaminare, e neppure uno approvato. Evidentemente o la maggioranza è incapace di svolgere il proprio lavoro, o c' è un contrasto fra la stessa maggioranza e il governo, che impedisce al parlamento di lavorare». Apprendi va all' attacco: «Così non si può andare avanti - conclude - la Sicilia attende risposte, mentre il centrodestra, nonostante abbia una netta maggioranza parlamentare, sa fare solo annunci». - e. la.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/31/ars-nuovo-scontro-nella-maggioranza-stop-alla.html

Seduta n. 71 del 23/10/2008
INTERROGAZIONI PER LE QUALI È PERVENUTARISPOSTA SCRITTA ALLA PRESIDENZA

FALLICA. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
in data 29 ottobre 2003 (a.c. 2-00956) l'interrogante ha presentato una interpellanza avente per oggetto la pericolosità rappresentata dal windshear, fenomeno meteorologico particolarmente rilevante per l'aeroporto di Palermo Punta Raisi, oltre che per gli aeroporti di Reggio Calabria, Catania, Napoli, Roma, Genova, Milano Malpensa per citare solo quelli più interessati da questo pericoloso problema meteorologico;
a seguito dell'interpellanza presentata, ENAC, ENAV e GESAP, quale gestore dell'aeroporto di Punta Raisi, formavano un comitato di studio che provvedeva a formulare un piano strategico di azione dal quale Palermo Punta Raisi risultava,
tra gli aeroporti nazionali, quello più esposto a questo pericoloso fenomeno;
gli studi effettuati dal CNR e da rilevanti Enti stranieri indicavano Palermo Punta Raisi come l'aeroporto più idoneo sul quale concentrare gli sforzi economici e di studio a quel tempo frammentati inutilmente su vari aeroporti, ciò che portava Palermo Punta Raisi ad essere considerato polo di eccellenza internazionale per lo studio e la difesa da questo importante e pericoloso fenomeno meteorologico;
ENAV appaltava la realizzazione sull'aeroporto di Palermo Punta Raisi di un programma suddiviso in due fasi che avrebbe portato in breve tempo a dotare l'aeroporto di Palermo Punta Raisi di infrastrutture idonee per la rilevazione e la difesa dal Windshear a tutela dell'incolumità degli utilizzatori dell'aeroporto, già teatro nel passato di gravi incidenti, ed a contribuire quale polo di studio primitivo per l'installazione delle infrastrutture più idonee sugli altri aeroporti nazionali purtroppo interessati dal fenomeno;
elemento di non secondaria importanza della prima fase del programma era l'integrazione dei dati ricavati dall'utilizzazione di un radar meteorologico TWDR unitamente ad altri due sistemi di rilevazione cosiddetti LLWS e SODAR;
il radar meteorologico TDWR del quale era prevista l'installazione nel 2007 non è ancora stato installato;
l'intero programma nazionale di difesa degli aeroporti da questo fenomeno meteorologico risulta sospeso o peggio cancellato per la mancata rilevazione dei dati provenienti dal radar TWDR non ancora installato;
l'ANSV, Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, Ente posto sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio, ha rilevato la pericolosità del ritardo determinato dal programma windshear sollecitando ENAC ed ENAV a realizzare celermente il programma ad esclusivo interesse della sicurezza del volo;
ENAV non intende attuare la seconda fase nel quale è stato suddiviso il programma fino a quando non sarà ultimata la sua prima fase;
le risorse economiche previste per questo programma di sicurezza rischiano di essere perdute o dirottate su altri programmi di minore rilevanza per la sicurezza del volo
-:che cosa intendano fare ENAC, ENAV e GESAP per migliorare la sicurezza delle operazioni di volo sull'aeroporto di Palermo Punta Raisi, con particolare rilevanza al fenomeno di windshear che è stato già causa in passato di più di un incidente non soltanto sull'aeroporto di Punta Raisi.
(4-00832)
Risposta. - In riferimento all'interrogazione in esame, si forniscono i seguenti elementi di risposta.
Il progetto «Palermo Wind Shear» prevede la realizzazione di un sistema integrato che utilizza diverse tecnologie di rilevazione e previsione del fenomeno wind shear, in specifico i sistemi Automatic Weather Observation System Stazione automatica di rilevamento dati meteo (AWOS) esistente; Sounding Detection And Ranging - Sensore meteo rilevamento Wind Shear a ultrasuoni (SODAR/RASS) esistente e da rilocare Low Level Wind Shear Automatic System - Sistema di rilevamento del vento a bassa quota (LLWAS) esistente e da ottimizzare mediante installazione di tre stazioni anemometriche su altrettante piattaforme marine off shore; Terminal Doppler Weather Radar - Radar Meteo Doppler di Terminal (TDWR) da fornire ed installare.
La realizzazione del progetto in argomento non ha accusato eventi di carattere straordinario ad eccezione dell'installazione del sistema TDWR per il quale ad oggi non è stato ancora possibile acquisire la necessaria autorizzazione.
In particolare l'ente nazionale di assistenza al volo (ENAV) ha proceduto alla fornitura di tutti gli apparati e sistemi, alla rilocazione dell'esistente sistema SODAR/RASS, all'installazione del sistema di elaborazione
dati presso il centro Aeronautical Reporting Office - Ufficio Informazioni Aeronautiche e meteorologiche (ARO/TWR). La società ad ultimo fa sapere che è in corso di esecuzione l'ammodernamento del sistema LLWAS e che per novembre 2008 ne prevede l'ultimazione.
Quanto al Sistema Radar Meteo (TDWR), oggetto specifico dell'interrogazione parlamentare si fa presente come per l'installazione dello stesso, in conformità dei requisiti standard di ubicazione definiti dalla Federal Aviation Organization - Ente Federale U.S.A per il Traffico Aereo (FAA) l'ENAV ha individuato un sito di proprietà della Marina militare italiana ricadente nell'Isola delle Femmine (Palermo).
In data 15 marzo 2006, a fronte del parere positivo espresso dalla Marina militare italiana, l'Agenzia del demanio ha concesso all'ENAV all'interno del suddetto sito un'area di mq 400 necessaria per l'installazione del radar in parola.
Successivamente, in data 12 maggio 2006, l'Ente nazionale di assistenza al volo ha inoltrato domanda di autorizzazione per l'avvio dei lavori presso il Comune di Isola delle Femmine. Tuttavia, in data 10 gennaio 2007 l'amministrazione comunale ha rigettato tale richiesta in quanto l'intervento non è stato giudicato compatibile con il vigente strumento urbanistico e con i vincoli dettati dalla disposizione di cui all'articolo 15 legge regionale n. 78 del 12 giugno 1976 - fascia di rispetto costiera.
Pertanto, in data 19 luglio 2007 si è tenuto un incontro con i presidenti della Regione Sicilia e della provincia di Palermo e il sindaco del Comune di Isola delle Femmine, alla riunione hanno partecipato a supporto dell'azione ENAV,- anche l'Ente Nazionale della Aviazione Civile (ENAC) e l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV).
In quella sede è stato richiesto ad ENAV di voler individuare eventuali siti alternativi a quello indicato dalla Marina militare italiana nonché di effettuare una ulteriore verifica circa l'emissione di campi elettromagnetici.
Con nota dell'agosto 2008 ENAV ha ribadito che Isola delle Femmine costituisce l'unica soluzione possibile e che non è emerso al riguardo nessun problema inerente al profilo delle radiazioni magnetiche.
Tuttavia, con nota del 10 settembre 2007, l'Amministrazione comunale di Isola delle Femmine ha ribadito la sua posizione confermando il parere sfavorevole all'installazione del radar meteo.
In questa fase si sottolinea come conseguentemente ENAC, con disposizione del 13 settembre 2007, abbia comunque dichiarato l'installazione in questione presso il sito prescelto, di pubblico interesse ai sensi e per gli effetti dell'articolo 696 del codice della Navigazione.
Ad ottobre 2007, ai sensi dell'articolo 7 legge regionale n. 65/821 e dell'articolo 15 legge regionale 78 76, ENAV ha dato avvio all'iter autorizzativo per l'installazione del radar sopra citato al fine di acquisire la prevista deroga tesa all'autorizzazione del progetto in variante allo strumento urbanistico vigente nel Comune di Isola delle Femmine precedentemente menzionato. In coerenza di tale iniziativa ad aprile 2008 l'ANSV ha emesso la raccomandazione di sicurezza n. ANSV-I/SA/08 in merito alla installazione di cui si discute.
Con ulteriore nota del 30 aprile 2008 ENAV ha ribadito la richiesta formulata in proposito ed ha portato a conoscenza alle amministrazioni coinvolte l'emissione della raccomandazione di sicurezza sopra richiamata.
In particolar modo, al fine di superare l'impossibilità ad edificare nella fascia entro i 150 metri dalla battigia senza l'assenso del Comune, si segnala come sia stato presentato all'Assemblea regionale siciliana, un apposito disegno di legge al fine di modificare la procedura con la possibilità di concedere una deroga da parte dell'assessore regionale competente per la materia.
In data 6 agosto 2008 l'Assemblea della regione Sicilia ha infatti approvato un disegno di legge a titolo «Legge per la sicurezza del volo negli aeroporti siciliani» che nell'articolato prevede che «con l'osservanza delle procedure previste dall'articolo 7 della legge regionale 11 aprile 1981, n. 65, e successive modifiche ed integrazioni, possono essere concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a) del primo comma dell'articolo 15 della legge regionale n.78/76, per le opere di manutenzione straordinaria, di ammodernamento e di potenziamento, strettamente funzionali alla sicurezza dei voli negli aeroporti già in esercizio alla data di pubblicazione della presente legge, munite delle autorizzazioni rilasciate dagli enti preposti».
Detta norma precisa che «qualora per rilevante interesse pubblico sia necessario eseguire opere di interesse statale o regionale da parte degli enti istituzionalmente competenti in difformità delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, i progetti di massima o esecutivi, ove compatibili con l'assetto territoriale, possono essere autorizzati dall'assessore regionale per il territorio e l'ambiente, sentiti i comuni interessati. Nel caso di avviso contrario da parte di uno o più comuni interessati, l'assessore regionale per il territorio e l'ambiente adotta le proprie determinazioni sentito il Consiglio regionale dell'urbanistica».
Per quanto detto, prevedendosi l'esito favorevole del descritto iter, già da tempo ENAV ha provveduto a effettuare i coordinamenti e la pianificazione delle attività con la Società Selex-Si, al fine di contrarre al massimo i tempi di esecuzione e di salvaguardare por quanto possibile i finanziamenti del Programma operativo nazionale (PON-T).
Fermo quanto rappresentato, posto lo stretto coordinamento con ENAC Società di gestione dell'aeroporto Falcone e Borsellino (GESAP) ed ANSV, ENAV S.p.A. si è adoperata con ogni strumento a disposizione per pervenire all'ottenimento della necessaria autorizzazione per l'installazione del Radar non mancando di sottolineare ad ogni passaggio delle azioni intraprese la criticità e l'urgenza pertinente alla realizzazione del programma.
In via conclusiva e per completezza di valutazioni si evidenzia come i1 programma in questione sia stato diviso in due fasi. La prima è quella attualmente in corso di cui si è dato conto nel presente foglio; mentre la seconda è necessariamente subordinata al completamento della prima ed alla verifica delle prestazioni del sistema wind shear nel suo complesso.
Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: Altero Matteoli.
http://leg16.camera.it/resoconti/resoconto_allegato.asp?idSeduta=71&resoconto=btris&param=btris

AEROPORTI: FALLICA (PDL), SUBITO LEGGE PER SEMPLIFICARE PROCEDURE PER INSTALLAZIONE RADAR
Palermo, 18 dic. - (Adnkronos) - ''L'istallazione nel territorio di Isola delle Femmine del radar che permette di monitorare il fenomeno del wind shear per agevolare i piloti dei voli in partenza e arrivo dall'aeroporto di Punta Raisi non puo' piu' subire ritardi. Non solo perche' c'e' il concreto rischio di perdere il finanziamento, ma soprattutto perche' la salvaguardia della vita di milioni di passeggeri deve sempre essere posta in cima a tutto''. Lo afferma il parlamentare siciliano Pippo Fallica (Pdl), segretario di Presidenza della Camera dei deputati.
Fin dal 2004 Fallica si e' interessato al problema del wind shaer nell'aeroporto di Palermo, annunciando la presentazione di una nuova interrogazione al ministro dei Trasporti per comprendere i reali motivi che impediscono la realizzazione dell'opera e l'elaborazione di un testo normativo che semplifichi le procedure burocratiche per l'istallazione nella terra ferma di strumenti indispensabili alla navigazione aerea e marittima.
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/21799

Il comune di Isola non vuole il radar a Punta Raisi. Spaventa i turisti
18 dicembre 2008


Braccio di ferro tra Enav e Regione siciliana da una parte e Comune di Isola delle Femmine dall'altra. L'annosa contesa è sull'installazione di un radar che consentirebbe ai piloti dei voli in arrivo e in partenza da Punta Raisi di essere avvertiti in tempo utile del 'wind shear', potenzialmente in grado di schiacciare a terra un aereo sia in fase di decollo che di atterraggio. Il Consiglio comunale del piccolo centro teme che il dispositivo crei pericoli per la salute e deturpi l'immagine turistica della cittadina. Il fenomeno consiste nella variazione repentina della direzione o dell'intensità del vento lungo il sentiero di salita o di discesa di un aereo. Il fenomeno è tipico di scali vicini al mare o a montagne e il Falcone-Borsellino ha entrambe queste caratteristiche. Negli altri aeroporti nazionali è quasi assente. Secondo l'Ente nazionale di assistenza al volo e l'assessorato regionale ai Trasporti il radar ridurrebbe al minimo i rischi dovuti al wind shear. Ma il progetto è bloccato dal 2006, respinto due volte dal Consiglio.


"Il radar è l'anello finale del sistema di monitoraggio del wind shear, già utilizzato dallo scalo palermitano fronteggiare l'anomalia delle correnti", spiega l'assessore regionale ai Trasporti, Titti Bufardeci. "Non c'é alternativa al sito di Isola delle Femmine. I tecnici hanno studiato altre ipotesi, ma è l'unico punto dove si possa installare il sistema". "Temiamo - ribatte il sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello - che le onde elettromagnetiche emesse dal radar minaccino la salute della popolazione. Inoltre il dispositivo, alto più di trenta metri, spaventerebbe i turisti.

Ma secondo Bufardeci non c'é alcun pericolo per la salute. Il governo regionale ha inviato al municipio un commissario ad acta, che ha convocato a ottobre il Consiglio comunale, incassando l'ennesimo parere negativo. Ma gli 8 milioni dei fondi Por destinati all'installazione del radar rischiano di essere persi. Intanto, le casistiche pubblicate dall'Enav sul proprio sito internet dicono che a Punta Raisi il fenomeno e tutt'altro che raro. L'episodio più importante risale al 27 settembre 1989, quando un aereo dell'Alitalia stava per decollare per Milano e un'improvvisa variazione di vento lo fece ricadere a suolo, per fortuna da un'altezza di soli 15 metri, con un impatto non violento. Ma l'aereo finì al limite della pista.
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/38135/punta-raisi-radar-della-discordia-braccio-ferro-comune-regione-prevarr-sicurezza-voli-tutela-della-salute-paesaggio.htm

Il radar di terra all'aeroporto di Palermo si farà:
il comune di Isola delle Femmine ricorre al Tar
19 dicembre 2008
"Ricorreremo al Tar. Pensiamo che la volontà del Consiglio comunale su questioni che riguardano il nostro territorio non possa essere scavalcata da nessuno". Lo dice il sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello al termine della conferenza dei servizi la conferenza dei servizi tra Regione siciliana, Gesap, Enav e il Comune, che ha stabilito che il percorso del progetto per l'installazione del radar di terra per il rilevamento del 'wind shear' sull'aeroporto di Palermo prosegue. La prossima settimana il Cru (Commissione regionale urbanistica) stabilirà, su richiesta degli enti presenti alla coferenza dei servizi, se modificare il piano regolatore del Comune di Isola delle Femmine destinando l'area indicata dall'Enav all'installazione del dispositivo.
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/38296/radar-terra-allaeroporto-palermo-comune-isola-delle-femmine-ricorre.htm
Isola delle Femmine contesta sito radar
19 Dicembre 2008
Il consiglio comunale di Isola delle femmine, in Provincia di Palermo, ha espresso parere sfavorevole nei confronti del sito individuato dall’ENAV per l’installazione di un radar destinato al rilevamento del wind-shear per l’aeroporto di Punta Raisi. Oggi si terrà in merito una conferenza dei servizi tra Regione Sicilia, GESAP, ENAV e il Comune di Isola delle Femmine.
http://www.dedalonews.it/it/index.php/12/2008/isola-delle-femmine-contesta-sito-radar/

Presentazione Power Point Sistema Rilevamento del Wind -Shearper l’ Aeroporto “Punta Raisi” di Palermo
http://www.enav.it/enavWebPortalStatic/meteo/Wind_Shear/02_PresentConvWS_Milioni.pdf


Ecco cosa succede quando non si interviene tempestivamente in maniera sufficientemente chiara esplicita ed autorevole.
D'altronde tutti gli atti che questa AMMINISTRAZIONE ha prodotto sono stati sempre sotto pressione sollecito di ENTI DI CONTROLLO
NON AVERE LA CAPACITA' O LA VOLONTA' DI DECIDERE E' IL FRUTTO DI COMPROMESSI CHE PROBABILMENTE QUESTA AMMINISTRAZIONE HA CONDIVISO ED ACCETTATO
Ricordiamo ai cittadini di Isola delle Femmine che dovranno fare da "topolini di sperimentazione" I COMPROMESSI SONO CAMBIALI CHE SI PAGANO


LEGGE REGIONALE N. 5 DEL 14-08-2008
REGIONE SICILIA
Interventi in favore della sicurezza dei voli negli aeroporti.
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIA

N. 38
del 18 agosto 2008
REGIONE SICILIANA
L’ASSEMBLEA REGIONALE HA APPROVATO
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
PROMULGA
la seguente legge:
ARTICOLO 1
Interventi in favore della sicurezza dei voli negli aeroporti
1. Dopo il primo comma dell’articolo 57 della legge regionale 27 dicembre
1978, n. 71, e successive modifiche ed integrazioni, è aggiunto il seguente:
"Con l’osservanza delle procedure di cui all’articolo 7 della legge regionale
11 aprile 1981, n. 65 e successive modifiche ed integrazioni, possono essere
concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a) del primo comma
dell’articolo 15 della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78 per le opere di
manutenzione straordinaria, di ammodernamento e di potenziamento, strettamente
funzionali alla sicurezza dei voli negli aeroporti, dotate delle
autorizzazioni rilasciate dagli enti preposti".
2. Quanto previsto dal comma 1 si applica per gli aeroporti già in esercizio
alla data di pubblicazione della presente legge.
ARTICOLO 2
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana.
2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come
legge della Regione.
Catania, 14 agosto 2008.

http://www.ediliziaurbanistica.it/staticpages/ambiente-territorio/news/2008/n23/19.pdf


Legge regionale 71 1978 articolo 57 (dopo comma 1 viene inserito: legge regionale 5 del 2008)
Art. 57 - Disposizioni di tutela particolare
Con l'osservanza delle procedure previste dall'articolo 16 della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, possono essere concesse deroghe a quanto previsto dalla lettera a) del primo comma dell'articolo 15 della medesima legge limitatamente a:
a) opere pubbliche o dichiarate di preminente interesse pubblico;

Intervento con legge 5 del 2008
http://www.ediliziaurbanistica.it/staticpages/ambiente-territorio/news/2008/n23/19.pdf

b)opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse ad impianti turistico-ricettivi esistenti, nonché ad ammodernamenti strettamente necessari alla funzionalità degli stessi complessi.

Art. 57. Sostituito per intero dalla LR 6/2001 (Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2001), art. 89 (Norme urbanistiche), comma 11. --- A corredo dell’articolo, v. LR 78/1976 (Provvedimenti per lo sviluppo del turimo in Sicilia) e s.m.i., artt. 15 (riportato alla nota n. 18 all’art. 22) e 16, che invece si riporta qui di seguito (con le modifiche ex LR 6/2001, Disposizioni programmatiche e finanziarie… 2001, art. 89, comma 10):
“Il consiglio comunale, con deliberazione adottata a maggioranza di due terzi dei componenti, può avanzare al Presidente della Regione motivata istanza di deroga relativamente agli indici di densità fissati dalle lettere b e c del precedente art. 15. // Sull'istanza del consiglio comunale l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente provvede con proprio decreto, entro centoventi giorni dalla richiesta, previo parere favorevole del Consiglio regionale dell'urbanistica e previa acquisizione del concerto dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, che si pronuncia entro il termine di sessanta giorni dalla richiesta".

http://eddyburg.it/article/articleview/8546/0/182/


ARTICOLO 7 n 65 11 aprile 1981
Procedura per l' esecuzione di opere di interesse statale o regionale non coincidenti con le previsioni degli strumenti urbanistici
Qualora per esigenze di rilevante interesse pubblico sia necessario eseguire opere di interesse statale o regionale da parte degli enti istituzionalmente competenti in difformità delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, i progetti di massima o esecutivi, ove compatibili con l' assetto territoriale,possono essere autorizzati dall' Assessore regionale per il territorio e lhambiente sentito il Consiglio regionale dell' urbanistica e i comuni interessati, i quali sono tenuti a fornire il proprio avviso entro 30 giorni dalla richiesta.
Trascorso infruttuosamente il termine sopra indicato l' avviso è da intendersi favorevolmente reso.
Le disposizioni contenute nei precedenti commi si applicano anche per le opere pubbliche non prevedibili negli strumenti urbanistici.
Le autorizzazioni assessoriali costituiscono a tutti gli effetti varianti agli strumenti urbanistici comunali, ai piani comprensoriali, ai piani settoriali e ai piani territoriali di coordinamento. Dette autorizzazioni vengono notificate ai comuni interessati e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.

http://www.assoarching.com/public/l.r._65-1981_0.pdf


ARTICOLO 15 legge 78 giugno 1976
Ai fini della formazione degli strumenti urbanistici generali comunali debbono osservarsi, in tutte le zone omogenee ad eccezione delle zone A e B, in aggiunta alle disposizioni vigenti, le seguenti prescrizioni:
a) le costruzioni debbono arretrarsi di metri 150 dalla battigia; entro detta fascia sono consentite opere ed impianti destinati alla diretta fruizione del mare, nonchè la ristrutturazione degli edifici esistenti senza alterazione dei volumi già realizzati;
http://www.federcampeggiatori.sicilia.it/dossier_legge_sicilia/LR_78_1976.pdf


ARTICOLO 16 legge 78 1976
Il consiglio comunale, con deliberazione adottata a maggioranza di due terzi dei componenti, può avanzare al Presidente della Regione motivata istanza di deroga
relativamente agli indici di densità fissati dalle lettere b e c del precedente art. 15. Sull' istanza del consiglio comunale il Presidente della Regione, previo parere della competente Commissione legislativa dell' Assemblea regionale siciliana assunto
con la maggioranza di quattro quinti dei suoi componenti, di seguito agli opportuni accertamenti, provvede con proprio decreto sentita la Giunta regionale.

http://www.federcampeggiatori.sicilia.it/dossier_legge_sicilia/LR_78_1976.pdf

http://isoladifuori.blogspot.com/2008/08/riconosciuta-la-salma-di-domenico.html
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/02/i-siciliani-si-mobilitano-contro.html







Elettromagnetismo militare, dalla Sicilia alla Sardegna




Grazie per le info, sono preziose.

Sapere che la Regione Sicilia ha svolto la ricerca sulle emissioni elettromagnetiche di guerra rinfranca e allo stesso tempo amplifica la vergogna e la rabbia per la cronica passività della Regione Sardegna, qualunque sia il colore politico delle sue giunte. Ancora di più rincuora sapere che la società civile verifica lo studio e indica lacune e approfondimenti. L'indagine epidemiologica bidone della Regione Sardegna ci ha insegnato a diffidare anche degli studi promossi da governatori "amici".

In Sardegna è stato svolto uno studio sull'elettromagnetismo del poligono Salto di Quirra (il più vasto d'Europa) da parte di tre ricercatori autonomi (Coraddu, Tosciri, Litarru) rigorosamente autofinanziato con il sostegno di alcune associazioni di base dalle casse disperatamente vuote. Un confronto con gli esperti siciliani (e di altre regioni e nazioni ovviamente) potrebbe apportare conoscenze utili per smascherare le bugie oppiacee e affinare le capacità di contrapporsi al mostro militare dovunque si sia insidiato o tenti di mettere tana. Per contatti tra esperti: Massimo.Coraddu@ca.infn.it, ballubrincu@libero.it,.


Adesso è in corso un'indagine ufficiale gestita dal ministero alla Difesa e dalle forze armate, mirata, come spudoratamente dichiarato e scritto, a tranquillizzare la popolazione e i militari, "ottenenere la certificazione di qualità ambientale", cioè dimostrare che il poligono è un gioiellino ecologico. Niente di più facile dato che il cosa, il come il dove controllare è stato stabilito dal controllato che garantisce "Trasparenza e Qualità" mediante una gara d'appalto dagli oscuri contorni vinta dalla società "Ambiente" in partnership con il Dip. dell'Università di Pisa. Scontato il servile plauso incondizionato delle istituzioni locali.

Potrebbe dare buoni risultati un raffronto tra metodologia, strumentazioni, risultati dell'indagine dell'Arpa a Niscemi e l'indagine del controllato/controllore in corso nel Salto di Quirra, ormai noto come il poligono della morte a causa concentrazione di leucemie e alterazioni genetiche

Sarebbe per noi di enorme rilevanza stabilire rapporti e scambi di informazioni con quanti hanno la disponibilità militante e le capacità tecnico scientifiche di leggere il "Capitolato tecnico" e il piano d'indagine mirata a NON trovare traccia d'inquinamento.

Evito di spedire i file del piano, sono pesantissimi, restano a disposizione di quanti intendono approfondire il tema.


.............

Comitato sardo Gettiamo le Basi . .



Video 8 maggio 09 sul poligono Salto di Quirra: http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=iene&data=2009/05/08&id=5273&from=ienePolveri belliche sopra i contadini


At 14.38 10/05/09, you wrote:




Al via la campagna contro le basi USA e NATO in Sicilia

di Antonio Mazzeo




Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” in un terreno confiscato in contrada Casa Bianca, comune di Belpasso, a due passi dalla grande base USA di Sigonella. E il forum sociale antimafia 2009 di Cinisi (Palermo), nel ricordo di Peppino Impastato, assassinato da Cosa Nostra nel maggio di 31 anni fa.

“Facciamo appello a tutta la società civile siciliana, recuperando la memoria storica della grande stagione di lotta, negli anni ’80, contro gli euromissili a Comiso, opponendoci alle basi militari USA e NATO che mettono in pericolo le nostre vite anche in tempo di pace”, scrivono i primi firmatari dell’appello “No-basi”. Si tratta di ricercatori, professionisti e insegnanti, da tempi immemorabili impegnati contro tutte le guerre. Tra gli altri, la sociologa Nella Ginatempo; il professore Umberto Santino del Centro Siciliano di Documentazione antimafia “Giuseppe Impastato”; il presidente del Centro Studi ed Iniziative di Politica Economica (CEPES) Nicola Cipolla; l’avvocato Santi Terranova, parte civile nel procedimento avviato dalla Procura di Siracusa sull’incidente avvenuto il 12 luglio del 1984, quando un aereo Lockheed C141 dell’US Air Force che trasportava uranio impoverito, precipitò nei pressi del comune di Lentini (Siracusa) dopo il decollo da Sigonella.

“Da allora nella zona si sono registrati diversi casi di leucemia infantile, anche mortali, ed è pure cresciuto impunemente il numero di velivoli precipitati nelle campagne e nelle acque circostanti la base”, dichiara Alfonso Di Stefano della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella. “A ciò si aggiunge l’aumento degli aerei cargo e dei velivoli cisterna militari, che disperdono nell’ambiente le cosiddette “scie chimiche” con pericolose concentrazioni di veleni e sostanze cancerogene”.

La petizione popolare denuncia poi i nuovi programmi di ampliamento e potenziamento delle maggiori infrastrutture militari in Sicilia. La base di Sigonella, ad esempio, è destinata ad ospitare il sistema di sorveglianza terreste AGS (per la cui installazione il governo dovrà sborsare 150 milioni di euro entro il 2010) e dieci aerei-spia senza pilota “Global Hawks”. “Ciò comporterà l’arrivo nei prossimi mesi di 800 militari NATO, con rispettive famiglie, con conseguenti cementificazioni di fertili terreni agricoli, mentre vincoli ambientali ed archeologici vengono eliminati nei paesi limitrofi per meglio servire le esigenze strategiche degli Stati Uniti d’America”, aggiunge Di Stefano. “Sigonella spreca inoltre ingenti risorse pubbliche (acqua, luce, infrastrutture), mentre blocca attraverso le servitù militari lo sviluppo del trasporto aeroportuale in Sicilia e di conseguenza l’incremento occupazionale e turistico che si otterrebbe da una riconversione per uso civile della base”.

Tra gli strumenti di morte che più allarmano gli abitanti dell’isola c’è poi la stazione di telecomunicazioni con i sottomarini nucleari di contrada Ulmo a Niscemi (Caltanissetta), costruita dall’US Navy all’interno della riserva naturale orientata “Sughereta”.

“In violazione di qualsiasi principio di precauzione, a Niscemi si sta per installare adesso il sistema planetario di comunicazioni satellitari MUOS”, denunciano i firmatari dell’appello per smilitarizzare la Sicilia. “Questo micidiale sistema militare è basato su onde elettromagnetiche ad altissima frequenza e l’estrema vicinanza al centro abitato avrebbe dovuto destare negli anni scorsi maggiori preoccupazioni fra gli amministratori locali prima d’assecondare le priorità militari”.

Un programma ad uso e consumo del grande complesso militare industriale statunitense, quello del MUOS. Solo per progettare e avviare la costruzione di due satelliti e le antenne radar dei segmenti terrestri che entreranno in funzione a Niscemi e in altre tre località sparse per il mondo (Virginia, isole Hawaii e Australia), la californiana Lockheed Martin Space Systems si è vista elargire dal Pentagono più di due miliardi e 110 milioni di dollari. Un secondo contratto di “perfezionamento” e “potenziamento” del sistema MUOS, attualmente in discussione, potrebbe portare nelle casse dell’impresa spaziale USA un altro miliardo e 155 milioni di dollari. Il rigido monopolio economico del nuovo sistema satellitare delle forze armate USA è confermato dai nomi dei sub-contraenti della Lockheed Martin: si tratta di General Dynamics (realizzazione del sistema di rilevazione terrestre), Boeing (parte dei sistemi di trasmissione dei satelliti) ed Harris Corporation (i riflettori delle antenne). Le uniche “ricadute” in Sicilia saranno quella delle potentissime e pericolosissime microonde elettromagnetiche del terminal terrestre del MUOS di Niscemi.

“La revoca del MUOS, programma funzionale alle guerre stellari del XXI secolo, e lo smantellamento delle 41 antenne di trasmissione dell’US Navy di Niscemi, sono indispensabili per garantire un futuro di pace alle generazioni future e avviare una seria politica di rilancio ambientale di un’area che è tra le più contaminate e devastate della Sicilia”, affermano gli attivisti della Campagna per la smilitarizzazione e la denuclearizzazione dell’isola.

L’inquinamento elettromagnetico a Niscemi, anche senza il terminal MUOS ha raggiunto già livelli altamente preoccupanti. Recentemente l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA), ha consegnato all’amministrazione comunale di Niscemi, i dati sui rilevamenti del campo elettromagnetico generato dall’impianto militare, effettuati in un periodo compreso tra il 10 dicembre 2008 e il 9 marzo 2009. Il monitoraggio effettuato da quattro centraline installate in abitazioni civili prossime alla base, ha rilevato l’intensità della componente elettrica delle emissioni, la cui unità di misura è il volt per metro. In alcuni casi sono stati evidenziati valori superiori ai “limiti di attenzione” fissati dalle normative in materia. In contrada Ulmo, una centralina ha registrato una “media di esposizione di circa 6 V/mt con dei picchi settimanali di superamento”; la seconda centralina, sita sempre nei pressi dell’installazione militare, ha registrato i “valori medi di 4 V/m con picchi di superamento occasionali”, che in un caso (il 20 dicembre), hanno raggiunto i 9 V/m. Le altre due centraline hanno invece registrato dei “valori medi di 1-2 V/m con picchi preoccupanti”, specie in contrada Martelluzzo, dove nella giornata del 10 gennaio si è sfiorata l’intensità soglia dei 6 volt per metro.

Nonostante i preoccupanti risultati segnalati dall’ARPA, il Comitato No MUOS di Niscemi ha espresso in un comunicato “forti perplessità” sulle modalità di rilievo dei campi elettromagnetici. “Le quattro centraline, facenti parte di una rete di monitoraggio poco consona all’estensione del sito, sono state montate tutte nella stessa direzione (nord)”, segnala il Comitato. “Riteniamo pertanto che in questo modo ci siano gravi lacune sia sulle bande di frequenza misurate che sulle tipologie di onde elettromagnetiche cui tale metodo di monitoraggio presenta. I campi elettromagnetici difficilmente rilevabili con il sistema utilizzato dall’ARPA sono proprio quelli emanati dalle antenne esistenti: a bassa frequenza e omnidirezionali”.

A rendere scarsamente attendibili in termini d’impatto i dati del rilevamento ARPA, pure le ammissioni di un ufficiale statunitense della base di contrada Ulmo, riportate durante una conferenza cittadina sul rischio elettromagnetico dall’ingegnere Sergio Marino, secondo il quale “circa la metà delle 41 antenne non erano funzionanti nel periodo di monitoraggio e che non lo saranno mai”. “Se già siamo ben al di là dei “limiti di attenzione” con solo venti antenne, cosa succederebbe nel malaugurato caso venissero messe in funzione tutte le altre?”, commenta amaramente il Comitato No MUOS. “Chiediamo pertanto un’ulteriore campagna di rilevamento, predisponendo una rete di monitoraggio con rilevatori multi-banda che permettano di stimare con esattezza tutti i probabili impatti con cui, dal 1991, questa base militare sta danneggiando la salute dei cittadini, la riserva naturale e il nostro territorio”.


http://isoladifuori.blogspot.com/2008/12/io-sono-saviano-da-palermo-napoli.html


Respinto il ricorso al TAR Comune di Isola delle Femmine
Manifestazione Cittadina organizzata Coordinamento "No Radar a Isola delle Femmine"



TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE SEDE PALERMO



Num. Reg. Gen.: 1765/2009


Data Dep.: 22/10/2009



Sezione: 3



Oggetto del ricorso: AUTORIZZAZIONE IN VARIANTE ALLO STRUMENTO URBANISTICO DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE PER LA REALIZZAZIONE DI UN RADAR



Istanza di fissazione:

Istanza di prelievo: NO



Ricorrenti:

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE



Resistenti:

ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO AMBIENTE

CONSIGLIO REGIONALE DELL'URBANISTICA

DIRIGENTE GENERALE DELL'ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE

ENAV SPA





Avvocati

Nome: GIUSEPPE Cognome: SPINELLI

AVVOCATURA DISTRETTUALE PA

Nome: SAVERIO Cognome: LO MONACO





Atti Depositati

Deposito 05/11/2009 Parte ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO AMBIENTE

Atto Depositato ATTO > DI COSTITUZIONE




Deposito 30/10/2009 Parte ENAV SPA

Atto Depositato MEMORIA > DI COSTITUZIONE




Deposito 22/10/2009 Parte COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Atto Depositato DOMANDA > FISSAZIONE UDIENZA



Deposito 22/10/2009 Parte COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Atto Depositato RICORSO




http://www.giustizia-amministrativa.it/WEBY2K/DettaglioRicorso.asp?val=200901765


W I N D S H E A R

*Tutto inizia il mese di settembre 2005?
*Legge regionale esautora c.c. sulle opere di prubblica utilita'
*Siamo contro l'installazione del radar Rilevazione Wind Shear dannoso alla salute
*Wind Shear: come è andata a finire? Report
*No all'antenna radar a isola delle femmine senza se e senza ma
*I siciliani si mobilitano contro l'ecomostro di niscemi
*Manifestazione contro l'installazione del radar a isola delle femmine
*Isola Pulita richiede convocazione consiglio comunale aperto e per ...
*Siamo contro l'installazione del radar Rilevazione Wind Shear dannoso alla salute
*FIRMA LA PETIZIONE “no radar a Isola delle Femmine”
*Onorevole Signor Presidente della Repubblica Isola Pulita scrive al Presidente
*Stop all'installazione dell'antenna della ............. a isola ...
*ASSESSORE REGIONE SICILIA SORBELLO STOP ALL'ANTENNA DELLA MORTE*INSIEME CE LA FAREMO CONTRO LA LOBBY DELL'ANTENNA KILLER A ISOLA DELLE FEMMINE
*COMUNICATO STAMPA SORBELLO NO RADAR A ISOLA DELLE FEMMINE
*SICILIA: SORBELLO, NESSUNA AUTORIZZAZ...
*Isola delle Femmine Radar meteo o acquario marino?



ISOLA DELLE FEMMINE.

Comune e ambientalisti contestano il sito scelto dall’Enav per l’installazione dell’impianto meteo


Tutti contro il radar del vento

L’antenna riesce a registrare i cambiamenti del vento a Punta Raisi completando un sistema di rilevamento del “Wind shear”. Il direttore della riserva Di Dio: «Perplessità sulla posizione». A rischio 8 milioni di finanziamento


PALERMO. È più importante la sicurezza degli aerei e o il diritto alla salute dei residenti?


Non si tratta di una questione metafisica, ma di un dibattito di scottante attualità, almeno Isola delle Femmine, nel palermitano, i cui abitanti sono da mesi sulle barricate contro la decisione di installare sulle loro teste un radar meteorologico.

Mentre a Niscemi si combatte l’ipotesi della costruzione di un sistema Muos, a Isola non preoccupa un’antenna qualsiasi, evidentemente, ma il potente radar Tdwr, parte integrante del Palermo Wind Shear Detection System, il sistema per il monitoraggio del “wind shear”, il fenomeno atmosferico consistente in una variazione improvvisa del vento in intensità e direzione, particolarmente pericoloso negli atterraggi e nei decolli degli aerei.

Lo stesso, per farsi un’idea, che solo dieci fa giorni nei dintorni di Amsterdam ha provocato lo schianto di un Boeing 737 della Turkish Airlaines, causando dieci morti e un’ottantina di feriti e non del tutto sconosciuto neppure a Punta Raisi.

Fu proprio uno schiaffo improvviso del vento, infatti, a sbattere sulla pista un Md80 dell’Alitalia in fase di decollo, per fortuna senza gravi conseguenze. Era il settembre del 1989 e da allora altri fenomeni sono stati segnalati. Solo nel 2007, sull’aeroporto palermitano ne sono stati registrati 209 (160 nel 2006), rispetto ai 41 di Milano Malpensa e su un totale complessivo di 470 riporti di wind shear acquisiti Dall’Enav. Dati che fanno dello scalo del capoluogo «il più critico in termini di frequenza e di intensità del fenomeno in questione». Da qui il progetto dell’Enav di fare di Punta Raisi il «banco prova» per la successiva implementazione del sistema anche su altri aeroporti dove è presente il fenomeno. Tutto bene, tranne che per l’ubicazione del sistema radar, nello spazio dell’ex base della Marina Militare italiana, un’area di 400 mq concessa dal Demanio allʼEnav. «L’unico sito idoneo» secondo l’Enav.

Non dello stesso parere il Comune di Isola delle Femmine, che dal 2006 ha due volte bocciato il progetto, non giudicandolo compatibile con il vigente strumento urbanistico e con i vincoli dettati dalla legislazione regionale circa la fascia di rispetto costiera. Troppo vicino alla popolazione, poi, quel radar, di cui - sostengono - non si conoscono ancora bene gli effetti sulla salute:

«Chiunque conosca la zona – sottolinea il consigliere comunale Antonio Rubino – sa che ci sono tanti altri siti che non toccherebbero la popolazione, permettendo inoltre una copertura completa della pista, cosa che in questo modo non verrebbe garantita. Penso al promontorio di Cinisi, per esempio.

Non si capisce quindi perché si siano impuntati su quel sito: viene quasi da pensar male». Ma non è solo la Giunta cittadina a mettersi di traverso all’installazione in Quell’area.

Sul piede di guerra sono anche le associazioni che compongono la rete Lilliput e i responsabili della Riserva Naturale. «Nessuno è contrario

All’antenna, abbiamo delle perplessità sulla sua posizione – spiega il direttore della Riserva di Isola, Vincenzo Di Dio –

È la stessa società che ha individuato il sito per conto dell’Enav a contraddirsi, affermando in una relazione che le onde elettromagnetiche emesse sarebbero superiori a quelle consentite dalla legge, salvo dire il contrario in altri documenti. Chiediamo quindi chiarezza all’Enav».

L’Ente, dal canto suo, ha dichiarato l’installazione presso il sito prescelto, «di pubblico interesse ai sensi e per gli effetti dell’articolo 696 del Codice della Navigazione», spingendo inoltre la Regione ad approvare un disegno di legge, il 6 agosto 2008, che di fatto ha esautorato il Comune di Isola, derogando al divieto di edificare nella fascia entro i 150 metri dalla battigia senza lʼassenso del Comune. Ora, tuttavia, anche dagli uffici regionali vogliono vederci chiaro.

La Commissione Regionale Urbanistica, chiamata a pronunciarsi la scorsa settimana, ha chiesto più tempo per esaminare meglio la documentazione. Proprio il tempo, però, è quello che manca. In gioco c’è anche il finanziamento europeo: 8 milioni di euro di fondi Por, che la Regione rischia di perdere se non installerà il radar entro giugno.


Articolo di Luca Insalaco


http://isoladifuori.blogspot.com/

Provvedimenti

Esito RESPINGE Tipologia ORDINANZA SOSPENSIVA

Data Provvedimento 09/11/2009 Numero 200901038

Decreti

Nessun decreto


Udienze

Data fiss. udienza: 06/11/2009

Tipologia udienza: CAMERA DI CONSIGLIO

Relatore: FEDERICA CABRINI

Tipologia del relatore: CONSIGLIERE

Tipologia componente: PRESIDENTE

Terzo componente: MARIA CAPPELLANO

Tipologia componente: REFERENDARIO



 

UN ACQUARIO MARINO NELLA EX CASERMA NATO DI ISOLA DELLE FEMMINE.

SIGLATO A PALAZZO COMITINI IL PROTOCOLLO DI COLLABORAZIONE

INTESA fra nove partner pubblici e privati per il riutilizzo dell'ex caserma Nato. Sorgerà anche un osservatorio biologico permanente


Palermo 9 febbraio 2007 – Una forte sinergia fra le istituzioni pubbliche e i privati per far nascere a Isola delle Femmine un acquario marino e un osservatorio biologico permanente integrati con la riserva marina.  I primi passi per la realizzazione di una struttura unica in Sicilia e in tutto il meridione sono stati mossi oggi a palazzo Comitini con la stipula di un protocollo d’intesa fra 9 partner che metteranno risorse e know-how per dare corpo ad un progetto che, come è stato sottolineato, ha un forte valenza di carattere turistico e scientifico.
L’acquario marino e l’osservatorio biologico sorgeranno presso la ex Caserma Nato di Isole delle Femmine, una struttura ormai dismessa, ma perfettamente integra, ben collegata e inserita in un contesto urbanistico e ambientale, di proprietà del Demanio marittimo. Sono già state avviate le procedure per la cessione dell’immobile e dell’area al Comune di Isola delle Femmine e alla Provincia che è l’ente proponente e capofila dell’iniziativa.
Erano presenti all’incontro di oggi per la firma del protocollo tutti e nove i partner, il Presidente della Provincia Francesco Musotto, l’assessore provinciale al controllo ambientale Raffaele Loddo,  gli assessori regionali al territorio e ambiente Rossana Interlandi e al turismo Dore Misuraca, il vice Presidente nazionale di Confindustria Ettore Artioli, il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello, il professore Silvano Riggio dell’Università di Palermo, il direttore dell’Arpa Sicilia Sergio Marino,  e i rappresentanti di due società che si occuperanno di sviluppare l’analisi di gestione e i canali di finanziamento, Mario Battello direttore dell’associazione Tecla, Marcello Scalisi, amministratore delegato di Unimed Servizi.
Il protocollo stipulato oggi dà il via alla fase di progettazione e di tutte le attività parallele correlate al progetto di cui si occuperà un comitato organizzativo, mentre un comitato tecnico  fornirà tutte le informazioni tecniche necessarie oltre a creare una rete di contatti con la comunità scientifica di settore e a promuovere l’iniziativa nell’area euromediterranea.
“Un progetto ambizioso  - sottolinea il Presidente Musotto – che ci siamo voluti intestare
per dare una scossa forte ad un territorio dalla forte vocazione turistica con una riserva marina, quella di Isola delle Femmine-Capo Gallo, che rappresenta un patrimonio ambientale unico. La realizzazione dell’acquario sarebbe quindi strettamente collegata alla presenza della riserva che da questa iniziativa potrebbe trarre un nuovo rilancio. Abbiamo quindi voluto coinvolgere tutti i soggetti interessati per dare più forza a questa nostra iniziativa che proporremo all’interno di un circuito di finanziamenti dell’Unione Europea per il programma 2007-2013 nel settore della ricerca e dell’ambiente”.
“Il protocollo di oggi – aggiunge l’assessore Loddo – sarà immediatamente operativo con l’avvio dei due tavoli  uno organizzativo e uno scientifico. I privati saranno parte essenziale del progetto, soprattutto per la parte relativa alla futura gestione. I partner pubblici da parte loro hanno sposato in pieno l’iniziativa e quindi ci sono tutte le potenzialità per procedere in un percorso di condivisione progettuale”.
L’assessore Interlandi ha sottolineato come “il progetto si inserisce in una linea dell’assessorato che punta a valorizzare le biodiversità e a rivedere il sistema delle aree protette”, mentre l’assessore Misuraca ha ribadito “il pieno impegno dell’amministrazione regionale su un’iniziativa dalle forti refluenze turistiche che però deve sin da subito camminare velocemente cominciando dalla fase progettuale e dall’individuazione delle risorse”.




 



5 MARZO 2007
Stamattina alle 10:30 il presidente della Provincia Francesco Musotto, l’assessore provinciale al controllo ambientale Raffaele Loddo, il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello, il vicepresidente nazionale di Confindustria Ettore Artioli, l’assessore regionale al territorio Rossana Interlandi e i vertici di Marisicilia effettueranno un sopralluogo presso la ex Caserma Nato di Isola dove si vogliono realizzare un acquario marino el’osservatorio biologico permanente. Nove partner istituzionali lo scorso 9 febbraio avevano siglato a palazzo Comitini il relativo accordo di programma.
L’incontro servirà a verificare lo stato effettivo dell’edificio e a mettere a punto le procedure per la cessione definitiva della ex Caserma Nato agli enti pubblici, Provincia e Comune di Isola, da parte di Marisicilia e dell’Agenzia del demanio.
Immobili ex militari trasferiti al Demanio
Dalle Regioni prime proposte di riuso

SICILIA 21 marzo 2007
La provincia di Palermo ha effettuato il primo sopralluogo all’ex caserma Nato di Isola delle Femmine, dove sorgeranno un acquario marino e un osservatorio biologico permanente

RELAZIONE PROGRAMMA TRIENNALE OPERE PUBBLICHE 2007 – 2009
Direzione Contabilità Generale e Programmazione Finanziaria
UFFICIO PROGRAMMAZIONE
 
~ PRESENTAZIONE ~

Il Presidente
On.le Avv. Francesco Musotto
Lo schema di Programma Triennale Opere Pubbliche 2007 – 2009 è stato approvato ed emendato dal Consiglio Provinciale con provvedimento n. 044 del 23/06/2007.

Lo schema si compone dei seguenti allegati prescritti dall’art.14 della Legge 109/94 nel testo coordinato con le norme di cui alla L.R. 7/02 e L.R. 7/03 e dal Decreto AI ll.pp. DEL 3/10/2003

Fonte finanziamento: Fondi propri

MODIFICHE IMPORTO DELLE SEGUENTI OPERE:

Ctg. 11 a – Opere di protezione dell’ambiente
Tip. 01 – Nuova costruzione
Descrizione opera: Realizzazione di un acquario marino ed oservatorio biologico
marino permanente presso la ex base NATO di Isola delle Femmine - Palermo
IMPORTO: da € 80.000.000,00 a € 50.000.000,00 – Annualità: 2008
Priorità assoluta: 190
Ctg. 08 – Edilizia sociale e scolastica
Tip. 01 – Nuova costruzione
Descrizione opera: Bisacquino - IPSA ampliamento
IMPORTO: da € 6.988.000,00 a € 7.425.000,00 – Annualità: 2007
Priorità assoluta: 27


ACQUARIO A ISOLA DELLE FEMMINE: UFFICIALIZZATI GLI INCARICHI PER LE INDAGINI PRELIMINARI SUL CAMPO



Nominati gli ingegneri Carruba e Buffa, che si occuperanno, rispettivamente, dell'aspetto geotecnico e idrologico-idraulico. Loddo: "Studio di fattibilità pronto entro ottobre"

Palermo 11 luglio 2007 – Prima l’inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche 2007-2009 e poi il via agli incarichi preliminari allo studio di fattibilità. Prosegue il percorso avviato dalla Provincia per la realizzazione di un acquario marino e un osservatorio biologico marino presso la ex base Nato di Isola delle Femmine. Lo studio preliminare è stato inserito dalla giunta Musotto nel piano triennale delle opere pubbliche, recentemente approvato dal Consiglio provinciale, per l’anno 2008 con un importo di 80 milioni di euro, fondi europei. Adesso la giunta, su proposta dell’assessore al controllo ambientale Raffaele Loddo, ha dato il via libera a due incarichi tecnici necessari per procedere allo studio di fattibilità.  La consulenza geotecnica è stata affidata all’ingegnere Daniele Carruba, mentre la consulenza idrologica ed idraulica è stata affidata all’ingegnere Deimi Buffa. “Dopo la stipula del protocollo d’intesa con tutti i partner istituzionali – sottolinea l’assessore Loddo – le procedure sono state avviate e, in attesa di definire l’iter burocratico con l’Agenzia del demanio per la cessione dell’area, stiamo provvedendo a redigere lo studio di fattibilità. Contiamo di poterlo presentare entro il prossimo ottobre.  Sul progetto acquario marino c’è grande interesse da parte dei comuni del comprensorio e da parte nostra stiamo facendo tutti i passi necessari”.
L’acquario marino e  l’osservatorio biologico permanente sorgeranno in un’area nel territorio di Isola delle Femmine di quasi 500 mila metri quadrati, oggi in carico alla Marina Militare, dopo essere stata base della Nato dal 1955 al 1999 sotto il controllo degli Usa.
I partner del progetto sono Provincia,Regione (assessorati territorio e ambiente e turismo),Comune di Isola delle Femmine, Confindustria,  l’Università di Palermo, l’Arpa Sicilia,  e le due società che si occuperanno di sviluppare l’analisi di gestione e i canali di finanziamento, l’associazione Tecla e la Unimed Servizi.

http://www.provincia.palermo.it/pls/provpalermo/v3_s2ew_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=1175


UN ACQUARIO MARINO NELLA EX BASE NATO DI ISOLA DELLE FEMMINE - ENTRO 45 GIORNI LO STUDIO DI FATTIBILITA'


Prosegue l'iter per la riconversione della struttura e dell'area di quasi 500 mila quadrati che la Marina Militare intende dismettere - Il comitato tecnico ha dato il via alla fase operativa


Palermo 5 ottobre 2007 – Sarà pronto entro 45 giorni lo studio di fattibilità per la realizzazione  dell’acquario marino e di un osservatorio biologico permanente presso la ex base Nato di Isola delle Femmine. Entro la primavera del 2008 inoltre nell’area di quasi 500 mila metri quadrati, oggi in carico alla Marina Militare, sarà aperto un percorso naturalistico. E’ quanto emerso dalla riunione del comitato tecnico organizzativo convocata presso il centro direzionale della Provincia dall’assessore al controllo ambientale Raffale Loddo. Erano presenti tutti i partner che hanno aderito al protocollo d’intesa stipulato lo scorso febbraio a palazzo Comitini: la Provincia con l’assessore Loddo, il sindaco di Isola delle Femmine Gaspare Portobello, il coordinatore del progetto Ugo Piazza, Vincenzo Vitale delegato dell’assessorato regionale al turismo, Mauro Mannino delegato dell’assessorato regionale al territorio e ambiente, Giada Platania di Confindustria Sicilia. Nell’occasione si è anche insediato il comitato scientifico composto dall’Università di Palermo, con il professore Silvano Riggio, l’Arpa Sicilia, con l’ingegnere Rosanna Grao, la Unimed-Servizi, con l’amministratore delegato Marcello Scalisi e l’associazione Tecla.
Via libera dunque allo studio di fattibilità, soprattutto dopo la notizia che la Marina Militare ha ufficialmente comunicato la sua disponibilità alla cessione del bene alla Provincia, attraverso accordo con l’Agenzia del demanio. I partner dell’iniziativa hanno quindi affrontato gli aspetti tecnico-organizzativi che vedranno l’Università,l’Arpa e l’Unimed, quindi il comitato scientifico, occuparsi delle questioni relative alle vasche,alla flora e alla fauna, e ad un confronto con le altre strutture di questo tipo presenti in Italia e all’estero. L’Assessorato al Turismo svilupperà gli aspetti relativi ai movimenti turistici che potrebbe attivare l’iniziativa, l’assessorato al Territorio si occuperà invece in questa fase della definizione del percorso naturalistico che affiancherà l’acquario, mentre Confindustria è già al lavoro per attivare forme di partenariato con investitori privati. Il tutto con il coordinamento della Provincia.  Altre iniziative che partiranno a breve sono un concorso di idee per la realizzazione del marchio, partenariati con l’acquario di Genova, e con l’Università per l’utilizzo sperimentale di alcune delle gallerie presenti nell’area.
“Il percorso – sottolinea il Presidente Francesco Musotto – va avanti secondo i piani e i tempi stabiliti. C’è grande volontà ed entusiasmo da parte di tutti i partner per un’iniziativa che potrebbe avere ricadute straordinarie per tutto il comprensorio”.
“L’interesse – aggiunge l’assessore Loddo – è confermato dalle numerose proposte di collaborazione che sono pervenute da parte di altre strutture e centri di biologia marina, a conferma della validità del progetto e della autorevolezza degli enti che hanno stipulato il protocollo”.





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